«La regionalità
è una priorità»

Joos Sutter — Il presidente della direzione di Coop traccia un bilancio del 2013, guardando avanti, all’anno che sta per iniziare. E ci parla anche di se stesso.

Joos Sutter, presidente della direzione generale Coop, è soddisfatto dei risultati conseguiti nel 2013.

Joos Sutter, presidente della direzione generale Coop, è soddisfatto dei risultati conseguiti nel 2013.
http://www.cooperazione.ch/_La+regionalitae+e+una+prioritae_ Joos Sutter, presidente della direzione generale Coop, è soddisfatto dei risultati conseguiti nel 2013.

Cooperazione: Ci troviamo in un punto di vendita Coop. Si sente più cliente o capo?
Joos Sutter: Come capo cerco di immedesimarmi nel cliente. Mi interessa per esempio se il percorso dal parcheggio al negozio è ben indicato e curato. Nel negozio mi chiedo sempre come possiamo affascinare il cliente: la merce è ben presentata? Ha un bell’aspetto?

E quando fa gli acquisti privatamente?
Accade soprattutto il fine settimana. Evidente che non posso mettere da parte del tutto il punto di vista professionale, ma cerco di lasciarmi condurre soprattutto dai desideri e dalla lista di ciò che occorre a casa.

Ha un prodotto preferito?
Ne ho diversi, come per esempio un tipo di risotto Slow Food, i cachi Primagusto, il salame al tartufo Fine Food.

I negozi sono solo una parte dell’azienda. Come descriverebbe la Coop a uno straniero?
Coop garantisce l’approvigionamento dietro l’angolo di casa. Nel contempo offre una vastissima gamma di prodotti nei negozi più grandi in tutta la Svizzera. Coop è altresì una cooperativa che esiste da 150 anni. Per noi contano molto la freschezza, una buona consulenza in negozio, la sostenibilità e la varietà dell’assortimento. Ma ciò che riteniamo più importante sono i bisogni dei clienti e dei soci.

E come descriverebbe se stesso?
È una domanda difficile. Mi interesso di una gran varietà di cose e mi entusiasmo quasi per tutto. È per questo che trovo affascinante quasi ogni tipo di attività, poco importa che si tratti di un lavoro nei campi, nel controllo della qualità o alla cassa. Il mio interesse per le persone e le loro attività non cessa mai. E infatti ritengo di esercitare una delle più belle professioni.


Il sistema di self-scanning (pagamento automatico da parte del cliente) sta avendo un buon successo.


L’anno scorso ci disse che se avessimo lavorato bene, il 2013 sarebbe stato un buon anno per Coop. Abbiamo lavorato bene?
Allora intendevo dire che il successo era nelle nostre mani. Ed è così: in un contesto relativamente difficile abbiamo lavorato bene e per il 2013 prevediamo un buon risultato. Le crescite maggiori le abbiamo registrate in Svizzera romanda e a Zurigo.

Il marchio Naturaplan è stato agli onori quest’anno: obiettivo era raggiungere il miliardo di cifra d’affari: ce l’abbiamo fatta?
L’anno non è ancora finito. Indubbiamente, come numero uno nel settore, abbiamo registrato un’ulteriore crescita. E ciò è stato possibile perché tutti i componenti dell’azienda hanno creduto in questo progetto. E i clienti si accorgono di questo. Inoltre siamo riusciti a convincere marchi importanti come Unilever, Emmy o Kambly a dotarsi del marchio Naturaplan. Per un’azienda, il marchio rappresenta il bene più importante. E se queste aziende permettono a Coop di apparire con un marchio proprio sulle loro confezioni è un segnale fortissimo.

Con il marchio Ünique, Coop ha portato sugli scaffali frutta e verdura «imperfetta». Quali riscontri ha avuto?
È un gran successo, che va oltre ogni previsione. Abbiamo dovuto innanzitutto convincere gli interessati che volevamo portare tutto il raccolto in negozio. Le macchine agricole moderne scartano automaticamente questi prodotti non conformi. Inoltre abbiamo dovuto convincere i clienti che la natura è molto creativa e variata nelle sue forme e che anche questi prodotti sono buoni. Il risultato è stato ottimo.

Tra i principali cantieri di Coop figura la nuova centrale di distribuzione di Schafisheim, con la più grande panetteria della Svizzera…
Per Coop, il pane è un tema molto importante. Da un lato vogliamo avere più panetterie nei negozi; d’altro canto vogliamo anche accrescere il quantitativo di pane precotto portato a cottura nelle filiali. In questo modo vogliamo offrire pane caldo e fresco ai clienti. Ma ci vogliono anche i pani nei formati più grandi prodotti in modo razionale: e questi verranno preparati a Schafis­heim.

Ma il cliente si accorge di questi cambiamenti in negozio?
Qui lavoriamo soprattutto sulla circolazione delle merci. Senza Schafisheim e il collegamento diretto alla ferrovia non potremmo mai realizzare l’ambiziosa Visione CO2 di Coop. Il cliente approfitta di questi cambiamenti soprattutto nella qualità accresciuta del nostro pane.

Che cos’è cambiato nei negozi Coop rispetto a vent’anni fa?
Non molto: il commercio al dettaglio è rimasto tale. Il nostro lavoro è ancor sempre la ricerca della freschezza, l’impegno, la gentilezza verso il cliente. Oggi abbiamo accentuato la freschezza; inoltre anche il lavoro artigianale (pane, carne, poesce) diventa di nuovo visibile.

Oggi però vediamo anche self-scanning, Passabene o addirittura casse dove il cliente si arrangia da solo: forse che il destino delle cassiere è segnato?
Il lavoro del personale alle casse non verrà mai sostituito, i sistemi self-scanning hanno bisogno di un’assistenza da parte del personale. Ciò che vogliamo è rendere gli acquisti il più gradevoli possibili per i clienti. E questi nuovi sistemi sono ben accolti dalla gente: essi sono infatti un aiuto soprattutto negli orari di punta e alleggeriscono il carico sulle casse normali. L’anno prossimo spingeremo ancor più in questa direzione.

E come si sviluppa Coop nel settore della vendita in internet?
La crescita è molto forte, sia su coopathome che su microspot.ch. Inoltre disponiamo quasi per ogni settore non food di un proprio sito online. Anche in internet vogliamo essere all’avanguardia.

Se adesso provassimo a guardare in avanti, verso il futuro, come sarà il negozio fra 20 anni?
Le sfide saranno sempre le stesse, anche se i negozi avranno un aspetto un po’ diverso rispetto ad oggi. Il servizio a bancone avrà un’importanza maggiore. L’attenzione maggiore sarà su due settori: prodotti «convenience» di buona qualità per la cucina veloce nello stress della vita di tutti i giorni e offerte che spingano a una «cultura del cibo» per la cucina più lenta del fine settimana.

E che cosa possono attendersi già l’anno prossimo i clienti Coop?
Il legame con la regione, la vicinanza tra prodotto e cliente avrà l’anno prossimo un ruolo fondamentale da Coop. Già oggi disponiamo della più fitta rete di negozi, ottocento sparsi in tutta la Svizzera. Cinquecento di questi sono piccoli negozi. Il cliente trova Coop anche nei piccoli villaggi. Con questa marcata attenzione alla regionalità, Coop non fa che ritornare alle proprie radici, quelle che ci hanno resi così forti.

Joos Sutter

Nato: il 13 aprile 1964 a Thusis/GR.
Stato civile: sposato con Daniela; padre di tre figli: Jan, Elia, Noa.
Formazione: nel 1990 ha concluso i propri studi in scienze economiche presso l’università di San Gallo.
Attuale funzione: dal 2011 è il presidente della direzione generale di Coop, composta da sei membri.
Tempo libero: Joos Sutter ama la propria famiglia.
Tra i suoi hobby: camminate in montagna, cercar funghi e la pesca alla mosca. In inverno ama sciare e praticare
lo snowboard.

Jona Pixel Mantovan

Redattore

Testo: C. Degen/D. Pini

Fotografia:
Heiner H. Schmitt
Pubblicazione:
lunedì 30.12.2013, ore 13:56