Livio Pedrelli è un volontario di Nez Rouge da diversi anni. Mentre tutti festeggiano Capodanno, lui coordina le squadre nella centrale di Rivera.

«Non siamo dei tassisti»

Livio Pedrelli è un volontario di Nez Rouge da diversi anni. Mentre tutti festeggiano Capodanno, lui coordina le squadre nella centrale di Rivera.

Capelli, barba e sopracciglia bianchi, sin da quando era in giovane età. Livio Pedrelli, 69enne di Giubiasco, di formazione ingegnere civile, sembra la fotocopia di Babbo Natale o di San Nicolao. E ci starebbe bene, vestito e incappucciato di rosso, a distribuire regali ai bambini. Il problema è che Livio di cose da fare ne ha già fin troppe. Perché ha un vigneto da mandare avanti, una collezione di timbri postali da mantenere, ma soprattutto un ruolo chiave nell’organizzazione Nez Rouge. Sia come volontario, sia come membro di presidenza della federazione nazionale. E spiega: «Il mese di dicembre per me è un percorso a ostacoli. Soprattutto il periodo delle festività. Ho l’agenda strapiena. Le notti di Natale e di Capodanno le trascorro in centrale, a Rivera, per coordinare gli altri volontari».  

È lo stakanovista dei volontari ticinesi, con quasi 60 giornate o nottate all’anno dedicate a Nez Rouge. Prevalentemente accompagnando a casa gli automobilisti in difficoltà, e pure partecipando a momenti di formazione e a congressi. Non solo nella Svizzera italiana, ma anche nel canton Vaud, nei Grigioni, nel canton Friborgo. Il click nella testa di Livio scatta una decina di anni fa, in seguito a un grave episodio che ha colpito la sua famiglia. Perché la morte di quel nipote, vittima della stanchezza al volante, lo ha toccato nel profondo. «Sentivo che dovevo dare il mio piccolo contributo alla causa». E specifica: «Te lo dico subito. Guarda che noi di Nez Rouge non serviamo solo a portare a casa quelli ubriachi fradici. È una leggenda, diffusa soprattutto in Ticino. Perché in Svizzera interna e in Romandia l’hanno capito da un pezzo che siamo a disposizione di chiunque non se la senta di guidare di notte. Uno può essere assonnato, può avere un certo malessere, può semplicemente avere bevuto quel goccio in più che non gli permette di essere lucido o nei valori legali. E allora ci chiama».


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Chiedere aiuto non è un’umiliazione ma un gesto di responsabilità»

Lo dice a chiare lettere, Livio: «Nez Rouge non è in servizio per 365 giorni all’anno». Ma solo in determinate occasioni. «A dicembre, ad esempio, c’è l’operazione obbligatoria in tutta la Svizzera. Noi poi veniamo chiamati per i principali carnevali, per le sagre, per i grossi eventi. Sono gli organizzatori a cercarci e il nostro servizio, per l’utenza, è sempre gratuito; stiamo in piedi anche grazie alle offerte». E punzecchia i ticinesi: «Il ticinese non dà volentieri le chiavi della sua macchina ad altri. Si vergogna di farsi vedere che è accompagnato a casa da un volontario. E poi, inutile negarlo, in Ticino ci sono troppo pochi controlli di polizia per l’alcol. Non c’è paragone con il resto della Svizzera. I nostri volontari in Ticino sono circa un’ottantina, un po’ pochini, ci serve più gente disposta a mettersi in gioco. Fare il volontario di Nez Rouge è un’esperienza che dovrebbero provare tutti».

Ne ha passate tante di notti strane, Livio Pedrelli. Notti in cui ha incontrato i personaggi più strampalati. Soprattutto uomini. «Il nostro equipaggio è formato da tre persone. Uno che guida il veicolo del cliente, uno che guida la macchina di Nez Rouge e il terzo che fa tutto il resto. Una volta un tizio ubriaco si è messo a vomitare dappertutto. L’abbiamo portato a casa in condizioni disastrose. E alla fine ci siamo fermati a dargli una mano per pulire». Tutto però resta anonimo. «Noi non chiediamo mai né il nome della persona che dobbiamo accompagnare, né il numero di targa dell’auto. Ci sono occasioni in cui i clienti mi riconoscono, magari perché avevo già dato loro un passaggio in passato. Ma io faccio sempre finta di niente. Nego l’evidenza. Fa parte del nostro essere professionali. E non è neanche vero che trasmettiamo i dati alla polizia. Quelle sono frottole messe in giro da alcuni tassisti, temendo che gli facciamo concorrenza. Non capiscono che noi portiamo a casa solo chi ha un veicolo. Se uno è a piedi e vuole un passaggio, rifiutiamo».

Capita anche che qualcuno, particolarmente disperato, racconti le sue disgrazie. Livio incassa in silenzio: «Noi non possiamo fare la morale a nessuno. Bisogna restare neutri». Spesso c’è chi si sente in imbarazzo. «E magari si giustifica. Dice che è la prima volta, che non gli era mai successo prima di bere troppo. Ma chiedere aiuto non deve essere visto come un’umiliazione, bensì come un gesto di responsabilità».

Poi Livio racconta le notti in centrale o nel luogo in cui si aspettano le chiamate delle persone in difficoltà. «Tra volontari si fanno giochi di società, si parla di gossip. E c’è pure chi legge. Non scorderò mai quella ragazza che studiava per gli esami di cinese... A Nez Rouge sono nati anche diversi amori. In questi anni mi ricordo di almeno tre coppie formatesi in servizio». La vita del volontario resta comunque impegnativa. «Ti arricchisce, perché vedi cose che altrimenti non potresti mai notare. Però devi avere la resistenza, non devi essere un tipo tendenzialmente stanco. Perché spesso resti sveglio fino all’alba. Io ci riesco alla grande, mi sono riscoperto nottambulo. E finché il fisico tiene, non ho assolutamente intenzione di mollare...».

In pillole

Nasce il 14 maggio 1944 a Bellinzona. È cresciuto tra Sant’Antonino e Giubiasco, dove abita ancora oggi. Vive con le sue due gatte, Rossina e Bianchina.
Professione: ingegnere civile.
Il volontariato: da circa 10 anni è volontario di Nez Rouge in Ticino, ma anche in altri Cantoni. Ex membro della fondazione nazionale Nez Rouge, dallo scorso anno è membro della
presidenza della federazione Nez Rouge Svizzera.
È padre di due figli:  Livio Tito, classe 1985, e Tiziana (1987).
L’esperienza umanitaria: con Tiziana lo scorso anno è stato in Uganda, per aiutare la popolazione di un paesino locale.
Le passioni: la vigna, la collezione di timbri postali, e le attività patriziali (si definisce un patrizio “vecchio” di Sant’Antonino).
Piatto preferito: minestrone.
Letture: i gialli Mondadori.
Il gruppo musicale: i Beatles.
Il numero di Nez Rouge: 0800 802 208




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Testo: Patrick Mancini

Foto: Nicola Demaldi

Pubblicazione:
sabato 28.12.2013, ore 09:49


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