«Siamo pronti per il futuro»

 Autocarri a idrogeno, nuove centrali di distribuzione e prodotti innovativi: il direttore di Coop Joos Sutter guarda con soddisfazione al passato e con speranza verso il futuro. – DANIELE PINI, THIERRY DELEZE, NICOLE HAETTENSCHWILER

Signor Sutter, abbiamo sentito che guida una vettura a idrogeno…
No, l’ho solo provata. È stata la prima volta che ho guidato una vettura elettrica e mi ha affascinato la tecnologia sotto il cofano, oltre alla silenziosità di guida.

È questa l’energia del futuro?
Ci saranno forme diverse. La mobilità pubblica, in particolare il treno, avrà un ruolo importante, anche per la nostra logistica. Ma ci saranno nuove tecnologie per i motori elettrici, il car sharing si espanderà come pure i veicoli a guida autonoma. Ad aumentare sarà soprattutto il trasporto sostenibile.

Come vede lo sviluppo dell’idrogeno per i trasporti?
L’importante è per ora che anche altri partecipino al nostro progetto. Noi abbiamo dato il via e speriamo che anche altre ditte acquistino autocarri a idrogeno. Il nostro camion è stato costruito ad hoc: ci vorrà ancora del tempo prima che la produzione vada in serie. Tra le vetture ciò è già il caso, grazie a Hyundai e altri marchi.

In futuro, sempre più gente ordinerà la merce online, ritirandola poi al punto di vendita. Un impegno logistico…
La logistica sarà sempre più importante. I clienti decideranno sempre più da soli dove e quando ritirare la merce. Ciò richiede una grande flessibilità da parte nostra. Con i nostri 2mila punti di vendita abbiamo buone possibilità di trovarci al punto giusto richiesto dal cliente.

Buttiamo uno sguardo indietro sul 2016: qual è il suo bilancio?
Ci siamo mossi bene sui vari mercati, guadagnando quote di mercato. Anche il numero dei clienti è cresciuto. Inoltre abbiamo potuto rinforzare Coop grazie all’acquisizione di nuove ditte. Penso in particolare a Transgourmet Austria, dove ora siamo il numero uno del commercio all’ingrosso. Anche Bell, con le acquisizioni di Huber (specialista in pollame) e del gruppo Eisberg (esperti nella preparazione di insalate fresche), si è rinforzata notevolmente. Infine, abbiamo rilevato il gruppo Aperto, che ci garantisce una buona presenza nelle stazioni.

Il progetto più grande è però stata l’apertura della nuova centrale di distribuzione di Schafisheim…
Indubbiamente. Questa apertura è una pietra miliare nella nostra strategia della logistica. Cui si aggiungeranno le centrali di Pratteln e Aclens.

Di recente, a Zumikon/ZH e Alstätten/SG sono stati aperti i primi negozi costruiti secondo il nuovo concetto Coop. Quali sono i suoi pensieri?
Questo progetto mi sta molto a cuore. È qui che si decide come il cliente vive quotidianamente i suoi acquisti. Col team di progetto abbiamo visitato molti negozi all’estero, da cui abbiamo tratto ispirazioni. Anche i clienti sono stati coinvolti con varie fasi di test. E il risultato è lì da vedere!

Ci sono stati altri momenti forti nel 2016?
Indubbiamente la quota di successo del 99 per cento dei nostri apprendisti agli esami finali. Ben 1.010 apprendisti sono usciti con un diploma da Coop. Inoltre citerei i nuovi modelli di punti di vendita concepiti con Betty Bossi e Marché, oltre ai Coop to go.

Come giudica il risultato di Siroop, la nuova piattaforma online di Coop e Swisscom?
Il periodo natalizio ha funzionato bene. Fin dall’inizio abbiamo avuto molte richieste di piccole aziende che volevano aderire a questa piattaforma. Attualmente abbiamo 300 commercianti ed oltre 450mila prodotti su Siroop. Con tendenza al rialzo.

Non teme che le varie piattaforme online facciano concorrenza al negozio tradizionale?
No, perché è proprio nella combinazione di online e stazionario che vediamo grosse potenzialità. I nostri supermercati e coop@home ne sono un esempio. O anche i negozi Interdiscount e il sito online. In futuro, tutti i formati dovranno disporre di un sito, perché il cliente vorrà sempre più informarsi prima di fare gli acquisti. Attualmente disponiamo di 24 negozi online, molti dei quali in combinazione con punti di vendita o stazioni pick-up.

Qual è il suo desiderio per Coop nel 2017?
Che i nostri clienti siano soddisfatti con noi e che riusciamo a mantenere la nostra forza innovativa. E poi spero di poter contare anche l’anno prossimo su collaboratori tanto preparati e motivati.

Quali tendenze sociali saranno importanti per Coop?
Nei supermercati, il servizio alla clientela sarà fondamentale. Non c’è commerciante in Svizzera che offre tante macellerie come Coop. Penso inoltre che anche le competenze saranno importanti, come pure le esigenze in materia di freschezza e qualità. Oggi non ci si accontenta più di un panino: esso deve essere preparato sul momento con ingredienti di qualità.

E poi ci sono settori come il vegano, dove Coop ha investito molto.
Abbiamo inserito il marchio Veganz nei nostri assortimenti e ampliato di molto l’offerta del nostro marchio proprio Karma. Vogliamo così sottolineare il nostro ruolo di leader nel settore dell’alimentazione vegana e vegetariana.

I prezzi sono un tema dominante nel commercio al dettaglio. Coop ha aderito nel 2015 all’alleanza internazionale di acquisti Alidis. Se ne vedono già i risultati?
Certo, abbiamo già avuto miglioramenti significativi. Il nostro obiettivo è far profittare appieno il nostro cliente di ogni franco che risparmiamo all’acquisto. Ciò che ci ha permesso di realizzare molti ribassi di prezzo anche quest’anno.

E il turismo degli acquisti all’estero?
Difficile prevedere il futuro. Non credo che il turismo degli acquisti si ridurrà. Per noi è una grande sfida che combattiamo con la vicinanza, la sostenibilità, la qualità e il convenience. E investiremo ancora nelle riduzioni di prezzo.

Come giudica le cifre di Coop di quest’anno?
Per il 2016, Coop registra una solida crescita, grazie alle acquisizioni, ma anche al netto. Nei supermercati, la cifra d’affari è simile allo scorso anno. Abbiamo però guadagnato quote di mercato. Mi rallegro soprattutto per la crescita delle vendite di prodotti sostenibili.

Quest’anno, in Ticino, Coop ha incrementato fortemente la propria quota di mercato, malgrado la fortissima concorrenza dall’Italia. Come spiega questi fatti?
Sono convinto che in Ticino abbiamo molta gente in gamba che opera nei nostri negozi. Siamo riusciti a creare un buon rapporto con la clientela, la qualità dei punti di vendita è buona. Mentre altri hanno ridotto i loro assortimenti, noi abbiamo incrementato la scelta a disposizione dei clienti, abbiamo puntato su una maggiore regionalità dei prodotti. E il risultato è lì da vedere. 

Il nuovo negozio alla stazione di Bellinzona rappresenta una prima per il Ticino: ci saranno altri progetti per formati di questo tipo?
Siamo molto soddisfatti dei risultati di Bellinzona. In futuro potrei immaginarmi un negozio simile anche a Lugano e, forse, a Locarno.

A Magliaso, Coop ospita anche l’ufficio postale. Come valuta questo modello di collaborazione?
Non è la prima collaborazione che abbiamo con la Posta svizzera. La novità di Magliaso è rappresentata dalle dimensioni e dell’impegno richiesta da questo vero e proprio sportello postale. È ancora presto per trarre delle conclusioni, ma già ora possiamo dire che una combinazione spinta di negozio e ufficio postale può avere un senso in località ben specifiche.

In generale, come giudica le potenzialità future per Coop in Ticino?
Penso che in Ticino bisogna spingere molto sulla vicinanza con la gente. E questo lo si ottiene con il lavoro quotidiano nei negozi e con un assortimento regionale. Penso che Coop abbia le carte in regole per avere un ruolo importante anche in futuro nel commercio al dettaglio cantonale.

Più nel concreto: si fanno grossi sforzi nel settore dei prodotti regionali. Che margini di sviluppo vede in questo campo?
Con la linea di prodotti «La mia terra» abbiamo già oggi una buona scelta di prodotti regionali. E se ci si presenta l’occasione di allargare ulteriormente l’assortimento di prodotti locali di qualità, non esiteremo. 

C’è un punto importante che abbiamo dimenticato?
Vorrei ringraziare la clientela per la fiducia e la fedeltà che ha portato a Coop. A tutti vadano gli auguri di Buon Anno.

IL RITRATTO
Dal 2011, Joos Sutter è il presidente della direzione di Coop. Dopo gli studi di economia a San Gallo e una formazione come perito economico, è entrato nel gruppo Coop nel 1996. Nel 2005 ha assunto la direzione di Interdiscount, mentre nel 2010 è entrato nella direzione generale di Coop come responsabile del settore Trading. Di origini grigionesi, è sposato e padre di tre figli.

Foto: Heiner H. Schmitt