Claudio Zali è convinto che nei prossimi anni si creeranno condizioni più favorevoli per i trasporti pubblici.

«Ci attende un vero
cambiamento epocale»

Col capo del Dipartimento del territorio abbiamo parlato di problemi del traffico. Ma anche di che cosa ci attende in futuro.

Cooperazione:
Onorevole Zali, lei è direttore del Dipartimento del territorio da sei mesi: se lo immaginava così il mestiere di Consigliere di Stato?

Claudio Zali:
È un lavoro difficile da descrivere, così come non è facile farsene un’idea precisa fino a che non lo si prova. La quantità di lavoro da esaminare è enorme. Occorre leggere, valutare, pensare e decidere rapidamente, avere dei collaboratori fidati. Soprattutto è importante avere una strategia, una prospettiva complessiva verso la quale ci si dirige, altrimenti si rischia di navigare a vista, in balia degli eventi. La mia giornata lavorativa è in genere molto lunga: mi alzo poco dopo le 6 e spesso il rientro a casa è in tarda serata. Una parte del lavoro consiste nel contatto con i cittadini: in questi incontri mi rendo conto di quanto la popolazione ticinese rispetti l’autorità politica. I cittadini mi parlano apertamente dei loro problemi, soprattutto di quelli legati al lavoro, alla concorrenza dei frontalieri, alla pressione sui salari e alle difficoltà degli artigiani locali. Si tratta di temi davvero molto sentiti.  

Parliamo di mobilità, e partiamo da un dato di fatto: in alcune fasce orarie il traffico in Ticino è completamente paralizzato. Tra Lugano e Chiasso, ad esempio tra le le 17 e le 19, tutto si blocca. Come si pone di fronte a questo fenomeno?
In Ticino la capacità delle infrastrutture stradali è stata superata dal volume del traffico. Oggi, con l’eccezione della galleria Vedeggio-Cassarate, ci troviamo con la medesima rete stradale di 20 anni fa, ma con 60.000 auto in più in circolazione. È un grosso problema, che incide sulla qualità di vita dei cittadini, sulla loro salute e anche sull’economia.  

Il Ticino però ha bisogno di soluzioni rapide. Nel concreto come si possono risolvere questi problemi?
O si potenzia l’infrastruttura, oppure si cerca di ridurre il numero di vetture in circolazione. Siccome per attuare la prima opzione occorrono molti anni e miliardi di franchi, nell’immediato è inevitabile concentrarsi sulla seconda. Il Dipartimento è attivo su più fronti: potenziamento del trasporto pubblico, consulenza e sostegno alla mobilità aziendale, promozione del car pooling, sia in Ticino sia nelle zone di confine, sostegno alla mobilità lenta e creazione di percorsi ciclabili. È un disegno complessivo, del quale fa evidentemente parte anche il riordino pianificatorio dei posteggi, anche in questo caso in collaborazione con i Comuni e con le principali aziende.

Sempre più strade ticinesi sono intasate dal traffico.

Sempre più strade ticinesi sono intasate dal traffico.
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Oggigiorno, i problemi di traffico si sono acuiti di molto rispetto al passato.»

Non teme una reazione negativa da parte dei cittadini?  
Un politico deve essere consapevole del fatto che non si può mai fare l’unanimità. In Ticino, specie nel Luganese e soprattutto nel Mendrisiotto, si avverte, a giusta ragione, un grosso disagio dovuto al traffico. In certi orari della giornata interi comparti del Cantone sono paralizzati dal traffico. Il minimo imprevisto basta a fare letteralmente collassare il sistema e a bloccare tutti sulle strade per delle ore. Al Dipartimento è richiesto un intervento tempestivo e possibilmente efficace ed io, con i miei collaboratori, mi sono attivato in termini che ho ritenuto ragionevoli.

Il concetto di condivisione dell’auto per recarsi al lavoro, il cosiddetto car pooling, non è mai decollato veramente. Perché?
Posso ipotizzare che finora non si sia insistito a sufficienza in questa direzione, lasciando che gli interessati, ricevuti gli orientamenti del caso, adottassero questa filosofia su base spontanea. Il principio è in sé semplice: se due persone condividessero regolarmente una vettura, il traffico potrebbe dimezzarsi, visto che oggi ogni vettura è occupata in media da 1,1 persone.

Alla fine, è però sempre prevalsa la mentalità individualista e i risultati sono stati modesti. Come si può pensare che le cose cambino?
Oggi i problemi di traffico si sono acuiti. Ci sono quindi le basi per il rilancio di questa soluzione, che tra l’altro non costa nulla e, anzi, fa risparmiare denaro. Nelle prossime settimane inizierò ad avere dei colloqui con i vertici di grandi aziende ticinesi che hanno un potenziale per sviluppare il car pooling, oltre che la mobilità aziendale. Evidentemente non posso e nemmeno voglio obbligare nessuno a sposare le mie idee, la mia vuole essere un’opera di sensibilizzazione. È comunque al vaglio del Consiglio di Stato un messaggio che, se adottato dal Parlamento, prevede incentivi economici per le aziende che si dotano di veicoli destinati al trasporto collettivo dei loro dipendenti.

C’è poi anche la questione dei posteggi abusivi. Come la valuta?
Abbiamo censito migliaia di posteggi per i quali non ci risulta che il Cantone abbia rilasciato una valida autorizzazione. Abbiamo invitato i Comuni a verificare la situazione, l’intento del Dipartimento è quello di ottenerne, dopo le necessarie procedure, la chiusura. Se non si ha più la certezza di trovare un posteggio gratuito e vicino al luogo di impiego si rimetteranno in discussione le modalità con cui recarsi al lavoro.

Molti veicoli che intasano le strade ticinesi provengono dall’Italia. Lei ha avuto più incontri con le autorità italiane per cercare una soluzione. A che punto siamo?
L’idea è di creare grandi aree oltre confine in cui i frontalieri possano lasciare le loro auto per praticare il car pooling, oppure per utilizzare i mezzi pubblici. Ho trovato una buona disponibilità da parte dei sindaci italiani, che soffrono però per la mancanza di mezzi finanziari da destinare a questi obiettivi.

Non le sembra che i mezzi pubblici in Ticino non siano ancora all’altezza delle sue aspettative?
Il mezzo pubblico ha margine di miglioramento, va reso più competitivo, in modo che risulti più attrattivo della macchina. Da questo punto di vista riconosco che il Ticino ha un certo ritardo rispetto ad altri Cantoni. Va però detto che negli ultimi anni molto sta cambiando a livello di offerta di trasporto pubblico e di rispondenza dell’utenza. Lo dimostra, ad esempio, il successo dei treni Tilo, il cui utilizzo è in costante crescita. La vera svolta si avrà però con l’apertura del tunnel di base di AlpTransit e soprattutto, per il traffico interno al cantone, della nuova galleria ferroviaria del Monte Ceneri e della rete tram che collegherà la valle del Vedeggio al cuore di Lugano.

Come potrebbero cambiare le vite dei ticinesi dopo questi due eventi?
I tempi di percorrenza tra i principali poli del Ticino si dimezzeranno, e per recarsi da Bioggio al centro di Lugano occorreranno meno di dieci minuti. Con questi miglioramenti lo spostamento in automobile, con tutte le difficoltà che si incontrano per raggiungere i centri cittadini, sarà molto meno attrattivo. Credo dunque che nei prossimi dieci anni grazie a queste nuove grandi infrastrutture ferroviarie ci si potrà attendere un autentico cambiamento epocale della nostra mobilità locale, tale da essere oggi difficile da immaginare. Il futuro va indubbiamente in questa direzione, mentre la mobilità veicolare non potrà avere sviluppi altrettanto positivi. 

Claudio Zali

Claudio Zali nasce il 27 settembre del 1961 a Viganello.
Dopo il liceo linguistico a Lugano, si laurea in diritto a Zurigo nel 1986, per poi diventare avvocato due anni più tardi. Dopo alcuni anni di esercizio della libera profes­sio­ne e, parallelamente, di insegnamento del diritto alla scuola cantonale di commercio, nel 1992 è eletto giudice del Tribunale d’appello. Nel 2001 passa al Tribunale penale, che presiederà a partire dal 2011. Il 12 novembre del 2013 entra in Consiglio di Stato, al posto di Michele Barra, deceduto in seguito a una malattia. Da quel giorno è direttore del Dipartimento del territorio. Zali pratica la corsa e l’automobilismo da competizione; in passato ha giocato a tennistavolo a livello agonistico.

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Testo: Patrick Mancini
Foto: Nicola Demaldi
Fotografia:
Keystone
Pubblicazione:
lunedì 26.05.2014, ore 00:00


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