Scopre la Cina negli anni in cui lavora come hostess. Innamorata del paese, decide di abitarci e impararne la lingua.

«Ho seguito
il mio istinto»

INCONTRO — Lisa Gregori, giovane ticinese che dopo aver girato il mondo in lungo e in largo come hostess, ha deciso di trasferirsi in Cina.

Una forte crisi esistenziale sui banchi del liceo, una scuola privata di lingue e commercio come alternativa, che diventa il passaporto per il mondo. Poi la partenza per la Florida e il lavoro di hostess per Swiss, tre anni in volo per maturare un sogno: vivere in Cina. A Lisa Gregori, classe 1989, di Gudo, il Ticino stava decisamente troppo stretto. Oggi vive nel cuore di Shangai, sulla People Square. «Apro la finestra e vedo gente, movimento, a qualsiasi ora del giorno».

Non la voleva, una vita normale, questa ragazza dagli occhi azzurri e dalla pelle chiara. E poco importa se adesso abita in un appartamento condiviso con altre cinque persone, dove la privacy è un optional di lusso. «Figuratevi che abbiamo solo due bagni. Per fare la doccia è un macello». Incontriamo Lisa a Gudo, nella casa in cui è cresciuta. La 25enne è in Ticino per una breve visita in famiglia. Poi ripartirà verso Shangai, il luogo in cui ha scelto di lavorare, nell’ambito del turismo. «L’esperienza come assistente di volo è stata determinante – racconta –. Mi ha fatto conoscere un Paese che avevo sempre ignorato». Poi aggiunge: «I miei amici dicono che sono una tipa coraggiosa. In realtà penso di avere semplicemente seguito il mio istinto, in Ticino mi alzavo al mattino e non mi sentivo realizzata, io ho bisogno di caos attorno».

La vita a Shangai
Lisa abita in Cina ormai da qualche mese. E si sta piano piano abituando a un universo completamente diverso da quello occidentale. «È incredibile vedere quanto lavorino i cinesi. Giorno e notte. Non hanno quasi mai tempo libero. E qui ti accorgi che qualcosa in Cina non funziona a livello di diritti umani. Il mio ragazzo, ad esempio, ogni tanto dorme nella sua ditta». Già, perché la giovane ticinese a Shangai ha pure trovato l’amore. «È uno del posto. In Cina gli uomini sono in maggioranza rispetto alle donne. E quindi quando trovano una compagna la fanno davvero sentire una principessa. Molte donne lasciano addirittura a casa la borsetta, perché in giro paga sempre tutto l’uomo». Il mercato, lo street food, i negozi. Lisa descrive una Shangai da sogno. «I giovani sono molto generosi e aperti. Parli di Svizzera e la abbinano a cioccolato e soldi. Gli anziani, invece, sono un po’ più chiusi. Ma la cordialità è la stessa. Ed è impressionante quanto, per tutti, sia importante il concetto di famiglia. In Cina i figli devono prendersi cura dei genitori, fino alla morte, si vede che c’è una cultura solida e millenaria alla base». Ma c’è anche l’altro lato della medaglia. «La sanità pubblica è problematica. Negli ospedali pubblici devi stare in coda per ore prima di essere visitato. Magari anche per un giorno intero. Per fortuna che ci sono anche alcune cliniche private». E poi c’è il comunismo. «I cinesi non sanno bene cosa accade all’estero. Perché You Tube, social network e quant’altro sono bloccati».
Nonostante questo, Lisa non cambia di una virgola il suo pensiero. «La Cina è un Paese fantastico. Ve lo dice una che ha girato in lungo e in largo». E da ciascun viaggio la 25enne di Gudo ha portato con sé un ricordo. «Colleziono magliette e targhe dei posti che visito. Mi aiutano a non dimenticare», ammette. Trofei che Lisa ha accumulato soprattutto durante i tre anni da assistente di volo. «Quello della hostess è un lavoro super e non sai mai cosa aspettarti, ogni viaggio ha una storia a sé. I voli più complicati sono quelli sopra l’Atlantico, verso l’America. Sono pieni di turbolenze. Torni da New York e spesso devi fare i conti con passeggeri che stanno male».

Instancabile cittadina del mondo
Lisa ci mostra il suo cellulare. «Mi serve per restare in contatto con l’altra parte del pianeta. I miei amici, da tempo, sanno che io sono una che oggi c’è e domani non c’è. Se organizzano un evento, me lo devono fare sapere almeno con un mese di anticipo. Sono sempre stata così. Odio la routine. Se capitano contrattempi, tanto meglio. Io ho bisogno di cose che mi fanno stare sveglia. L’unica nota stonata in questo mio modo di essere è il fatto che a volte mi mancano i miei genitori. Sono figlia unica, mi pesa non avere sotto controllo la situazione».
Lisa parla correttamente il francese, il tedesco e l’inglese. Da qualche tempo si sta concentrando sul cinese. «Il problema più grosso è apprendere l’intonazione. Quando mi scoraggio, penso agli altri svizzeri che ce l’hanno fatta a impararlo». Ed emerge un altro tratto caratteriale della 25enne. «Non sono mai contenta, voglio sempre dare di più».

Capita anche che Lisa sia assalita dai dubbi. «Ogni tanto mi domando dove mi porterà tutto questo mio ardore. Il primo giorno in cui sono arrivata a Shangai mi chiedevo che cavolo ci facessi lì. Le mie amiche, ad esempio, hanno tutte una vita regolare, con radici solide. Però non cambierei la mia situazione con quella di nessun altro. Io voglio restare un’instancabile cittadina del mondo».

Quattro date nella vita di Lisa Gregori

1989 Lisa Gregori nasce a Bellinzona il 10 aprile del 1989, crescerà a Gudo.
2010 Dopo il diploma di lingue e commercio a Villa Erica (Locarno), parte per la Florida per 6 mesi.
2011 Entra a fare parte di Swiss Airline. Il suo lavoro di hostess la porterà a spasso per il pianeta per tre anni.
2014 A giugno Lisa si stabilisce a Shangaii, dove lavorerà nel ramo del turismo.

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Testo: Patrick Mancini
Foto: Nicola Demaldi
Pubblicazione:
lunedì 20.10.2014, ore 00:00


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