Katrin Müller, con la casacca verde, nella gara del 22 dicembre scorso a San Candido (Italia). |
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Katrin Müller mentre si allena sulla pista di Airolo. |
Katrin Müller, classe 1989, è cresciuta e vive ad Airolo. |
Katrin, una ragazza cross
È un po’ cool, un po’ crazy e, perché no, un po’ cross, come la disciplina che pratica. È l’airolese Katrin Müller, una speranza del settore ski cross di Swiss ski. Di mamma austriaca e papà svizzero-tedesco, è nata a Zurigo, ma cresciuta in Leventina. «Sono airolese doc», puntualizza Katrin, «perché sin da neonata ha abitato in Valle. I miei genitori volevano che crescessi parlando l’italiano, quindi all’età di un anno, assieme a mio fratello di pochi mesi più grande, ci siamo trasferiti in quella che prima era la nostra casa di vacanza.
Ad Airolo cosa fai come sport se non lo sci? E infatti già a due anni ho iniziato ad “inforcarli”». L’elemento base è dunque la neve, sulla quale ha praticato dapprima lo sci alpino per poi passare quasi per caso allo ski cross. È una specialità «aggressiva» e appassionante (cfr. box) e il debutto per Katrin è stato casuale. «E pensare che volevo smettere con lo sci! Con la scuola sono stata in Vallese e lì ci hanno presentato il cross. Facevo già parte dello Sci club Airolo ed ero atleta per la Federazione sci della Svizzera italiana. Quando mi hanno spiegato che cos’era, mi hanno detto: “tu prova e vedrai che riuscirai a ingranare in poco tempo”. Così è stato e dopo una settimana ero già al mio debutto. Addirittura il capo del Freestyle di Swiss ski mi ha consigliato una gara di Coppa del mondo. E mi ha avvertita che se la prestazione sarebbe andata bene mi avrebbe tenuto conto per l’evento di Airolo.
Non sapevo neanche cosa sarebbe accaduto ad Airolo! Ho poi scoperto che mi voleva convocare per il Mondiale». Il successo è sbocciato proprio in casa, ad Airolo… «Sì, grazie al risultato ottenuto al Mondiale sono stata integrata nel team di Coppa del mondo. Oggi sono tra le cinque che si contendono uno dei quattro posti per le Olimpiadi di Vancouver». La decisione arriverà nelle prossime ore. Katrin ci tiene tanto, sarebbe la prima ticinese. Nel frattempo si allena sulle nevi di Saas-Fee, campo base del settore cross del Freestyle di Swiss ski. «Lassù possiamo sciare già da fine agosto, ma ci si deve spostare diverse volte al mese. È un bell’investimento: devo lavorare per finanziare la mia stagione». Anche se lavora come segretaria, Katrin riesce a combinare il dovere al piacere. «Durante e dopo la stagione, vado spesso in bicicletta e sudo in palestra con gli esercizi del mio preparatore Mauro Foschi». Non solo sci, ma tanti sacrifici per questa ragazza classe 1989. Che però non si fa mancare gli amici, il divertimento…
«Durante la stagione, i miei amici di Faido e Airolo li vedo poco. L’unico a starmi accanto è il mio ragazzo, ma non scia e forse è meglio così». Del settore Freestyle di Swiss ski, il cross è una delle quattro discipline con sci acrobatico, Half-pipe e Slopestyle. Il materiale è abbastanza simile a quello dello sci alpino. «Tutto il team svizzero veste Stöckli – spiega Katrina – Il casco e il paraschiena sono obbligatori. Lo sci è come quello da gigante». I consigli utili sono quelli di non iniziare subito con il cross. «Meglio di no – avverte Katrin – occorrono le basi di alpino. Ci vuole anche coraggio: quando sfidi sul circuito i tre avversari, non te la puoi fare addosso!». Verso le Olimpiadi desiderate e sognate. Chissà se vedremo Katrin Müller a Vancouver? Glielo auguriamo, anche perché ormai è già abituata alla pressione dei giornalisti… «Non sono Angelina Jolie, ma riesco per ora a tenere a bada tutti. Per gli amici e ad Airolo sono sempre “la Katrin”… tifosa dell’Ambrì-Piotta».
Ski cross: in che cosa consiste
Una gara di ski cross è composta da due fasi. Durante le qualifiche, i Time Trial, i partecipanti scendono uno ad uno. I sedici o trentadue rider più veloci si qualificano per gli Heat, dove gareggiano contemporaneamente quattro rider per ogni batteria, e i due più veloci si qualificano per il turno successivo (sistema di Coppa). Il percorso di ski cross è paragonabile a quello di uno slalom gigante, arricchito però di ostacoli e salti di ogni tipo (Jump), curve paraboliche (Bank), grandi dossi (Roller), ecc. La fase iniziale al cancelletto di partenza può essere decisiva per tutto l’andamento della gara, in particolare se il percorso non offre molte possibilità di sorpasso. La tattica ha un ruolo importante. Mentre nei Time Trial occorre «soltanto» trovare le traiettorie più rapide per effettuare il percorso, nelle batterie è decisivo scegliere il tragitto, in modo tale che gli altri atleti non possano sorpassare.
Coop mette gli sci
Coop si impegna a tutto campo per lo ski cross in Svizzera e sostiene gli atleti di alto livello e il lavoro di formazione delle nuove leve di Swiss-Ski. Alla Coop Ski cross Week del 9 al 14 marzo si misureranno i migliori rider di ski cross nelle gare di Coppa del mondo di Grindelwald e Meiringen. Nel Coop Ski cross Tour potranno misurarsi rider affermati e corridori amatoriali sotto i 16 anni. Le prossime gare: a Davos, Melchsee-Frutt, Hoch-Ybrig e Leysin. Da segnalare anche i Coop Ski cross Parks di Lenk, Davos-Parsenn, Meiringen-Hasliberg, Klosters…. Info dettagliate nei siti in calce.









