Domenico Barenco è un appassionato di autopostali sin da quando è bambino. Qui posa con il suo gioiellino: un autobus Saurer del 1954.

«Metà del mio sangue
è giallo...»

IL RITRATTO — Questo week end a Faido prenderà forma la terza edizione del sogno di Domenico Barenco: il raduno di veicoli d’ epoca. Attesi oltre un centinaio di mezzi.

In una bacheca in fondo all’ufficio ci sono decine e decine di modellini di autopostali, i mitici mezzi di trasporto dal caratteristico colore giallo. «È una delle mie passioni» ci confida Domenico Barenco, che di autopostali se ne intende. «Qui a Faido, il mio bisnonno ha iniziato l’attività di trasporto, prestando servizio come postiglione, poi hanno continuato mio nonno e mio padre con i suoi fratelli. Nel 1989 mio zio mi ha lasciato il suo posto e assieme a mio padre sono diventato titolare dell’azienda. Nel 2007 avvenne la fusione tra la nostra ditta e quella della famiglia Andreoli.

Oggi abbiamo 25 collaboratori e disponiamo di 20 autopostali. Credo che metà del mio sangue sia giallo – scherza Domenico –.  Sin da piccolo, quando potevo accompagnare mio padre, non mancavo un’occasione. Mi piaceva soprattutto l’ultima corsa della sera in inverno, quando si vedeva cadere la neve. Allora nei paesi ci si conosceva tutti e se non c’era un sedile libero, c’era sempre qualcuno che mi invitava a prendere posto sulle sue ginocchia». Ci racconta Domenico mostrandoci un album fotografico con foto dei primi autopostali che hanno solcato le strade dei paraggi.

«

Abbiamo lanciato il raduno di veicoli d’epoca con alcuni amici tre anni fa»


Mentre discutiamo arriva una telefonata: una scuola elementare deve organizzare una gita. «Non è sempre evidente mantenere il controllo di una classe di ragazzini, ci sono dinamiche di gruppo… L’importante è instaurare un rapporto di rispetto reciproco, io per primo saluto gli alunni quando salgono e quando scendono dal bus. E poi a volte capitano episodi curiosi. Come quella volta che uno studente, una vera e propria peste, aveva dimenticato lo zaino con gli “espe” e doveva consegnarli quel giorno al docente. Era quasi in lacrime e allora ho fatto il giro del paese per tornare alla fermata dove aveva dimenticato lo zaino. L’ho incontrato ad anni di distanza e mi ha ancora ringraziato».

Oltre al servizio reso alle scuole, un progetto importante per Domenico è stato il servizio di navette organizzato per il cantiere di Alptransit. «Prima c’erano già dei minibus che portavano gli operai fino al cantiere, ma noi abbiamo messo in piedi un vero e proprio servizio di shuttle con orario cadenzato. Il primo partiva verso le 4:30 e l’ultimo usciva quasi a mezzanotte, 7 giorni su 7. Insomma, anche se detto così può sembrare una sciocchezza, è stata una vera e propria sfida e quando la fresa Sissi ha abbattuto l’ultimo diaframma di roccia è stato un momento di grande emozione anche per gli autisti» si ricorda Domenico. È pure con nostalgia che Domenico si ricorda dei tempi in cui gli autisti postali facevano anche un servizio di consegna di pane e di latte e c’era un contatto diretto con la popolazione. «Ai tempi – e mica parlo di preistoria – non c’erano i natel. Però sapevi che in paese potevi entrare a casa di qualcuno se era necessario fare una telefonata».

Domenico è un po’ nostalgico, raccontandoci questi episodi, ma guarda al futuro con ottimismo e poi, il passato mica è morto! Anzi Faido, da qualche anno rivive i suoi momenti di gloria il tempo di una giornata. Infatti, fervono gli ultimi preparativi prima di quello che sta diventando un appuntamento fisso: il raduno di veicoli d’epoca. «Abbiamo iniziato tre anni fa con alcuni amici. Andavamo regolarmente a Friborgo per il raduno dei veicoli d’epoca che si tiene in marzo e ci dicevamo che sarebbe stato bello organizzare qualcosa di simile. E così nel 2011 ci siamo messi all’opera ed è stato un successo. Con il passaparola ci aspettavamo di ricevere 30-40 iscrizioni, 50 al massimo. Invece sono stati più di 100 a partecipare. Lo scorso anno abbiamo addirittura superato la soglia dei 200 veicoli». Il 15 giugno sarà anche l’occasione per ammirare il gioiellino di Domenico: un autopostale Saurer Alpenwagen del 1954. «È stato in funzione fino agli anni ’70 al San Bernardino. Noi in famiglia ne avevamo uno simile, ma all’epoca c’erano altre preoccupazioni, mancanza di spazio eccetera, per cui non avevano tenuto i vecchi veicoli. Questo l’ho acquistato per i 125 anni dell’azienda a un signore nel canton Turgovia. Me l’ha venduto ma non senza avermi prima fatto passare un test. Ero andato da lui per guardare il veicolo e per acquistarlo e lui mi disse: “Bene, si metta al volante e facciamo una prova”. Aveva fatto salire moglie e figli e mi aveva fatto fare il giro del paese. Finito questo mi disse che mi avrebbe fatto sapere. Mi chiamò un mese più tardi per dirmi che potevo acquistarlo. Lo scorso anno è venuto al raduno ma non si è fermato a lungo: gli si stringeva il cuore a vedere la sua vecchia posta qui». Ma nel mondo dei collezionisti, sono cose che capitano. «Un giorno si è presentato qui un signore di Zurigo. Era passato per fare la mia conoscenza. Era al volante di un vecchio veicolo postale che era appartenuto alla nostra ditta, aveva ancora il libretto di circolazione!».

Un appello: se nel vostro granaio avete una Diatto del 1924, è possibile che sia appartenuta alla famiglia di Domenico. Allora, fate un salto a Faido il prossimo 15 di giugno.

In pillole

Domenico Barenco

Nasce il 22 aprile 1967 a Locarno, è cresciuto e vive a Faido.
È separato e padre di due figli: Camilla di 12 anni e Tobia di 10. Dopo le scuole maggiori, frequenta la scuola cantonale di commercio di Bellinzona e, terminati gli studi, raggiunge l’azienda di famiglia di trasporti autopostali a Faido. Oggi la ditta Barenco e Andreoli svolge diversi servizi di trasporto per conto di AutoPostale.
Passione: i veicoli d’epoca. Tre anni fa con alcuni amici concretizza un sogno: organizzare un raduno di veicoli d’epoca. Il 15 di giugno a Faido avrà luogo la 3a rassegna dell’evento, alla quale sono attesi oltre un centinaio di veicoli (da autopostali, a trattori, passando per automobili, moto e biciclette: tutti i veicoli d’epoca sono i benvenuti).
Hobby: suonare il bombardino nella Filarmonica di Faido.
Difetto: «Sono un testone».
Pregio: «Guardo sempre positivo».
Piatto preferito: «La pasta in tutti i modi. Sono anche un grande goloso di dolci».

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Testo: Raffaela Brignoni
Foto: Nicola Demaldi

Pubblicazione:
martedì 10.06.2014, ore 00:00


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