Se la gente non va a teatro, è il teatro che va dalla gente. Questo grazie al suo Imbuteatro che Cinzia Morandi dove porta le favole nelle città.

«Voglio catapultare
la gente nella poesia»

Cinzia Morandi porta il teatro vicino alle persone, nel mezzo delle città. Da domenica invece sarà sul palco con un nuovo spettacolo.

Porto due imbuti di metallo alle orecchie e una voce calda e trascinante mi trasporta in un’altra dimensione… È la voce di Cinzia Morandi che mi fa sperimentare l’esperienza magica dell’Imbuteatro. Un progetto teatrale itinerante nato dal sogno che l’attrice e regista ticinese fece una notte di quattro anni fa. Il sogno di portare il teatro verso le persone, di raggiungerle individualmente nel caos rapido dei ritmi di oggi e di aprirvi un varco poetico. «È una tipologia di comunicazione che mi appartiene molto: stare vicino alla gente e darle una carezza nell’anima, raggiungerla nel mezzo del traffico e catapultarla nella poesia».

Volta per volta, Cinzia e l’attrice che l’accompagna posano perle di saggezza nelle orecchie. Un tappeto, una sedia, due imbuti collegati a tubi di gomma e la forza del racconto: sono questi gli ingredienti essenziali. Finora, l’Imbuteatro ha bazzicato strade e parchi durante vari eventi culturali ma l’idea di Cinzia è di portarlo in ogni tipo di situazione – matrimoni, compleanni e affini– creando uno spazio di meraviglia. «Viviamo in un mondo stressato, sempre attaccati al cellulare e al pc, qualcosa non va – osserva la mercante di poesia –; quando fermo le persone mi dicono che non hanno tempo, le convinco dicendo loro che dura un solo minuto, si arrendono, con gli occhi chiusi e le orecchie spalancate ascoltano, il loro viso si trasforma e poi chiedono: “me ne racconti un’altra?” Allora mi dico che la sete di poesia c’è».

Il teatro, fin da quando era adolescente, è entrato nella trama della sua vita arricchendola di tante emozioni… Dai corsi con Cocco Leonardi e Cristina Castrillo, seguiti mentre faceva il liceo scientifico, al primo lavoro per il Teatro delle Radici, dove debutta sul palco con uno spettacolo, fino ad oggi, il teatro ha continuato ad aprirle nuove strade. Cinzia è una persona in costante evoluzione. «Per mia fortuna o sfortuna, sono sempre stata attirata da molte cose diverse, sport, musica, letteratura, e non mi vedevo a farne una sola…». La passione per il teatro però continua a chiamarla a sé e, anche nel periodo in cui studia tecniche di laboratorio per istituti medico-biologici, segue un laboratorio teatrale presso il Teatro delle Radici. Poi, dato che nella vita spesso tutto accade in una volta… «Mi sono laureata a novembre dell’87, il giorno dopo è nato mio nipote, e quello successivo – che oltretutto era il mio compleanno – ho iniziato a lavorare a tempo pieno al Teatro delle Radici». I primi tre anni di full immersion nel mondo della scena sono resi molto belli ed intensi dai frequenti viaggi in America Latina, dove porta diversi spettacoli.

«

È magico vedere la trasformazione di chi arriva timido»

«Sono salita presto sul palco e il palco stesso mi ha formata – racconta ripensando agli inizi –; successivamente ho seguito vari corsi, di dizione, improvvisazione, clown, ecc... ». Cinzia trova importante e stimolante continuare a imparare. «Sono curiosa e continuo ad arricchirmi di esperienze diverse che poi condivido anche con in miei allievi durante i gruppi di teatro: sento il bisogno di rigenerarmi, ri-giocare con nuove metodologie per portare sempre qualcosa di fresco».  A 29 anni fa una pausa di riflessione dal teatro, aiuta la mamma alla discoteca Morandi e poi parte per gli Stati Uniti. Dopo più di un anno e mezzo il richiamo della scena la raggiunge a San Francisco. Con una lettera, un’amica attrice le dice di un provino del Teatro Pan per lo spettacolo l’«Alieno». Partecipa, viene scelta e torna sul palco.

Da spettacolo nasce spettacolo e così inizia a lavorare a pieno regime per il Teatro Pan. «Ho fatto anche un periodo a Ginevra, per la Comédie de Genève , ma poi sono sempre tornata a Lugano, un luogo che, se una volta odiavo, ho finito per amare profondamente: per la sua natura piena, il clima mite e la tranquillità». Nel 1999, assieme ad Elena Chiaravalli, crea «Giù per terra» incentrato sui conflitti tra sorelle. Uno spettacolo che tutt’oggi, dopo 14 anni di vita, continua a portare in scena. «Lì, ho sentito la bellezza del teatro per ragazzi, trovo splendido poterli stimolare alla riflessione in un momento di così grande apertura», spiega Cinzia, «per me il teatro ha il ruolo, non tanto di dare delle risposte, quanto piuttosto di aprire domande sul mondo». Ama anche insegnare teatro ai più giovani. «È magico vedere la trasformazione di chi arriva timido, chiuso e insicuro e, attraverso il gioco, senza accorgersi, si trova sul palco a fare qualcosa che mai nella vita avrebbe creduto possibile».  Se potesse, inserirebbe il teatro come materia in tutte le scuole elementari, per sostenere i bimbi nella crescita e nello sviluppo di qualità positive come la fiducia in sé, l’interpretazione delle emozioni e l’espressività.

A dicembre, Cinzia debutterà con un nuovissimo spettacolo… «“Una bellissima catastrofe” nasce così, dal desiderio di confrontarci con il tema del destino: è già scritto, oppure possiamo dire la nostra?». Sul palco come nella vita, Cinzia è convinta che ognuno abbia l’energia per riempire le pagine bianche della vita con i suoi colori, lungi dall’omologazione, e vicino al battito della poesia…

In pillole

Nasce a Lugano nel 1961 sotto il segno dello scorpione e vive a Dino. Verso i 16 anni scopre il mondo del teatro. Con una serie di esperienze formative e il primo lavoro al Teatro delle Radici diventa attrice e gira per i palcoscenici di molti paesi. Più tardi entra a far parte della famiglia del Teatro Pan, alla quale è fedele tutt’oggi, e impara ad amare il teatro per i ragazzi. Continua a crescere come artista, partecipando a workshop, insegnando, salendo sul palco e inventando nuovi progetti. Tra questi ultimi spicca l’Imbuteatro, una sua creazione del tutto speciale che sta progettando di portare in tournée in Francia e Germania. Quest’inverno invece potremo vederla alle prese con uno spettacolo nuovo di zecca,
«Una bellissima catastrofe» che debutterà l’8 dicembre 2013 al Teatro Foce nell’ambito della Rassegna Senza Confini e replicato 10, 11 e 12 gennaio 2014 nella rassegna Home del Teatro Foce.




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Testo: Keri Gonzato

Foto: Annick Romanski

Pubblicazione:
venerdì 29.11.2013, ore 08:35


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