La cantautrice Alicia Keys. A sinistra, senza trucco in un ritratto scattato per il nuovo album Here. A destra, durante «Fashion Rocks», nel 2005, a New York.

#nomakeup: giù la maschera!

Alicia Keys resta l’indiscussa portabandiera del movimento che esalta la bellezza senza trucco. Il ritrovato successo di una tendenza a più volti.  — GIORGIA VON NIEDERHÄUSERN

Ricci ribelli e viso acqua e sapone: Alicia Keys appare nella sua nuova «uniforme» anche sulla copertina di novembre di V Magazine, accreditata rivista americana di arte e moda. Da vari mesi, la cantautrice statunitense sta sfoggiando un look che sacrifica il trucco sull’altare della bellezza senza filtri. La scelta della testata, si legge sulla sua pagina web, è stata quella di onorare uno dei «leader che stanno modellando la cultura popolare», «cambiando il modo di parlare d’identità» e «ridefinendo gli stereotipi». Alicia Keys è infatti la celebrata fondatrice di #nomakeup, movimento che ha preso piede soprattutto sul web e che invita le donne a ribellarsi agli standard di bellezza imposti dalla società evitando di truccarsi.
«Per essere considerata bella, devi mascherarti», ha scritto Keys in una lettera aperta uscita a maggio su Lenny, newsletter curata dall’attrice e attivista Lena Dunham. Nel testo, l’artista ha confessato il timore a lungo provato di mostrarsi senza maquillage ed espresso la sua volontà di liberarsi dalla pressione di dover piacere. «Non voglio più nascondermi. Non il mio viso, non la mia mente, non la mia anima», ha dichiarato. Dalla scorsa estate, non c’è stato evento, video o foto in cui l’artista, uscita a inizio mese con l’album Here, non sia apparsa «al naturale». L’ondata di reazioni, negative e positive, è stata enorme.

Tra ribellione e vanità
Va detto anche che, a gli occhi di qualcuno, la campagna lanciata da Keys potrebbe presentare delle incongruenze. In un’apparizione, a settembre, in un programma della rete televisiva NBC, la musicista ha dichiarato di non essere contraria ai cosmetici: «Anch’io amo il make-up». Il senso di #nomakeup, ha affermato, è «essere se stesse». E dopo V Magazine va citato anche W Magazine. In particolare, l’intervista fatta alla truccatrice della musicista pubblicata a inizio ottobre. Intervista in cui emerge che la diva userebbe della matita per riempire le sopracciglia ed enfatizzare le lentiggini, sieri opacizzanti e autoabbronzanti. Che la tanto combattuta necessità di modificare il proprio aspetto non abbia cessato di esistere nella vita della cantante?
Al di là di ogni ipotizzabile incoerenza, il dato importante che emerge è l’enorme interesse che suscita un viso struccato. Sulle reti sociali, selfie consacrati alla bellezza naturale si sprecano. Un fenomeno che è sì tornato in auge dopo le dichiarazioni di Keys, ma che esiste già da tempo. Nel 2014, ha fatto furore la giallista statunitense Laura Lippman che, disgustata dalla perfidia con cui utenti del web stavano mortificando l’attrice Kim Novak per il suo aspetto, ha pubblicato su Twitter uno sfrontato e poco lusinghiero autoritratto fotografico senza trucco. Subito dopo, nel Regno Unito, la diciottenne Fiona Cunningham ha dato il via a una campagna di enorme successo: il #nomakeupselfie, con cui, in soli sei giorni, si raccolsero 8 milioni di sterline a favore della ricerca contro il cancro. Secondo un articolo di Daniel Miller, antropologo all’University College di Londra e studioso dell’uso dei social, questi scatti sono espressione di un’opposizione «alla pressione sociale di dover apparire seducenti. Dei selfie per combattere la cultura dei selfie», sovente basata sull’esibizione della propria appartenenza agli standard estetici imposti.


Selfie #nomakeup di Demi Lovato e Gwyneth Paltrow pubblicati rispettivamente il 9 novembre e il 27 settembre su Instagram.

Osservando i milioni (quasi 13 solo in Instagram) di foto contrassegnate con l’hashtag #nomakeup, la nuova ondata di selfie «au naturel» sembra però presentare solo in parte gli ideali di Lippman e Cunningham. Il trucco svanisce, ma non la vanità. Anche celebrità come la cantante Demi Lovato o l’attrice Gwyneth Paltrow non usano certo il movimento #nomakeup per mostrare il loro lato peggiore. Piuttosto, il messaggio in questo caso sembra essere: «Mi piaccio anche senza trucco e lo voglio mostrare al mondo».

Un atto di pura «arroganza»
Ma perché la rinuncia a eyeliner & Co. è un tema tanto forte, capace di raggiungere un vasto pubblico e creare effetto emulatore? «Scegliere di non truccarsi è il massimo dei trucchi», ci spiega l’esperta di semiotica Patrizia Magli, autrice di Pitturare il volto. Il Trucco, l’Arte, la Moda (Marsilio, 2013). «È un atto di pura “arroganza”, di chi si arroga cioè il diritto di mostrare la sua pelle, il mezzo che meglio trasuda gli stati d’animo e racconta la nostra storia». Che lo si faccia per nascondere o mettere in evidenza caratteristiche del proprio viso, apportarvi modifiche temporanee con rossetto e ombretto per la professoressa Magli non significa esibire una falsa identità: «Il trucco è uno strumento con cui riveliamo una parte di noi. Non c’è menzogna nel mostrare ciò che si vuole far vedere di sé. Il vero problema oggi è l’uniformità, non il trucco». Posta tra l’esaltazione di massa (tramite la rete) di un certo tipo di bellezza (quella naturale) e la celebrazione della propria unicità, la filosofia #nomakeup si conferma soprattutto una tendenza… a più volti.

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