L’attrice Amanda Sandrelli e un giovane Kubi Türkyilmaz con la casacca del Bellinzona.

«Kubi»... non solo calcio

Dedicata alla vita e alla carriera del bomber Kubilay Türkyilmaz, la produzione del Teatro Sociale di Bellinzona debutterà il 17 gennaio.

Una storia e un mondo apparentemente solo maschili raccontati con sguardi, voci e pensieri tutti femminili. È «Kubi», la nuova produzione del Teatro Sociale di Bellinzona che, dopo la prima assoluta di martedì 17 gennaio, sarà replicata quattro volte sul palco della capitale (19-22 gennaio), prima di trasferirsi al LAC di Lugano.

Scritto e diretto da Flavio Stroppini e Monica De Benedictis, lo spettacolo racconta da una prospettiva particolare la vita e la carriera calcistica di Kubilay Türkyilmaz, il giocatore bellinzonese di origine turca che, partito dal Semine, la squadra del suo quartiere, e passando per l’AC Bellinzona, è riuscito a imporsi nel grande calcio internazionale, diventando il bomber della Nazionale svizzera e giocando da protagonista nei più prestigiosi stadi della Champions League. In scena ci sarà la celebre attrice italiana Amanda Sandrelli, che interpreterà la parte della mamma di Türkyilmaz, affiancata dalle ticinesi Tatiana Winteler, Jasmin Mattei e Silvia Pietta.

«Kubi» è uno spettacolo che evoca la carriera del calciatore per andare però oltre il personaggio e lo sportivo di punta. A interessare, in una vicenda che si dipana tra Bellinzona e Istanbul, è una serie di temi a carattere sociale che con la figura di Türkyilmaz sono in stretta relazione: le migrazioni, l’integrazione in un contesto diverso, il disagio giovanile, il razzismo, le disparità sociali e il bisogno di riscatto attraverso lo sport. Nell’edizione del 3 gennaio, «Cooperazione» dedicherà un ampio reportage a questo evento culturale.


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