Pepo calcherà spesso gli scalini del campanile in questi prossimi giorni. (Foto: Annick Romanski)

I segreti dell'uomo
che suona le campane

A Morcote, le sere della Novena sono scandite dal rintocco delle campane, suonate a mano. E il campanile allora si trasforma in un luogo di ritrovo. — Raffaela Brignoni

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Viene a trovarci gente da ogni parte del mondo»

Occhiali da sole, berretto di lana, barba tagliata corta e pipa in bocca: potrebbe essere un marinaio o un pescatore. Giuseppe Ardizio, alias Pepo, in riva al lago ci è nato e cresciuto, e quando racconta dei viaggi più suggestivi della sua vita, c’è sempre di mezzo una barca. Dalla navigazione sulla Loira alla crociera sul Nilo. Può raccontare quanto sia bella Morcote vista dal Ceresio, ma oggi ce la fa scoprire dall’alto del campanile della chiesa di Santa Maria del Sasso. «È unico nel suo genere», ci anticipa il morcotese, estraendo dalla tasca la chiave della porta della torre campanaria e facendoci salire in questo luogo davvero particolare. All’interno del campanile è stata ricavata una piccola sala, con tanto di tavolata dalla tipica tovaglia rossa a quadretti bianchi e un ampio camino; sulle mensole sono sistemate alcune bottiglie e fiaschi di vino.

Chi se lo sarebbe mai aspettato proprio in questo luogo? Qui ogni anno, nelle sere della Novena si ripete un’antica tradizione: la Biciocada. Un tempo i campanari venivano a suonare le campane a festa nei nove giorni che precedono il Natale. La tradizione ha subito un’interruzione di alcuni decenni e poi, su impulso di Pepo e dei suoi compagni, è rinata nel 1977. «Mi piacciono le tradizioni ma purtroppo nei piccoli paesi si vanno perdendo. Noi l’abbiamo ampliata, trasformandola in un evento natalizio aperto a tutti, modificandola in senso “mangereccio”» ci spiega.  

Aspettando il Natale
Sì, perché se un tempo la Biciocada prevedeva unicamente un concerto di campane, oggi è diventato un appuntamento conviviale. Il campanile è aperto a tutti dalle 20:30 alle 22:30, e chi si presenta non lo fa a mani vuote, ma porta una bottiglia di vino e qualche salsiccia da cuocere nel camino. La squadra di campanari si dà il cambio per garantire il concerto di campane e nel frattempo gli ospiti e i campanari in riposo mangiano, bevono e chiacchierano. «Sarebbe divertente mettere una cimice e poi ascoltare tutte le cose che si raccontano qui in quelle serate! A volte restiamo anche fino all’una di notte, quando abbiamo finito di suonare le campane da un pezzo» racconta sognante Pepo. «Sì, sono un festaiolo. Mi piace andare a vedere le feste nella regione. Qui in giro ce ne sono tante» precisa lui, che è anche presidente del comitato del carnevale di Morcote.

Intanto fervono gli ultimi preparativi in vista della Biciocada 2015. In quasi quarant’anni, Pepo e i suoi compari hanno visto centinaia di persone salire sul campanile per trascorrere una serata in compagnia. «Sono anche venute varie personalità ticinesi. Una volta sono arrivati degli scozzesi che hanno fatto un concerto di cornamuse sul campanile. Ci sono stati anche degli arabi che erano in vacanza in zona. Insomma: gente da ogni parte del mondo è venuta a trovarci. E chi lo sa, porta con sé le specialità della sua zona: caciotte, salsicce affumicate…» racconta, mostrando il libro degli ospiti in cui i visitatori, occasionali e non, riportano la loro esperienza. Vi si trovano testimonianze anche in inglese, spagnolo, francese…

Tradizioni rivisitate
Una scala in legno porta ad uno stanzino al piano superiore, dove si trova il pannello di controllo per il campanone (le altre due campane invece si suonano ancora manualmente «proprio come 50 anni fa» spiega il nostro campanaro). «Questo è il night» scherza Pepo. Le ghirlande luminose che pendono dal soffitto di questa piccola sala tradiscono il suo passato di decoratore. «Sono un fan del kitsch di Natale – ammette.  – A casa mia è tutto un luccicare, come in un film di Walt Disney».
Il biciocaro cura le tradizioni rivisitandole, ma fino a un certo punto: «In questa saletta ci vengono i più giovani. Una volta c’è stato addirittura un dj che aveva portato tutto l’impianto. Ma quando è troppo è troppo» commenta.

Un’ultima rampa di scale ci separa dalle campane: da qui sopra si gode di una vista mozzafiato sul lago e sul paese. «Sono radicato a Morcote, mi piace il campanile, e ci sono attaccato, ma fino a un certo punto però! Ho lavorato per 41 anni all’Ente turistico di Lugano.
Mi sono divertito e ho viaggiato tanto. Mi piaceva andare alle fiere, curare la decorazione, la logistica. Ho anche girato l’Europa con una bandella, abbiamo suonato pure in Cina. Sono stato un girovago. A gennaio ho previsto un grande viaggio al caldo con il gruppo con cui vado in vacanza da anni». Ma prima delle vacanze, dal 16 al 24 dicembre, assieme agli altri biciocari, suonerà le campane al freddo delle notti invernali ticinesi, brindando con visitatori di passaggio e habitué, riscaldandosi non al sole dei caraibi, ma al fuoco scoppiettante in un campanile davvero unico nel suo genere.l

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