Marco Meneganti è tappezziere d’auto, ma si dedica con passione alla musica, come armonicista e pianista della band «Scarp da tennis».

«Nella mia testa
c'è sempre musica»

Il ritratto — Talento, versatilità e costanza. Sono le doti di Marco Meneganti, conosciuto in Ticino come pianista e oltre Gottardo come armonicista jazz. — GUARDA IL VIDEO!

Ci sono incontri che possono cambiare il corso di una vita. A volte con una persona, altre con un libro, una pellicola, un dipinto o una fotografia. È il caso di Marco Meneganti, pianista jazz cui anni fa, a Zurigo, un singolare incontro in un negozio di musica, ha cambiato il suo destino musicale. «Sono andato a curiosare in un grande negozio di musica. Mentre facevo passare i cd nel reparto jazz, mi è caduto l’occhio su una copertina che raffigurava un signore anziano che suonava l’armonica a bocca. La cosa mi ha incuriosito perché non pensavo fosse possibile utilizzare questo minuscolo strumento nel jazz. Ho comprato il cd e quando l’ho ascoltato è stata una folgorazione: si trattava del grande Toots Thielemans, famoso armonicista belga, tuttora vivente, e di grandissimo talento. Il giorno dopo mi sono recato al negozio di strumenti musicali di Locarno, lo storico Soldini, con la copertina del cd e ho detto al commesso che volevo un’armonica a bocca come quella. Era un’armonica cromatica, ovvero quella con cui poi suonare tutte le dodici note delle scale, tasti neri e bianchi del pianoforte per intenderci. Da quel giorno ho iniziato uno studio quotidiano. In pratica ho trasportato tutto il know-how del pianoforte nell’armonica a bocca».


«

Ho iniziato a suonare le tastiere in pubblico già verso i 13 anni»

This presentation requires the Adobe Flash Player. Get Flash!

Uno studio certosino che si è protratto per parecchi anni fino alla prima esibizione. «Ho iniziato a suonare le tastiere in pubblico già verso i tredici anni insieme a un amico chitarrista. Ricordo ancora il mio primissimo ingaggio. Da solo.  All’hotel Quisisana di Muralto per una festa – rammenta con il sorriso il musicista locarnese –. In seguito abbiamo iniziato ad andare ovunque ci chiamavano. Nel frattempo studiavo l’armonica. Un giorno è passato dal mio studio Juan Gonzalez, grandissimo pianista jazz. Gli ho proposto di accompagnarlo con l’armonica. Come mi ha sentito, si è fermato e mi ha detto “Ti porto al Blue Note di Bienne”. Così è stato. E da lì è iniziata la mia carriera di armonicista a bocca». In Ticino Marco è più conosciuto come pianista, anche perché dal 2010 è il tastierista del noto gruppo «Scarp da tennis». «È un genere completamente diverso da quello che faccio con l’armonica. Però mi piace. Mi diverto. Ed è impegnativo perché proviamo una volta a settimana. Nel jazz è diverso: ognuno si prepara da solo. A volte ci si conosce dieci minuti prima di un concerto. Ovviamente ognuno ha una grandissima preparazione». Ciò significa che Marco, come tutti i jazzisti, studia ogni giorno. «Certo suono ogni giorno e prima di un concerto finalizzo lo studio. Aumento le ore di studio e seguo la scaletta. Preparo tutto mentalmente perché è così che si lavora. In un concerto jazz non puoi essere distratto dalla lettura. Se un passaggio non è perfetto, lo provo anche per ore. Diventa quasi un’ossessione. Poi però sulla scena non ho incertezze».

Vivere di sola musica non è semplice. Pochi ci riescono e spesso i musicisti sbarcano il lunario con l’insegnamento. «Io non sono un didattico. Per me non è concepibile insegnare e fare i concerti. Per questo esercito la professione di tappezziere d’auto. Ho la fortuna di essere indipendente, per cui quando devo partire per un concerto chiudo bottega e via». Certo è che la professione di tappezziere non ha molto in comune con la musica... «Per la verità mi sento più musicista che tappezziere, però è un lavoro che mi piace. Da adolescente ho scelto questa professione perché praticata da uno zio.  Comunque mentre lavoro ascolto sempre musica. Nella mia testa c’è sempre musica». Che tipo di musica? «Tanto jazz, ovviamente, e poi gli Scarp da tennis. Da quando suono con loro mi piace riascoltare i pezzi». Da buon concertista, Marco ha i suoi cavalli di battaglia. «In ogni concerto il pubblico si aspetta che suoni tre pezzi in particolare: The Way We Were, Over the Rainbow e Stardurst. E a volte succede che qualcuno si commuova fino alle lacrime».  È l’energia e la magia della musica dal vivo. Sempre che riesca a sopravvivere al virtuale. «Credo che il jazz avrà sempre il suo pubblico di fedelissimi. È un genere di nicchia che però ha grandi e preparatissimi estimatori. Se suoni in un club anche solo per tre persone ma attente, è una soddisfazione. D’altra parte è raro suonare jazz in grandi spazi. Certo i locali di un tempo sono sempre più rari. Credo che il Blue Note di Bienne sia il più grande e importante. Nonostante tutto, sono certo che il jazz avrà futuro». Talento, costanza, versatilità. Doti innate di Marco. Che unite a una carica di simpatia, modestia e ottimismo, fanno del musicista locarnese un personaggio davvero singolare.

In pillole

Marco Meneganti

Nasce a Locarno il 20 ottobre 1968. A sei anni inizia a muovere in primi passi nel mondo della musica suonando su una piccola tastiera. In seguito intraprende uno studio assiduo del pianoforte sotto la guida di ­maestri privati. Nello stesso tempo termina l’apprendistato di tappezziere d’auto, professione che esercita tuttora. Attorno ai dieci anni si appassiona alla musica jazz. A tredici ­anni inizia a suonare per il pubblico esibendosi con un amico chitarrista. Più tardi scopre l’armonica a bocca. Folgorato dalla partico­larità dello strumento, inizia uno studio approfondito che lo porta a essere uno dei più talentuosi armonicisti a svizzeri. Si esibisce in prevalenza in Italia e in Svizzera interna, dove è molto conosciuto negli ambienti jazzistici. Dal 2010 è tastierista della band «Scarp da tennis». In Ticino si esibisce anche con The Happy Jazz Quintet di Biasca.





www.marcomeneganti.ch

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

Testo: Donatella Gellera Falerni
Foto: Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
martedì 22.04.2014, ore 00:00


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?