Gianna Nannini torna in «Hitalia»

LA MUSICA — L’arte della cover è esercizio difficile, ancor più se ci si cimenta con i migliori brani italiani. Nel suo nuovo album la cantante toscana reinterpreta Modugno, De André, Battisti, Endrigo, Fossati e altri.

L’arte della cover è esercizio difficile, ancor più se ci si cimenta con i migliori brani italiani. L’ha fatto Gianna Nannini con «Hitalia» (Sony), reinterpretando alla sua irruente maniera classici di Modugno, De André, Battisti Endrigo, Fossati e altri ha spiegato.

«

Ho cantato quelli che per me sono i grandi del ʼ900. Ho scelto le canzoni che mi sono piaciute e mi hanno accompagnato dall’infanzia in poi»

L’approccio è rock, muscolare, energico, come solo Nannini poteva osare, forte di una personalità così spiccata. La resa, però, è altalenante. Non male Il cielo in una stanza, venata d’elettronica (assieme all’autore Gino Paoli), così come l’incalzante Dedicato, con nuove strofe «dedicate» all’Italia, e la potente Dio è morto. Non entusiasma il duetto con Vasco Rossi su C’è chi dice no, mentre Caruso fa rimpiangere l’originale di Dalla. Ai confini del kitsch le riletture rock di Nel blu dipinto di blu e Mamma. Ultima nota sulla voce: Nannini canta benissimo, per carità, però tende a strafare. E non sempre «urlando» si raggiungono i risultati migliori.

(Diego Perugini)

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

Testo: Diego Perugini

Foto: mad

Pubblicazione:
lunedì 08.12.2014, ore 13:00


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?