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Terre des hommes: spicchi di speranza

Testo: Isabella Visetti, fb Foto: Aldo Elena, Tdh / Florian Cella, Mad
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Il ricavato dell'azione arance ha permesso di aiutare la Casa di Terre des hommes a Massongex (VS)
Nalla Casa di Terre des hommes a Massongex (VS) sono ospitati i bambini dopo interventi chirurgici in Svizzera.
I ragazzi ritrovano la propria senerità imparando giocando.
Marisa Rathey è vicepersidente del gruppo di lavoro Ticino Terre des hommes.

Terre des hommes organizza all’inizio di marzo la tradizionale vendita della arance. Anche Coop s’impegna. E voi?

Anche quest’anno, il 5 e il 6 marzo, in diversi punti vendita Coop di tutta la Svizzera Terre des hommes - aiuto all’infanzia (Tdh) promuove la vendita di arance. Il ricavato di questa iniziativa, una fra le più vecchie tra quelle di Terre des hommes, è destinato a progetti a favore della salute di mamme e bambini, per facilitare l’accesso alle cure mediche di base e gli interventi chirurgici specialistici a bambini gravemente malati, sia nel loro paese, sia in Svizzera. Nel 2009, in Svizzera, sono state vendute 250mila arance, con un incasso di oltre 570 mila franchi. Questo importo permette per esempio a Terre des hommes di coprire i costi annuali dei suoi progetti sanitari in Senegal e Guinea che coinvolgono 18mila bambini. Ogni anno, grazie anche agli introiti della vendita delle arance, sono almeno 200 i bambini ospitati nella Casa di Terre des hommes a Massongex, in Vallese, prima e dopo essere stati operati negli ospedali universitari di Losanna e Ginevra.

«Nella Svizzera italiana – precisa Marisa Rathey, vicepresidente del Gruppo di lavoro Ticino di Tdh – l’azione delle arance viene effettuata solo dal 2001. Lo scorso anno sono state vendute 10.200 arance e sono stati incassati poco più di 22mila franchi». Terre des hommes è la più grande organizzazione svizzera di aiuto all’infanzia e quest’anno compie 50 anni. «Questa sua “specializzazione” per l’infanzia è stata la ragione che mi ha spinto a collaborare con Terre des hommes quando lasciai la presidenza dell’Acsi, l’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana», spiega Rathey. «I bambini toccano il cuore, sono indifesi e vulnerabili, sono bisognosi del nostro aiuto e non giudicano». Nella Svizzera italiana, la figura di Marisa Rathey viene infatti collegata all’Acsi, di cui è stata presidente per quasi 12 anni, ma il suo impegno sociale ha toccato anche altri settori. «Ho un côté umanitario molto sviluppato», dice con una semplicità disarmante. Quando nel 1998 entra nel Gruppo Ticino di Tdh, di cui un anno dopo diventa presidente, carica che ha lasciato nel 2007, la motivazione che la spinge è quella di sempre: aiutare gli altri.

«Anche il Gruppo Ticino di Tdh quest’anno festeggia un anniversario importante: 25 anni di vita. In origine è nato su iniziativa dei genitori che avevano adottato un bambino grazie a Tdh che, all’epoca, era l’unico referente a Sud delle Alpi per chi volesse fare un’adozione», afferma Rathey. «Ora è unicamente la sede centrale di Losanna ad occuparsene. Tdh punta su adozioni nei paesi d’origine dei bambini, mentre nel caso di quelle internazionali verifica con ricerche approfondite che il bambino sia veramente orfano e che non abbia più alcun famigliare che possa occuparsi di lui nel suo paese. Per esempio ad Haiti, già prima del terremoto, si sapeva che circa il 90% dei bambini in istituti e orfanotrofi non erano orfani».

La discussione sull’opportunità o meno di adottare i bambini haitiani dopo il sisma di gennaio, ha reso di nuovo attuale il tema dell’adozione internazionale. «Noi crediamo in un aiuto mirato e a programmi d’intervento specifici. Terre des hommes è attiva ad Haiti da 20 anni con progetti contro la malnutrizione. Il fatto di essere già sul posto, ci ha resi subito operativi e continueremo a esserlo anche quando i riflettori su Haiti si spegneranno», puntualizza Marisa Rathey. Forse un’arancia non basta per addolcire la realtà, ma di sicuro quelle vendute da Terre des hommes hanno un sapore che sa di giustizia e un succo che profuma di speranza. Marisa Rathey non si scoraggia: «Mi ricarico con la fede, e mettendo in pratica il consiglio del fondatore dello scoutismo Robert Baden-Powell, che suggeriva di adoperarsi per lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si era trovato».

«I bambini sono il nostro futuro»

Coop s’impegna da tempo in favore dei bambini meno fortunati e sostiene l’azione arance di Terre des hommes.

Cooperazione: L’impegno in favore di un progetto per i bambini non fa proprio parte delle priorità della grande distribuzione…

Lorenz Wyss: Posta in questo modo, la domanda è già quasi cinica. Coop s’impegna da tempo nel campo sociale. Nel nostro Paese, ad esempio, con il Padrinato Coop per le regioni di montagna, all’estero, invece, in casi di necessità. L’intervento più recente è il milione di franchi donati ad Haiti.

Come si presenta l’impegno per la casa di Terre des hommes a Massongex in Vallese?
Coop coordina l’ordinazione delle arance ed è responsabile per tutte le questioni logistiche. Inoltre, versiamo 10mila franchi a Terre des hommes per quest’iniziativa mirata.

Perché prendete in considerazione proprio Terre des hommes?
Sosteniamo anche altre organizzazioni svizzere, come «il tavolino magico». Ma i bambini sono la nostra speranza, il nostro futuro. Hanno il diritto a un futuro migliore, alla salute e all’educazione.

I punti di vendita nella Svizzera italiana

Sabato 6 marzo, all’entrata delle Coop di Bellinzona, Bioggio, Castione, Giubiasco, Losone, Lugano Nord, Melide, Pregassona, Roveredo/GR, Sant’Antonino, Serfontana, Solduno, Tesserete, Viganello e Canobbio si potranno acquistare a 2 franchi l’una le arance di Terre des hommes. A Castione la vendita inizia venerdì 5 marzo. L’incasso netto sarà destinato ai progetti di Tdh per migliorare la salute delle famiglie, garantendo l’accesso alle cure mediche di base e interventi chirurgici specialistici a bambini con gravi malattie.

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