«Ultraviolence» di Lana del Rey

LA MUSICA — È già un successo «Ultraviolence», l’ultimo cd della controversa star Lana Del Rey. Un mix fra ballate suggestive, atmosfere noir e voce sexy.

Ci è o ci fa? È il malizioso interrogativo che circola insistentemente su Lana Del Rey, recente fenomeno del pop americano. La ventottenne newyorchese, dopo un ini-zio di carriera fallimentare, ha svoltato clamorosamente pochi anni fa, trasformandosi in un’icona modaiola di languida sensualità. Lana è bella e conturbante (anche se i maligni parlano di ritocchini di chirurgia plastica qua e là), con un look che s’ispira alle dive hollywoodiane anni Cinquanta. Non a caso i suoi servizi fotografici sono curati nei minimi particolari, così come i video, diventati subito dei «cult» sulla Rete. Il forte battage pubblicitario ha fatto il resto, tanto che il debutto ufficiale, Born To Die, uscito nel 2012, ha venduto quasi tre milioni di copie.

E ora siamo qui a parlare del nuovo cd, Ultraviolence (Universal Music), già balzato in testa alle classifiche di mezzo mondo. Un lavoro che conferma lo stile ipnotico e maliardo di Lana, immersa in inquiete e misteriose atmosfere noir, che richiamano i film del regista David Lynch. La voce, sexy e un po’ imbronciata, racconta storie d’amore malato e perversioni assortite, sul filo di una serie di ballate lente e suggestive, dal piglio decadente, che mescolano sapori west coast, psichedelia, melodie vintage e un pizzico del grande Morricone.

Dietro le quinte ritroviamo un produttore dal tocco magico come Dan Auerbach dei The Black Keys, che supervisiona il tutto e regala il suono «giusto» ai brani. E il dilemma si ripropone: artista vera o personaggio costruito? Poco importa, in fondo, se si supera l’ostacolo e ci si lascia avvincere dalle canzoni. Per esempio da titoli fascinosi come Cruel World, Ultraviolence, Fucked My Way Up To The Top, Brooklyn Baby e il singolo West Coast, inquieti ed evocativi contraltari all’estate dei tormentoni tutto ritmo e (forzata) allegria.

www.lanadelrey.com

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Testo: Diego Perugini

Foto: mad

Pubblicazione:
lunedì 21.07.2014, ore 00:00


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