Cecilia Bartoli (a destra) e Sol Gabetta: un duo femminile d’eccezione. (FOTO: Decca/Esther Haase)

«Quella sera nel lift con Mick Jagger»

VINCI IL CD – Cecilia Bartoli, celebre mezzosoprano romana-zurighese, racconta l'atteso duello con Sol Gabetta. – ANDREAS W.SCHMID

Lei è una delle artiste per le quali la giornata sembra durare più di 24 ore…
A casa mia, a Zurigo, dura 24 ore. Lì riesco a sbrigare un sacco di cose. All’estero è più difficile. Parigi, Londra e Roma sono città fantastiche, ma si perde tanto tempo per spostarsi da un posto all’altro.

Come è nato il progetto del “Dolce Duello” con la violoncellista Sol Gabetta?
Io e Sol ci conosciamo da alcuni anni. Il caso ha voluto che ci trovassimo più volte contemporaneamente in tournée nella stessa città. Quando gli impegni me lo consentivano, le facevo visita e lei viceversa. A un certo punto abbiamo deciso di mettere in piedi qualcosa insieme, ma l’abbiamo sempre rimandato. Dopo dieci anni ci siamo dette: basta, adesso passiamo dalle parole ai fatti.

E così è stato…
Ho detto a Sol: dobbiamo escogitare qualcosa di intelligente, in cui ognuna esprima i propri punti di forza. Voce e violoncello non sono semplici da combinare. In epoca barocca i compositori come Händel accostavano la voce a diversi strumenti. Sol si è rivolta a un musicologo in Italia, che ci ha fatto conoscere varie composizioni di cui non sapevamo nemmeno l’esistenza. Ne siamo rimaste folgorate. Sono arie suggestive
e profonde. Vanno dritte al cuore.

Un duello musicale sembra abbastanza insolito…
In epoca barocca era assolutamente normale. Per noi l’incontro di voce e violoncello è dolce, solare, delicato. Qualche volta ci allontaniamo l’una dall’altra per poi fonderci di nuovo. Molto è pura improvvisazione, gioco. Bisogna stare sempre sul pezzo e prestare attenzione ai punti in cui le arie improvvisamente diventano potenti, poi appassionate, infine malinconiche.

Quali grandi duelli dei nostri tempi la affascinano?
So quali non mi affascinano: i duelli politici in tv, in cui tutti si urlano contro. Sembra un pollaio. I politici dovrebbero prendere esempio dai musi
cisti.

In che senso?
Ci sono politici che recitano come gli attori e tentano di convincerci con il bla bla bla. Non si rendono conto che, non essendo onesti, non raggiungono il cuore delle persone. Con la musica non è possibile. Un musicista non può ingannare. La musica onesta tocca l’anima.

Ha trascorso molto tempo
in biblioteca in cerca di opere per i suoi concerti?
Per un mio progetto sono stata tre settimane tra le biblioteche di San Pietroburgo. Non è stato facile nemme
no entrarci. Ho dovuto fare molti colloqui preliminari, conquistare la fiducia delle persone responsabili. Un tempo, San Pietroburgo era una città che attraeva numerosi compositori, artisti e architetti. Alcuni dei suoi meravigliosi edifici sono opera di architetti ticinesi. Sì, ho passato molto tempo in biblioteca.

La sua scoperta più gradita?
Quella più bella e al tempo stesso la più scioccante è stata la Norma di Bellini. Quando ho studiato l’opera originale ho capito quanto fossero lontane le rappresentazioni odierne. Non mi aspettavo una tale discrepanza. La Norma è stato anche il mio maggior successo negli anni passati, proprio perché interpretata in modo fedele all’originale, coglien
do tutti di sorpresa.

Lei è direttrice artistica dei Festival di Pentecoste di Salisburgo, a cui partecipa anche come cantante. Un doppio ruolo insolito.
I miei predecessori erano
direttori d’orchestra, il loro strumento era la bacchetta. Io sono una cantante, il mio strumento è la voce. Questa doppia mansione è stata una sfida che ho accettato volentieri. In più, sono la prima donna a rivestire questo incarico.

Il pubblico della musica classica appartiene soprattutto alla vecchia generazione. Cosa bisogna fare perché anche i giovani vadano ai concerti?
Servono spettacoli più creativi, più sorprendenti. E non è vero che i giovani disdegnano la musica classica. Al contrario, se vengono proposte nuove idee vanno volentieri a teatro. L’anno scorso ho portato a Salisburgo West Side Story. All’inizio c’è stato il panico: un musical al festival di Salisburgo? “E allora?” ho risposto. È il capolavoro di Leonard Bernstein. Alla fine è stato un grande successo, perché è una fusione di opera, jazz, blues, balletto, danza e altro ancora. È stata la dimostrazione che bisogna percorrere strade nuove per stimolare l’attenzione dei giovani. Perché abbiamo bisogno di loro.

Se dovesse affrontare in duello un cantante moderno, chi sceglierebbe?
(Lunga pausa) Posso rispondere alla fine dell’intervista?

D’accordo. Parliamo allora di un altro argomento di cui ha grande padronanza: il cibo.
Ha ottenuto addirittura 16 punti Gault Millau... Come ci è riuscita?
Servendo i piatti ai tavoli cantando. Quando arrivavo dai clienti, mi ero già dimenticata cosa avevo portato (ride). È stato a Zurigo, al ristorante Seidenspinner di Andi Stutz. All’inizio ero riluttante, ma lui ha così insistito che ho accettato. Se non ricordo male, ho cucinato gnocchi al tartufo. Per fortuna c’era anche mia mamma, che mi ha fatto da supervisore.

In una giornata in cui tiene
un concerto, cosa e quando mangia?
Ho notato che i carboidrati mi fanno molto bene. Se però ho un concerto alle otto di sera, mi tocca pranzare al massimo all’una. Perché avere lo stomaco impegnato nella digestione mentre canto, non è affatto un bene.

Bevendo vino si canta meglio?
No. In un duello canoro vedrebbe quattro sciabole anziché due…

Per concludere, chi sceglierebbe come cantate moderno per un duello?
Sting, è un artista di grande carisma. Lo scriva, non si sa mai che lo legga (ride). Confesso però che mi piacerebbe anche Mick Jagger. Una curiosità: una volta l’ho incontrato in ascensore, di sera. Lui in giro per un concerto, io per il mio. Sembravamo due impiegati di banca che andavano dal lavoro.

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Per i lettori di Cooperazione, mettiamo in palio 5 copie dell’ultimo Cd di Cecilia Bartoli «Dolce Duello» firmate dalla mezzosoprano. Inviate un SMS con la parola chiave WINCI, nome, cognome e indirizzo al numero 2667 (fr. 1.–/sms), Tel. 0901900007 (fr. 1.–/da rete fissa) o via www.cooperazione.ch/bartoli. Termine d’invio: lunedì 13 novembre 2017 ore 16. Condizioni di partecipazione: vedi impressum.

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