«Il fucile? Per me è un semplice attrezzo»

TIRO - Romano Luiselli, di Agarone, è cresciuto negli stand di tiro. Storia di una passione che arriva da lontano. - di PATRICK MANCINI          

«Quando stai per sparare, la testa ti si svuota. È come fare meditazione. Senti il tuo cuore che batte, ogni piccolo muscolo che si muove». Sono sensazioni forti, quelle che prova Romano Luiselli ogni volta che si trova con il suo fucile Fass 57 puntato verso l’obiettivo. Il meccanico di Agarone, classe 1972, è uno dei punti di forza dell’Unione Tiratori di Locarno. Non a caso lo scorso anno ha vinto la medaglia d’oro al tiro federale dell’esercito a Raron, in Vallese. «Una bella soddisfazione per uno cresciuto con il padre che lo portava allo stand di tiro già a tre anni».
Si è aggiudicato più volte il campionato ticinese nella sua categoria. L’ultima nel 2015. «Mi alleno due volte a settimana. A Contone, a Locarno, a Rivera. E poi ci sono le varie gare. Faccio parte della “squadra Ticino”, una selezione con i migliori ticinesi. La prossima trasferta la faremo a Neuchâtel. Mi capita, però, di uscire anche dalla Svizzera. Sono stato, ad esempio, in Olanda». 
Nella Svizzera italiana, il prossimo appuntamento di rilievo sarà la Festa di tiro ticinese, prevista per il mese di luglio in alcune località del Sottoceneri. «È un evento che attirerà tanti curiosi. E che può far capire all’opinione pubblica qual è lo spirito che ci contraddistingue. Io non ho mai visto il fucile come un’arma. Per me è un semplice attrezzo sportivo, come lo può essere una racchetta da tennis. In generale, posso garantire che  tutti quelli che praticano questa disciplina la pensano veramente così».

Foto: Massimo Pedrazzini

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
lunedì 18.04.2016, ore 00:00


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