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Shaqiri: «Star del calcio?
No, una persona semplice»

Il grande centrocampista 23enne della nazionale parla della Coppa del mondo di calcio, del suo modello di riferimento e delle differenze tra Monaco e Basilea.

Cooperazione: 
Appena ventidue anni e già nel Bayern di Monaco, praticamente nell’empireo del calcio. Come fa a restare con i piedi per terra?

Xherdan Shaqiri:
Non è difficile. Dipende dall’educazio­ne che i miei fratelli ed io abbiamo ricevuto, ossia severa e improntata alla semplicità. E se per caso esagero, subito i miei genitori mi riportano con i piedi per terra. Chi gioca per il Bayern può sentirsi una star, è vero. Ma io no. Ero e resto una persona semplice e genuina.

Cosa prova quando le tocca sedere in panchina invece di giocare?
Ovviamente sono deluso, è chiaro che vorrei giocare. Ma la prossima partita è vicina e fino ad allora devo semplicemente migliorarmi e distinguermi nell’allenamento.

Che ne è del vecchio motto di Sepp Herberger: dovete essere undici amici?
Oggi succede un po’ lo stesso come nelle altre professioni. Con la maggior parte dei colleghi si va d’accordo, con alcuni nasce un’amicizia. In squadra siamo 24 giocatori e fare amicizia con tutti sarebbe un po’ difficile. A Monaco si è ben ambientato? All’inizio non è stato sempre facile. A Basilea vivevo con tutta la famiglia e mia madre faceva così tanto per noi. Mi sono trasferito a Monaco insieme a mio fratello Ari e abbiamo dovuto imparare ben presto a essere indipendenti. È stato un bene per entrambi.

Dove vive?
Amo la campagna e quindi vivo fuori città. Là tra l’altro non mi sento troppo nel mirino.

Cosa intende dire?
È bello essere famosi e mi piace anche posare per qualche foto con i tifosi. Quando tutti però vogliono qualcosa da te e persino quando mangi ti senti osservato, beh a volte è davvero un po’ troppo. In quei momenti mi piacerebbe essere mio fratello. Lui non viene riconosciuto così spesso come succede a me.

Com’è la sua giornata dopo l’allenamento?
Con Ari andiamo in città oppure in qualche lago dei dintorni. Spesso vengono a trovarci anche amici e familiari e allora facciamo un barbecue o usciamo assieme. Ci sono poi i vari appuntamenti con gli sponsor. In ogni caso preferisco trascorrere il mio tempo libero con la famiglia e all’aperto.

I Mondiali si avvicinano. Quali sono i suoi pronostici?
Siamo una squadra giova-ne, abbiamo giocato delle buone qualificazioni e le a­spettative della gente sono enormi. Noi vogliamo realizzarle, ma non dimentichiamoci che siamo pur sempre la piccola Svizzera.

Esclude quindi un possibile exploit?
Certo che no! La squadra farà di tutto per riuscirci. Se superiamo la fase a gironi, si aprono davanti a noi buone possibilità.

Quali sono le sue squadre favorite?
Germania, Spagna e Brasile. Ma a ogni edizione dei Mondiali ci sono sempre le outsider che riescono a stupire. Stavolta potrebbe essere il Belgio: la squadra ha fatto un ottimo percorso proprio come noi ed è all’incirca al nostro livello.

Chi è stato il suo idolo in passato?
Il Ronaldo «grasso». È stato tra i migliori attaccanti di tutti i tempi. Imitavo persino il suo bizzarro taglio di capelli: penso di aver avuto un aspetto terribile.

Che differenza c’è tra il calcio tedesco e quello svizzero?
Qui è tutto in scala più grande: le possibilità di affinare il potenziale dei giocatori, le dimensioni delle strutture di allenamento, le risorse economiche e anche i media. Soltanto a Monaco ci sono 5-6 quotidiani che ci seguono ad ogni passo, ci elogiano o ci criticano.

Come reagisce alle critiche dei media?
Spesso semplicemente con un sorriso. Le critiche mi toccano solo se si tratta di attacchi sul piano personale. Inoltre leggo raramente il giornale. A farlo è mio fratello, che cerca gli articoli più importanti su di me.

Il suo cognome in effetti si pronuncia «Sciachiri».
Non la disturba il fatto che venga sempre storpiato in «Shaqiri»? Al contrario, resto sbalordito se qualcuno pronuncia correttamente il mio cognome. Ci sono abituato dal tempo della scuola e oggi sono io stesso a dire Shaqiri quando mi presento.

Di cosa è orgoglioso oltre ai suoi successi calcistici?
Che la mia famiglia possa essere fiera di me. Senza famiglia non sarei la persona che sono oggi.Con chi le piacerebbe passare una serata? (Ci pensa un po’ su e poi sorride malizioso.) Con te! (si riferisce all’intervistatrice Loredana Steiner). Oppure con qualcuno con cui non debba discutere di calcio.

Quale celebrità le piacerebbe incontrare?
Leonardo di Caprio. Sarebbe bello girare un film con lui. Ma è solo un sogno.

Mettiamo in palio delle magliette e lei ha firmato la numero 23. Come mai?
Porto questo numero dalla mia prima partita in Nazionale; inoltre sono un grande tifoso di Michael Jordan, che aveva questo stesso numero di maglia.

Età/stato civile: 23 anni, celibe

Carriera:
FC Bayern di Monaco (dal 1° luglio 2012/contratto quinquennale); FC Basilea (2001 - 2012); SV Augst (1999 - 2001)

Successi:
tripletta nel 2013 con il Bayern Monaco, Campionato svizzero 2012, 2011 e 2010 con l’FC Basilea, Coppa svizzera nel 2012 e 2010 con l’FC Basilea, calciatore svizzero dell’anno 2012, 2011, secondo posto al Campionato europeo di calcio Under 21 nel 2011 con la Nazionale svizzera

Oggi:
convocato per la Nazionale svizzera per i Mondiali 2014 in Brasile, testimonial per Coca-Cola Svizzera e Nike.
 
www.xherdanshaqiri.com

Partecipate al concorso compilando questo modulo e avrete la possibilità di vincere tre magliette autografate di Xherdan Shaqiri.
Buona fortuna!

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Testo: Loredana Steiner
Foto:
Franz Bambert

Pubblicazione:
lunedì 26.05.2014, ore 00:00


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