I "possibili scenari" di Cremonini

Due anni di duro lavoro. Per alzare l'asticella. E per raggiungere nuovi traguardi. Missione compiuta. — DIEGO PERUGINI

Ci ha messo tutto se stesso e due anni di lavoro incessante, Cesare Cremonini, per realizzare Possibili scenari (Universal). Un album “per alzare l’asticella” e spingere oltre il punto di non ritorno la sua visione di pop d’autore. Missione riuscita. Perché è un cd complesso e molto curato, ma al tempo stesso godibile a più livelli, fra mille citazioni e un ispirato equilibrio fra passato e presente. Come nella sontuosa ballata-singolo Poetica o nella struggente malinconia di Nessuno vuole essere Robin.

In Kashmir-Kashmir, sul tema dell’integrazione, si spinge sul pedale della “disco”, mentre in Al tuo matrimonio si omaggia il brit-pop e in Il cielo era sereno si va di nostalgia. Cremonini canta d’amore, vita e dello spaesamento di questo tempo, ma col sorriso sulle labbra. E con un uso dell’elettronica massiccio, ma una volta tanto “intelligente”. Uno dei migliori dischi italiani dell’anno, da ascoltare su un buon hi-fi per coglierne le tante sfumature.  

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