Per Mario Colatrella, la nuova legge è un passo indispensabile.

Intervista a
Mario Colatrella

Il prossimo 28 febbraio voteremo anche sulla nuova Legge sull’apertura dei negozi. Ne abbiamo parlato con il responsabile di Coop Regione Ticino. — Daniele Pini

La nuova Legge sull’apertura dei negozi vuole soprattutto allungare di 30 minuti i tempi di chiusura dei punti di vendita. E in particolare armonizzare le aperture su tutto il territorio cantonale.

Signor Colatrella, mano sul cuore: ritiene che Coop sia un buon datore di lavoro nel commercio al dettaglio?
Attualmente, chi lascia l’azienda lo fa per il pensionamento. Inoltre riceviamo ogni settimana una media di oltre 80 candidature spontanee. E poi c’è il nostro contratto collettivo di lavoro, all’avanguardia nel settore e sottoscritto con tutti i sindacati, Unia compresa. Tutto ciò mi fa dire che Coop è uno dei migliori datori di lavoro del nostro Cantone. Nel commercio al dettaglio siamo senza dubbio i numeri uno.
 
Gli smerci di Coop nel 2015 non sono stati brillanti. Tra le principali ragioni, gli acqui-sti oltre frontiera. Di quali armi dispone la concorrenza italiana, che Coop non ha?
Fondamentalmente di tre argomenti: i prezzi, la scelta e gli orari di apertura.

Il Governo ticinese all’unanimità e il Gran Consiglio hanno adottato la nuova legge sull’apertura dei negozi, che Coop appoggia: uno strumento efficace per ristabilire un certo equilibrio con l’Italia?
Gli orari d’apertura sono di certo uno dei punti in cui si gioca il successo dei commerci. La nuova legge non risolve tutti i problemi, ma può essere un aiuto importante in questo momento difficile per il commercio al dettaglio cantonale.

Che cosa prevede a grandi linee la nuova legge?
Essa sposta in avanti di mezz’ora la chiusura dei negozi: dalle 18.30 alle 19. Il sabato si può tenere aperto fino alle 18.30. Inoltre vengono introdotte tre domeniche di apertura straordinaria durante l’anno: per noi sono importanti per ovviare alle chiusure legate a feste come Ferragosto o per i Santi Pietro e Paolo, in momenti cioè dove ci sono molti turisti nel nostro Cantone.

I sindacati temono che la nuova legge apra le porte a un liberismo sfrenato che penalizzerebbe i lavoratori: una paura giustificata?
Con la nuova legge siamo pur sempre al di sotto di quanto avviene nella maggior parte dei Cantoni svizzeri. Anche le tre domeniche di apertura non sono nulla di straordinario: la Confederazione ne prevede infatti ben quattro. E poi non dimentichiamo che la Legge federale sul lavoro permetterebbe già oggi di far lavorare il personale dalle 6 di mattina alle 23: già ora, da parte nostra, siamo attenti alle esigenze sociali.

Che cosa cambierebbe concretamente per i dipendenti Coop con l’introduzione della nuova legge?
Poco o nulla. Anche perché questi nuovi orari vengono già applicati nella stagione estiva. Nella maggior parte dei comuni di confine del Sottoceneri, come Lugano, Mendrisio, Chiasso, questo regime è già oggi in vigore per tutto l’anno. Si tratta insomma di armonizzare in tutto il Cantone quanto avviene già finora nella metà dei comuni ticinesi.

C’è chi teme che i piccoli negozi non potrebbero approfittare di questo nuovo regime d’apertura e rischierebbero la chiusura…
Al contrario: la nuova legge permette ai piccoli commercianti di godere di aperture più flessibili: se sul mezzogiorno non ci sono clienti, si potrà aprire per esempio alle tre del pomeriggio.

Quali vantaggi concreti ci si attende per la clientela ticinese?
Avremo orari d’apertura uguali durante tutto l’anno e in tutti i comuni. E per chi lavora, una mezz’ora in più per gli acquisti serali.

A livello federale, saremmo una mosca bianca oppure no?
Anche con la nuova legge, saremo i fanalini di coda in Svizzera. Non dimentichiamo che siamo un Cantone a vocazione turistica e che, oltre frontiera, la concorrenza ha i negozi aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Le modifiche della nuova Legge sono solo timide modifiche per una situazione anacronistica, non più in sintonia con gli stili di vita attuali. In conclusione, mi dica tre motivi perché cittadine e cittadini dovrebbero votare Sì alla nuova legge. Innanzitutto si creeranno nuovi posti di lavoro. Inoltre si regolamenta una situazione oggi caotica e scorretta da un punto di vista concorrenziale. Infine si sostiene l’attrattività del Cantone dal punto di vista economico e turistico.


Orari d’apertura dei negozi diversi a seconda dei comuni: un anacronismo.

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.


ARTICOLI IN EVIDENZA



Un operatore sociale
con la videocamera

Il documentarista luganese Olmo Cerri ci parla del suo particolarissimo lavoro di ricerca sull’immigrazione italiana in Ticino.


*****

Il figlio di Ivan Graziani
si fa strada

Ecco Sala Giochi, il secondo album di Filippo, 36enne che cerca di seguire le orme del papà. Con discreto successo.

*****



TESTO: Daniele Pini
FOTO:  Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
martedì 09.02.2016, ore 00:00


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?