«La mia guerra contro il cancro»

Anastacia sarà in Svizzera questa estate per tre concerti. Ci racconta della sua vita fatta di alti e bassi. E della sua inesauribile energia. GIOCA E VINCI IL CD "Evolution"

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TESTO: REINOLD HOENLE - FOTO: MAD

La grande cantante soul americana Anastacia sarà in Svizzera quest’estate con tre concerti: il 13 luglio Locarno (Moon & Stars), il 9 agosto a Sciaffusa e il 24 agosto al Seaside Festival di Spiez (BE). L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua vita, la sua lotta contro il cancro, la passione per i tatuaggi e il cibo preferito.

Anastacia, come sta?
La vita è dura per tutti, ma dobbiamo imparare a sopportare le difficoltà con un sorriso. E allora diventa molto più facile (ride)! Nessuno di noi sa quanto tempo gli rimane. Ecco perché dobbiamo goderci ogni giorno come se fosse l’ultimo.

È una lezione che si impara quando si hanno avuto così tanti problemi di salute come lei.
Naturalmente nessuno è contento di ricevere brutte notizie, ma bisogna affrontare le sfide e non lasciarsi intimidire. A metà del 2016 mi sentivo di nuovo così bene che ho iniziato il tour “Ultimate Collection”. So di essere in buona salute ora. Tuttavia, non è escluso che debba continuare a lottare contro il cancro.

Presto festeggerà i 50 anni.
Esatto, a settembre compio mezzo secolo. Incredibile! Considero la saggezza maturata invecchiando come una vera benedizione. Mi sono resa conto di aver perso molto tempo a preoccuparmi di cose per cui non valeva la pena angustiarsi. Cose che non si possono controllare, nei rapporti, nel lavoro e in tutti gli altri campi della vita. In realtà, non vi sono praticamente svantaggi nell’invecchiare, se non l’aumento delle malattie. Ma di questo non voglio saperne nulla!



Ora vive il suo successo in modo diverso?
No, sono contenta del mio successo, ma non è mai stato l’unico aspetto della mia personalità, l’unica mia aspirazione. Sono molto felice della mia fantastica carriera, ma sarebbe riduttivo considerarmi solo come Anastacia la cantante: io sono anche una persona.

A Los Angeles può vivere inosservata, mentre in Europa è subito presa d’assalto dai fan.
Sì, oggi mi fa piacere. All’inizio mi sentivo rifiutata come artista negli Stati Uniti. Poi ho capito che non dipendeva dal fatto che la mia voce piacesse o meno. No, qualcosa è andato storto a livello di marketing. Ci sono ovviamente persone nel mio Paese che amano la mia musica, ma i miei veri fan non sono lì. Inoltre, non credo che avrei avuto l’opportunità di conoscere tanti bei posti del mondo se fossi diventata subito una star negli USA.

Cosa le dà maggiore piacere nella vita di tutti i giorni?
Il lavoro. Mi diverto molto a fare quello che faccio. La mia voce è un dono, ma funziona solo quando sono in buona salute. E il tempo vola. Non so dire per quanti anni ancora continuerò a fare concerti a questo livello. Spero per almeno altri 30 anni... (ride.) Ammiro i Rolling Stones, che ancora oggi danno il massimo. Quando li ho visti esibirsi di recente a un concerto ho pensato: «Un domani voglio essere come loro». Ma vivo e lavoro concentrata sul presente.




Cosa è importante per lei a tavola
e ai fornelli?
Non sono una brava cuoca. E come single è più facile mangiare fuori. Il buon cibo è importante per me. Negli anni
la mia alimentazione è diventata molto più sana. Prima mangiavo molti cibi in scatola. Ora principalmente verdure e pesce. Quello che non è cambiato è la mia passione per lo zucchero, una vera droga. Cerco sempre di inserire nella mia vita dei periodi in cui mi tengo alla larga dallo zucchero. Non so se servirà ad allungarmi la vita…

Il suo cibo preferito?
Mi piace la cucina asiatica e la salsa di soia, che metto in un angolo del piatto per controllare quanta ne aggiungo alle verdure. Adoro anche il sushi.

In “Boxer” canta che c’è bellezza in ogni cicatrice. Quante ne ha lei?
Tante. Penso che le cicatrici sul corpo corrispondano a quelle dell’anima, che per la maggior parte hanno origine nell’infanzia. Molti adulti non si rendono conto di quanto possano essere drammaticamente profonde.


Alcune persone si producono
le “cicatrici” con i tatuaggi…
Sì, molti si fanno persino fare i miei stessi tatuaggi! Il mio primo grande tatuaggio è in fondo alla schiena. Lo volevo assolutamente, ma non sapevo che soggetto scegliere. Sono una persona molto spirituale, attratta dalle croci. Alla fine ho optato per Ankh, dopo aver scoperto che questo antico simbolo egizio significa “vita eterna”. È adatto a me, trasmette una meravigliosa energia ed è davvero molto bello. Sono contenta che mi piaccia ancora dopo tutti questi anni.

E i suoi fan come hanno reagito?
In realtà l’ho fatto solo per me e in un punto che quasi nessun altro vede. Non mi rendevo conto della frequenza con cui mostravo il punto vita sul palco. L’ho notato solo dopo che mi è stato chiesto.

Sono i tatuaggi uno degli stupidi errori di cui parla in “Boomerang”?
Assolutamente no! Non me ne pento affatto. Sono altri gli scivoloni che ho commesso. Cose che non rifarei mai. Ma credo che senza i nostri errori non saremmo diventati le persone che siamo.

Lo scorso anno ha fatto uno scherzo al talent show “Swedish Idol” presentandosi come candidata all’audizione.
È stato divertente. Il mio produttore Anders Bagge era membro della giuria. Abbiamo escogitato lo scherzo insieme. Gli ho detto che avrei voluto partecipare allo show e lui è stato d’accordo.

Come si è svolto il tutto?
Volevo cambiare il mio accento e il colore dei capelli, magari mettere anche un naso finto. Ma non essere in nessun caso Anastacia! La stilista di Anders mi ha aiutato nella trasformazione. È stato tutt’altro che facile (ride). Iniziando a cantare I’m Outta Love, la giuria ha capito chi ero. Solo una giurata non mi ha riconosciuta e ha detto che ero troppo nervosa e anziana per partecipare a uno show del genere. «C’è una sola Anastacia!», mi ha detto. Il che, in effetti, è vero.

Come ha reagito quando la giurata non l’ha riconosciuta?
Mi sono un po’ innervosita perché non avevo proprio idea di come comportarmi. Anders Bagge mi ha poi accompagnata fuori dal palco. Dopo essermi cambiata d’abito ho raggiunto la giuria a pranzo e lo scherzo si è concluso lì. La giurata era così imbarazzata...

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