Joel Fioroni: «I miei buoni Propositi?
Quasi tutti realizzati»

REGISTA — Lo scorso Capodanno si è prefissato degli obiettivi. A differenza di molti, li ha davvero realizzati, dando una svolta alla sua vita.


Joel Fioroni con il suo nuovo amico a quattro zampe, Cesare.

Anno nuovo, vita nuova. Si dice spesso, non lo si fa quasi mai. Tra i milioni di buoni propositi scanditi tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, la maggior parte non arriva nemmeno all’Epifania. Eppure, c’è qualcuno che alla fine del 2014 ha stilato un decalogo e si è impegnato a raggiungere i suoi obiettivi durante tutto l’anno.

«

Volevo dedicare il giusto tempo alle cose che mi facevano star bene»

Si chiama Joel Fioroni, ha 25 anni e ha macinato esperienze nella filiera dell’audiovisivo ticinese ricoprendo più ruoli: maschera, proiezionista, insegnante al Conservatorio internazionale di scienze audiovisive (CISA) di Lugano, regista e produttore, grazie alla JFC Produzioni, con sede a Canobbio. Una carriera in fermento, insomma. Ma da dove nasce allora la voglia di dare una svolta alla propria vita? «Da un viaggio solitario a Copenaghen», ci racconta, «un soggiorno prenotato appena due giorni prima della partenza e senza dire nulla a nessuno, con l’obiettivo di sfuggire all’eccessivo stress dovuto al lavoro. Mi era già capitato di cimentarmi in trasferte solitarie del genere, ma in Danimarca ho sofferto il clima come mai prima di allora. Una sera ho persino pianto, dal freddo che avevo. Ma quella situazione mi ha anche portato a camminare molto e a riflettere su ciò che non andava nella mia vita, sulle cose che dovevo cambiare. Per la prima volta, ho stilato dei buoni propositi per il 2015: li ho salvati sul cellulare e me li sono riletti quasi ogni giorno. Il segreto per realizzarli stava tutto qui, oltre al più classico dei consigli: buttarsi».

Mens sana in corpore sano
«Prima di tutto ero stufo di lavorare così tanto e in maniera così discontinua, una situazione che mi sfiancava e rendeva sempre più difficile organizzare i diversi impegni». La decisione, pertanto, è stata quella di sfoltire la lista degli impieghi a cui Joel dedicava anima e corpo. «Ho stabilito innanzitutto due cose: abbandonare un posto di lavoro sicuro e pianificare meglio la mia vita professionale. Volevo smetterla di essere sempre di corsa e dedicare il giusto tempo alle cose che più mi facevano stare bene». Poi è subentrata la cura dell’aspetto fisico e le relazioni con gli altri. «Anche da quel punto di vista, non ero soddisfatto, non mi piacevo fisicamente». Il terzo obiettivo è stato raggiunto nel giro di pochi mesi: già a luglio, Joel aveva perso dodici chili – due in più di quelli stabiliti – grazie a palestra e lunghe passeggiate. E in merito al quarto punto... «Anche qui posso dire di aver superato le attese: anziché un tatuaggio, me ne sono fatti due! Sono due frasi in inglese dedicate ai sogni. La prima è di Walt Disney: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. La seconda è di Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non molla mai”». Il quinto buon proposito ha a che fare con la razionalizzazione del tempo: eliminare il profilo da un media sociale onnipresente come Facebook. «Ci passavo troppo tempo, anche se sarebbe meglio dire che ci perdevo troppo tempo. Ho mantenuto la pagina della mia ditta, ma ho cancellato il profilo personale. Chi vuole rimanere aggiornato su ciò che faccio, sa come contattarmi e sono sempre disponibile per un caffè o quattro chiacchiere al telefono».

Nuovi compagni d’avventura
La sesta indicazione («Prendere un cane») può apparire semplice, ma ha comportato grandi cambiamenti nella vita di Joel. «Lo volevo da tempo, ma me ne sono innamorato quasi per caso su una pagina Facebook dedicata a dei trovatelli nel Sud Italia. Ho riempito le pratiche, pagato le spese e dopo pochi giorni è arrivato a casa mia. Possedere un cane ha significato passare tempo con lui e con me stesso, riscoprendo angoli di territorio visitati in gita coi miei genitori tanti anni fa – il San Salvatore e il monte Tamaro, per esempio – ma anche bellissime zone riqualificate come quella del fiume Cassarate sul Piano della Stampa. I momenti ideali per fare il punto e rifocalizzarmi sulla mia persona». Si salta quindi ai punti ottavo e nono, con una piccola variazione: anziché l’America latina, l’Oriente. «Ebbene sì, quest’anno posso anche dire di essermi innamorato. Il Natale 2015 è il primo della mia vita che trascorro lontano da casa poiché sarò col mio campagno in Giappone, un Paese che volevo visitare da tempo». Una destinazione che non lascia però spazio al raggiungimento del decimo e ultimo traguardo: il ritorno in Danimarca. «Il mese di dicembre è sempre ricco di impegni, quindi non credo proprio di farcela a tornare a Copenaghen entro la fine dell’anno. Ma lo farò, nel 2016 sarò di nuovo là». Il primo di una nuova serie di propositi in vista dell’anno nuovo.

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Testo: Mattia Bertoldi
Foto: Sandro Mahler


Pubblicazione:
lunedì 28.12.2015, ore 00:00

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