«Mi sono buttata e ora sono una donna felice»

«A 45 anni mi sono ritrovata in classe con ragazzini di 18. Per me è stata una bella sfida». Storia curiosa quella di Christine Bucher, oggi 50enne, di Vezia. — PATRICK MANCINI

Un passato da impiegata di ufficio. E un presente da grafica creativa. «A un certo punto, sentivo la creatività che voleva uscire dal mio corpo. Mi sono buttata, e ora sono una donna felice». Oggi Christine porta avanti il suo studio grafico e lavora anche per una tipografia. Il suo è stato un cammino pieno di sorprese. «Ho lavorato per circa dieci anni in ufficio, come impiegata. E per altrettanti mi sono occupata di marketing. Però, provavo un misto di ammirazione e di invidia per chi aveva la possibilità di creare loghi e, più in generale, di inventare».
Nel 2005 Christine si regala un Macintosh. Ed è a quel punto che l’intraprendente signora di Vezia si rimbocca le maniche. «Mi sono messa al computer. Giorno e notte. Studiavo i vari programmi, da autodidatta». Christine inizia a trovare i primi clienti. I suoi lavori piacciono. E, grazie al passaparola, riesce a farsi una sua clientela. «Un giorno però mi è arrivato un mandato importante. Complesso. E lì ho capito che avrei dovuto andare oltre. Le competenze che avevo non mi bastavano più. Mi sono rivolta al consultorio Sportello Donna dell’associazione Dialogare, a Lugano. Mi hanno spiegato come avrei potuto seguire una formazione per adulti, considerando il mio percorso precedente, e mi hanno dato i giusti indirizzi». Parallelamente al lavoro, Christine frequenta per due giorni a settimana lo CSIA di Lugano. «Per mio figlio, classe 1999, era buffo vedere la mamma che faceva i compiti. Per me è stata una sfida.
Ai miei tempi, si lavorava con la macchina da scrivere, mentre i ragazzi sono cresciuti a pane, computer e cellulare». Nel 2012 Christine ottieneil diploma. Dopo un anno duro, ma gratificante. «Mio marito Martin mi ha datoun sostegno, sia morale sia finanziario. Adesso sto seguendo una nuova for­mazione per imparare a ­creare siti internet. Il mondo corre veloce. E io non ho più voglia di fermarmi».

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