«I nostri amici animali»

In Svizzera ci sono sempre più economie domestiche con cani e gatti. La loro corretta detenzione è altrettanto importante. — KATALIN VEREB

Fanno le fusa, si fanno accarezzare e si strusciano per entrare nei cuori delle persone: i gatti ne sanno una più del diavolo! Non c’è da meravigliarsi che siano anche gli animali da compagnia più amati in Svizzera. Sono circa 1,7 milioni i mici che vivono in case, appartamenti, casali di campagna e giardini svizzeri. Solo i pesci li superano per numero, ma solo perché sono allevati in branchi numerosi. Il fatto che i gatti siano così amati dipende probabilmente dalla loro indipendenza. Anche se il padrone di un gatto, a volte è costretto a levatacce mattutine per farlo uscire, poi può tornarsene a dormire. Lo stesso non vale per il detentore di un cane, che per uscire ha bisogno del suo padrone, anche quando le condizioni atmosferiche sono infime. Chi possiede un felino parte avvantaggiato. Ma questo ovviamente non basta...

Un paradiso per cani e gatti

In casa Schaefler vivono quattro gatti; tutti trovatelli che avevano bisogno di una nuova dimora. La zoologa Sandra Schaefler (30) lavora alla Protezione Svizzera degli Animali (PSA), segue il centro specializzato in animali da compagnia e cavalli ed è anche responsabile di progetto di una campagna PSA per la corretta detenzione degli animali, lanciata in collaborazione con l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, che prevede una nuova serie di opuscoli sulla custodia rispettosa della specie di animali domestici di piccola taglia. I trovatelli fanno una bella vita in casa Schaefler. Vivono in una zona periferica inserita in un contesto naturale. La casa è allestita ad hoc, così i gatti possono ritirarsi. Sandra Schaefler ha realizzato questi spazi con le proprie mani, utilizzando scatole di cartone o riciclando vecchi vestiti. I gatti sono soddisfatti e anche tolleranti: in una famiglia con due bimbi piccoli e un undicenne la tranquillità è merce rara. Tuttavia Simba, il gatto anziano di famiglia, preferisce passare più tempo all’aria aperta e non ama farsi accarezzare. Esso vive dagli Schaefler perché nessuno l’ha più voluto. Molti aspiranti padroni hanno le idee chiare sul tipo di gatto che vorrebbero. E gli esemplari più schivi nessuno li vuole. Prima di acquistare un gatto è bene essere onesti con se stessi, riconoscendo per esempio di non voler un gatto che non si lasci accarezzare. Per gli animali non c’è niente di peggio di essere «rispediti al mittente» e di sentirsi trascurati perché non si ha tempo per loro.

Accudire un animale è un impegno  
«I gatti richiedono attenzioni per più ore al giorno, intese come carezze e tempo dedicato a giocare con loro», spiega Sandra Schaefler. «La lettiera va pulita ogni giorno. Deve essere spaziosa e scoperta. È bene spazzolare il gatto a pelo lungo». Il gatto ama la routine: se un giorno gli date da mangiare alle cinque di sera e il giorno dopo alle undici, è probabile che manifesti il suo disappunto, iniziando per esempio a spruzzare urina sul tappeto o sulle scarpe nuove, pagate un occhio della testa... I gatti sono affettuosi ma, quando si sentono frustrati, riconoscono quel che più ci infastidisce. In questi casi mantenere la calma e trattenere l’istinto “omicida” è essenziale…
Dagli Schaefler vivono anche tre cani: Baxter e Peggy sono stati presi da un canile, mentre la scalmanata Gilli è un pastore belga malinois bisognoso di attenzioni a causa delle esperienze pregresse. Per assecondare la sua voglia di muoversi, gli Schaefler hanno escogitato una soluzione: un gruppo fisso di conoscenti porta a spasso l’ex cane anti-esplosivi, la fa giocare e fiutare il terreno. Così Gilli rimane all’aperto dalle tre alle sei ore, restando mentalmente impegnata e imparando a stringere nuovi legami e a vincere le paure. Sandra Schaefler evita che cani e bambini restino soli assieme. Non è che non si fidi, ma non si può mai sapere! «I bambini stanno imparando a interagire con gli animali; ci vuole tempo e pazienza. Non bisogna dimenticare che, durante il gioco, i bambini potrebbero fargli involontariamente male, facendo degenerare la situazione». In soggiorno un cancelletto delimita lo spazio di gioco dei bambini da quello dei cani. Per gli Schaefler la sorveglianza non è un problema:entrambi possono lavorare da casa.

Liberi di volare

Anche a casa di Sybille Sciurba, 40 anni,  ogni specie ha il suo posto. Nel suo caso la divisione è indispensabile. Infatti, i gatti di casa non si farebbero scrupoli a divorare in un sol boccone i suoi uccellini… Canarini e pappagallini ondulati svolazzano in una grande voliera fissa, dotata di casette, che si trova sulla terrazza del tetto, in un punto inaccessibile ai gatti. La sua voliera ospita animali che non vuole più nessuno.

Attualmente 12 canarini e pappagallini si dividono una voliera 2 x 5 m, alta 2 m. «Più è grande, meglio stanno gli uccelli», spiega Sybille Sciurba. Per tenere in casa una voliera serve spazio e impegno. Due volte la settimana la pulisce meticolosamente, spruzzandola con acqua. Il fatto di allevare gli uccelli fuori rende la pulizia della gabbia più semplice. Giornalmente i volatili necessitano di acqua e cibi freschi come mele, verdure o pannocchie di mais. Gli uccelli ornamentali non sono animali da compagnia. «Possono diventare docili, ma non dovrebbe essere questo l’obiettivo di chi li alleva», conclude l’esperta.


Gerbilli e camole della farina
Anche i gerbilli sono animali più da osservare che da coccolare. Ma il loro aspetto è così dolce che difficilmente si resiste alla voglia di accarezzarli. Di tanto in tanto, Cornelia Remund, 28 anni, li fa uscire dalla gabbia, ma solo per controllare che stiano bene. A volte la specie sviluppa tumori alla ghiandola addominale, non sempre pericolosi. Anche il suo obiettivo non è addomesticarli ma osservarli. I gerbilli scavano cunicoli, corrono sulla ruota, costruiscono tane e si arrampicano. Che spettacolo! Claudia Remund è un’allevatrice molto esperta: i primi esemplari le furono regalati all’età di 10 anni. «A dire il vero volevo dei ratti», racconta. Ma la madre era contraria e ripiegò sui gerbilli. Il gerbillario, che ora si trova in camera sua, è opera del nonno. In realtà sono tre gabbie sovrapposte; in ognuna vivono da due a quattro gerbilli. Questi piccoli roditori necessitano di spazio per muoversi e il loro terrario va riempito con uno strato di fieno molto spesso al di sotto del quale i roditori possono scavare tane e cunicoli.

Per legge, la dimensione di un gerbillario è di 0,5 mq per un numero di esemplari che va da 2 a 5. Ovviamente più è grande, meglio è. I terrari di Cornelia Remund hanno una superficie di 0,8 mq ciascuna. Grazie ai piani supplementari, la superficie aumenta sensibilmente. Una volta che il loro alloggio è pronto, le cose da fare restano poche. «Dedico loro una mezz’ora al giorno», spiega. Una volta ogni tre o quattro mesi deve ripulire la gabbia, sostituendo il fondo della lettiera con fieno fresco. «È poi importante che la ruota sia sufficientemente grande». Cornelia Remund sconsiglia di tenere in una gabbia più di due o tre gerbilli, ma non di più. Potrebbero innescare improvvise e cruente zuffe territoriali con esiti talvolta fatali.

Bocconcini e ghiottonerie
Quel che pesa un po’ a Cornelia Remund è allevare le camole della farina che non si riproducono in gabbia, ma su un piatto all’asciutto. Superato il disgusto iniziale, nutre i suoi piccoli roditori con questi bocconcini proteici dei quali i gerbilli sono ghiottissimi. 

Foto: Heiner H. Schmitt, Yannick Andrea

La relazione uomo–animale presume che vi sia fiducia reciproca. La scelta di prendere un animale domestico deve essere ponderata. Intervista a Petra Santini, veterinaria comportamentalista.

Perché si prende un animale domestico?
Potrebbe essere un bisogno di affetto, di contatto. In tal caso bisogna chiedersi se l’animale scelto ha piacere al contatto fisico, oppure perché piace osservarlo. Il cane adora il contatto fisico, il porcellino d’India panica quando viene toccato. L’interesse verso un tipo di animale e il suo comportamento può motivare la scelta.

In quali casi è meglio non prendere un animale domestico?
L’animale che non può stare bene con ciò che io voglio non va preso. Mai prenderne uno come status symbol. In questi casi la relazione uomo–animale finisce sempre male. Con sofferenza di quest’ultimo, a cui viene negata una vita dignitosa, e del suo detentore, che non è riuscito a gestirlo. Anche il fattore economico è determinante: un animale può ammalarsi, e le cure costano. Inoltre, devo chiedermi quanto tempo posso dedicare a lui. Il gatto è più indipendente; il cane, invece, ha bisogno di almeno 5 ore al giorno di interazione con l’essere umano. Anche collezionare animali senza poter offrire spazi e luoghi adeguati alla loro natura è un controsenso.

Perché i bambini desiderano un animale da compagnia?
Per natura sono interessati agli animali. Ma di loro sono responsabili gli adulti. Prima di avere un animale da compagnia è importante che il bambino faccia un percorso preparatorio all’incontro. Un animale che ama le coccole è ideale, per il bambino che necessita il contatto. Un criceto è più adatto per essere osservato. I volatili e i roditori devono essere in coppia, perché socializzano tra di loro, mentre il cane fa branco con l’uomo e il gatto si relaziona con i suoi simili fuori.

Cosa imparano i bambini da un animale domestico?
Imparano ad assumere un compito specifico, sviluppando così la loro competenza sociale.

Esistono somiglianze tra animale e umano?
La risposta migliore a questa domanda è determinata da un unico fattore: l’obiettivo ultimo è che l’animale e il suo umano stiano bene. Se faccio fatica a camminare non scelgo un cane camminatore. Bisogna poter stare bene insieme, per questo scegliere di adottare un animale deve essere un progetto
a lungo termine.

Dove vanno acquistati gli animali domestici?
Ci sono i negozi specializzati e riconosciuti, ci sono gli allevamenti autorizzati, ma ci sono anche i rifugi. Prima di scegliere la modalità,
è meglio rivolgersi a un esperto. Evitate gli acquisti online a basso costo. Un animale ha la stessa dignità di un essere umano, diffidate quando non vi danno la possibilità di visitare il luogo, dove il cucciolo nasce e viene nutrito.
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La Protezione Svizzera degli Animali  (PSA) e l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria hanno pubblicato una serie di opuscoli dedicati alla detenzione rispettosa degli animali. Ad esempio: «Roditori e conigli – Detenzione adeguata». Da scaricare in PDF o ordinare in forma cartacea al link: www.cooperazione.ch/animalidomestici

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