«Ho scoperto il
Ticino per amore»

La storia poco comune di un uomo sempre in moto, nato a Trinidad, approdato a Tremona. — ELISABETH ALLI

Rimasi, giornalisticamente parlando, affascinata sin dal nostro primo incontro! Fisico asciutto. Atletico, azzardai a prima vista. Sguardo vispo, modi e maniere fini, che tradivano un’educazione aristrocratica o forse uno spirito orientale. Discuteva con la moglie e si rivolse pure a me in un British English intriso di garbo. Una parlata che mi ha subito fatta sentire a casa, spontaneamente l’adottammo come lingua franca anche se Bernard Linley da oltre 50 anni vive in quella striscia di terra dove l’italiano è la lingua madre di un’intera popolazione. Ma procediamo con ordine.
«Entrambi i genitori di mia madre erano emigrati dalla Cina a Trinidad e si conobbero nel tardo 1800. Mio padre apparteneva invece ad una vecchia famiglia inglese installatasi a St. Vincent (un’isola vicina) all’inizio dell’800. Poi, nel 1930 emigrò a Trinidad dove incontrò mia madre e vi rimase. Io nacqui nel 1940».
Bernard aggiunge qualche nozione storica. Afferro meglio la ricchezza culturale nella quale è cresciuto. «Trinidad Tobago è composta dalle due isole caraibiche di Tobago e Trinidad (la più grande delle due), dista soli 12 km dalle coste venezuelane. Avrei desiderato recarmi in Venezuela per migliorare il mio spagnolo, ma mio padre era contrario. Diceva: “Bernard, come si può fare affidamento ad una nazione in cui ogni due minuti c’è un golpe?” – sorride. – All’inizio, Trinidad e Tobago erano spagnole, poi cominciò ad arrivare una popolazione francese con i propri schiavi che coltivavano canna da zucchero. Alla fine del ’700, cadde nelle mani inglesi. Diventò una colonia britannica con leggi spagnole, dove tuttavia la maggioranza della popolazione parlava francese». Con la fine della schiavitù la popolazione africana abbandona la coltivazione della canna da zucchero. «Si è dapprima fatto capo ai portoghesi che non hanno però retto il caldo, riciclandosi nella vendita di alcolici. Neppure i cinesi – chiamati in seconda battuta – ressero le temperature elevate. Per finire furono gli emigranti indiani a riprendere la coltivazione».

Carriera sportiva
All’epoca il termine «Dougla» identificava chi aveva un genitore africano e l’altro indiano, col tempo venne utilizzato per tutti coloro che avevano sangue misto. «Durante una gara di atletica, una persona chiese a mio fratello, riferendosi a me, chi fosse quel Dougla che correva così veloce». Sorride di nuovo. Il momento ci sembra propizio per raccontare del capitolo sportivo di Bernard. Per conto dell’Association of Track & Field Statisticians ha infatti compilato per oltre 30 anni i risultati dei migliori atleti della regione Centro America e Caraibi, redigendo pure delle biografie. Tra i risultati personali spicca il primato nazionale sui 400mH con il tempo di 52.4 – record imbattuto tra il 1969 e il 1988. È a Roma che Bernard ottiene consigli tecnici da Roberto Frinolli campione europeo di specialità nel 1966.

Lʼarrivo in Ticino via Roma
Ma come Bernard sia arrivato a Roma è un’altra storia. «Lasciai Trinidad nel 1959, laggiù la scuola era impostata nell’ottica di creare funzionari per servire l’impero britannico e, per completare gli studi, bisognava recarsi in Gran Bretagna». Bernard studiò all’università di St. Andrews, in Scozia. Durante quel soggiorno conobbe sua moglie Yvelise, studentessa momò in Inghilterra per imparare la lingua. «Così per amore scoprii la Svizzera e il Ticino». Nel 1964, la madre da Trinidad scrisse a Bernard, fresco di laurea, segnalandogli un posto di lavoro all’ufficio dell’Onu locale, il paese avendo da poco ottenuto l’indipendenza. «E così, con Yvelise che nel frattempo era diventata mia moglie e mamma del nostro primogenito, feci ritorno a casa». Uno spostamento di breve durata poiché Bernard postulò presso la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) a Roma con l’idea d’acquisire un’esperienza internazionale. Si trasferì nella città eterna poco dopo la nascita del secondogenito (unico figlio nato a Trinidad) e vi rimase fino alla pensione. «L’italiano l’ho imparato leggendo assiduamente la Gazzetta dello Sport e con gli amici dell’atletica». Sorride ancora.
Domiciliato a Tremona, è oggi Presidente dell’Atte (Associazione Ticinese Terza Età) Monte San Giorgio, legge giornalmente i tre quotidiani online di Trinidad Tobago, con un’attenzione particolare alla rubrica sportiva. «Durante l’anno scolastico i martedì mattina con Yvelise frequentiamo i corsi di ginnastica di Pro senectute, mentre i pomeriggi animiamo le riunioni dell’Atte. I giovedì mattina balliamo dalle 9.30 alle 11 nella palestra di Mendrisio».
Quando può, Bernard ritorna a Roma a trovare la quartogenita con nipotini e gli amici come Roberto Frinolli. Per accorciare l’inverno, invece, ogni gennaio si reca a Trinidad per un paio di settimane. Per questo motivo, ci dice, sorridendo: «non ho sempre tempo di suonare l’armonica a bocca».

CLICCA QUI PER TORNARE ALL'HOMEPAGE
CLICCA QUI PER ANDARE ALLA RUBRICA «INCONTRI»

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.


ARTICOLI IN EVIDENZA



Un operatore sociale
con la videocamera

Il documentarista luganese Olmo Cerri ci parla del suo particolarissimo lavoro di ricerca sull’immigrazione italiana in Ticino.


*****

Il figlio di Ivan Graziani
si fa strada

Ecco Sala Giochi, il secondo album di Filippo, 36enne che cerca di seguire le orme del papà. Con discreto successo.

*****





Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?