«Seguire l’instinto, senza esitare»

Michel Pellaux, 48 anni, operatore socioassistenziale a Yverdon-les-Bains (VD). — BASILE WEBER

«Tira le due estremità contemporaneamente. Perfetto!». Michel Pellaux, 48 anni, mostra a Vanessa, 11 anni, come terminare il cesto di vimini presso il laboratorio di falegnameria dell’Ecole des Philosophes a Yverdon-les-Bains (VD). Le colorate creazioni degli alunni riempiono gli scaffali della sala accanto a seghetti e attrezzi allineati alla parete. L’operatore socioassistenziale è a suo agio con gli alunni della Fondation de Verdeil, dove offre un insegnamento specialistico a centinaia di giovani con difficoltà di apprendimento o ritardi nello sviluppo. «Mi piace vedere i progressi compiuti dai bambini».
Pellaux ha cambiato il proprio orientamento professionale quattro anni fa, dopo aver lavorato per 25 anni come venditore e addetto alle consegne per un negozio di mobili. Da adolescente aveva svolto un tirocinio per dirigente d’esercizio ferroviario presso le FFS, e una formazione per impiegato di commercio. «Questo cambiamento di vita e di mestiere è stato maturato a lungo. Ero stato sensibilizzato da mia nipote, portatrice di handicap e con la quale ho un forte legame», spiega Pellaux. «Dopo 25 anni, ne avevo abbastanza. In questo cambiamento mi hanno sostenuto la mia compagna infermiera e le mie due figlie adulte. Il mio ex-datore di lavoro mi ha incoraggiato. Non esistono limiti di età per cambiare mestiere». A 46 anni ha frequentato un corso di formazione per operatore socioassistenziale (AFC), dopo la conclusione di uno stage con adolescenti polihandicappati, proprio presso la Fondation de Verdeil. «Ci ho messo tre mesi a insegnare a un ragazzo a bere con la cannuccia…». Oggi, l’ultra-quarantenne è entusiasta del suo nuovo impiego come responsabile del laboratorio di falegnameria: «Mi piace davvero. Bisogna fare in modo che gli alunni si appassionino all’attività di laboratorio!». Per Pellaux non bisogna esitare a cambiare lavoro, ma si deve seguire l’istinto!

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