«Tortuga» di Venditti

MUSICA — L’ha definito un «disco tecnologico», dai suoni moderni ma con lo sguardo nel passato. Un ponte fra ieri e oggi, mirando già al domani.

Il nuovo cd di Antonello Venditti, Tortuga, sorprende (non sempre in positivo) per l’uso disinvolto dell’elettronica al servizio di una manciata di brani di taglio tutto sommato classico (solo nove per poco più di mezz’ora di musica), che raccontano l’amore nelle sue varie sfaccettature. Venditti mette in primo piano la voce, leggermente arrochita dal tempo e dalle sigarette, in titoli come Nel mio infinito cielo di canzoni e L’ultimo giorno rubato. Torna agli anni della giovinezza in Tortuga (il bar frequentato al liceo), un po’ ridondante nell’orchestrazione, e ritrova energia rock in I ragazzi del Tortuga, uno dei momenti migliori. Toccante l’interpretazione di Non so dirti quando, intensa ballata dedicata a un amico scomparso. Mentre è irritante la piega dance di Ti amo inutilmente, che ironizza sulla banalità di tanti pezzi pop attuali: intento anche lodevole, ma il messaggio è ambiguo. E la canzone decisamente kitsch.

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Testo: Diego Perugini

Foto: mad (messa a disposizione)

Pubblicazione:
lunedì 04.05.2015, ore 13:00


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