Fredy Schleiss guida la «carovana» con Lara mentre, dietro, l’amico Jost Matter dirige il mulo di Luca.

A dorso di mulo sul
monte degli angeli

Nei giorni di afa, un’escursione in montagna può rivelarsi salvifica. Se poi è abbinata con un’attività particolare e un paesaggio mozzafiato, il successo della giornata è garantito

Nel XII secolo, i benedettini che fondarono il convento, chiamarono il paese Engelberg, Montagna degli Angeli. Anche se da allora si è costruito parecchio, la località non ha perduto il suo charme angelico e ogni anno la regione è visitata da decine di migliaia di turisti. In inverno per le sue rinomate piste da sci, in estate per la sua grande varietà di sentieri.

Da un versante della valle si sale al famoso Titlis e dall’altro al Ristis e fino alla capanna del Brunni, dove ci recheremo noi oggi. Per un’escursione guidata a dorso di mulo.

Un’avventura nata per caso
Sulla funivia sono tutti incollati alle finestre: si vede il piccolo centro con l’enorme convento che domina il paese, mentre chi aguzza la vista intravede dei cerbiatti che poco si curano di ciò che passa sopra le loro teste. In pochi minuti eccoci nella stazione intermedia della nostra escursione: Ristis, dove abbiamo appuntamento con Fredy Schleiss, guardiano della capanna del Brunni a 1.860 m s.l.m. Dal 2000, Fredy propone trekking a dorso di mulo a chi vuole esplorare la regione in un modo originale. L’avventura è partita un po’ per caso: «Degli amici volevano venire a trovarmi ma uno di loro non poteva camminare. Gli ho detto di venire comunque e l’ho messo in groppa a uno dei miei muli per portarlo alla capanna» ci spiega. Ha una folta barba e il suo amico Jost Matter, che oggi è venuto a dare manforte per accompagnarci nella nostra escursione, si presenta con un filo d’erba in bocca e una tradizionale camicia da alpigiano. Entrambi hanno l’apparenza burbera degli uomini di montagna, ma si sciolgono subito alla vista di Luca e Lara che oggi sono qui con i genitori per provare l’ebrezza di un’escursione in salsa «far west» nel cuore della Svizzera. Fredy e Jost aiutano i bimbi a salire sui muli e si accertano che tutto sia a posto: piedi ben posizionati nelle staffe, mani alle «redini». Ed eccoci pronti a partire.


Una meritata pausa spuntino e una sosta per ammirare l’impressionante paesaggio alpino.



Il programma prevede una gita che in circa due ore e ci porterà fino alla capanna del Brunni. Gli adulti camminano, mentre i bimbi si godono il paesaggio in groppa ai muli tenuti da Fredy e Jost. Finché anche ai genitori Tina e Pino è concesso provare: «È una bella sensazione, vero?» esclama sorridente Lara rivolgendosi a suo padre.

La gita non è troppo impegnativa, si apprezza l’aria frizzante e l’impressionante paesaggio circostante, da quassù il nome di Engelberg sembra sempre più azzeccato. Sul percorso si incrociano altri escursionisti, che guardano con un pizzico d’invidia l’allegra mini-caravana. Di quando in quando, ci si imbatte anche in qualche mandria di mucche che Fredy e Jost allontanano per permetterci il passaggio e a volte le nostre guide richiamano all’ordine i muli che tentano di discostarsi dal cammino, dove l’erba è più verde. «Sono golosi dell’erba e dei fiori di montagna» spiega Fredy. Ne approfittano per farne delle scorpacciate perché poi l’inverno qui sull’alpe dovranno accontentarsi di paglia: «Gli unici animali che restano su in montagna con noi durante l’inverno sono i muli e i gatti» sorride Fredy.
Si procede non troppo spediti, si scambiano due chiacchiere e ci si ferma per uno spuntino e per dare qualche carota anche ai muli che stanno facendo un ottimo lavoro.

Una bellissima capanna in quota
Dopo un abbondante paio d’ore, l’escursione giunge al suo termine, lasciandoci alla capanna del Brunni: un incantevole punto di ristoro. Ci sono un bel laghetto con percorso Kneipp per chi non teme l’acqua gelida e una grande area picnic attrezzata con tanto di grill. Si possono comprare le salsicce, fare picnic o andare al ristorante della capanna (che dispone anche di stanze per chi volesse pernottare in quota). Da qui, volendo, si può ripartire per uno dei numerosi sentieri ed esplorare l’altro versante della montagna. Oppure scendere a Ristis e provare la slittovia e il nuovo parco giochi per un ultimo momento di divertimento, prima di abbandonare la montagna degli angeli e avviarci a casa con lo zaino pieno di aneddoti che ci ricorderemo per anni.

Engelberg è facilmente raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici, grazie alla ferrovia a scartamento ridotto, e si presta bene per una giornata di fuga dall’afa.

Una funivia porta fino al Ristis e una seggiovia sale ancora fino alla capanna del Brunni.

Fino al 15 novembre 2015, i bambini sotto i 16 anni accompagnati da un adulto viaggiano gratis sugli impianti di risalita del Brunni. Per un trekking con i due muli di Fredy Schleiss, preventivate 2-3 ore di tempo.

L’escursione costa fr. 150.–. La capanna del CAS del Brunni è aperta tutto l’anno e raggiungibile in seggiovia. Ci sono un ristorante e stanze per gli ospiti. Con un grazioso laghetto alpino nelle immediate vicinanze e un’area picnic attrezzatissima, ha tutto quello che occorre anche per i meno organizzati.

Per maggiori informazioni:



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Testo: Raffaela Brignoni
Pubblicazione:
lunedì 10.08.2015, ore 00:00


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