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Onore alla confezione: mantiene freschi gli asparagi. |
La coltivazione di asparagi ha creato molti posti di lavoro in Perù. Grazie a una pellicola high-tech, gli asparagi bianchi giungono in Europa via nave, freschi di raccolto e con un impatto ambientale minimo.
Aprile, maggio e giugno è per eccellenza il periodo degli asparagi. Ormai sono in pochi a saperlo, visto che gli asparagi bianchi sono disponibili nei supermercati già da ora. Sono quelli coltivati dai contadini peruviani nelle zone desertiche del Perù settentrionale, a ben 13.000 km di distanza dalla Svizzera. Ma ora comprare e mangiare a marzo gli asparagi bianchi ha un impatto ambientale ridotto. Gli asparagi bianchi peruviani, infatti, arrivano in Europa via nave, percorrendo l’enorme distanza con effetti sull’ambiente pari, o addirittura inferiori, a quelli provocati dal trasporto dei prodotti provenienti dall’Europa meridionale. Tutto questo lo si deve a una speciale pellicola sottile, che crea all’interno della confezione di asparagi un microclima che riduce la loro attività di traspirazione. A una temperatura da 1 a 2°C, gli asparagi cadono in una specie di «letargo», restando freschi molto a lungo. «Le confezioni conservano la loro freschezza fino agli scaffali Coop», spiega Siggi Wiehl, dell’azienda importatrice di asparagi Verdeimport. Il trasporto, dalla raccolta ai negozi Coop, dura da 20 ai 25 giorni, di cui circa due settimane e mezzo in mare. Una volta arrivati in negozio, ma anche a casa, gli asparagi in frigorifero si conservano ancora bene.
Il fatto che gli asparagi dal Perù non siano più importati per via aerea, ha migliorato decisamente il loro bilancio di CO2: il loro percorso – 200 km su strada per raggiungere il porto, poi in nave verso l’Europa e ancora su strada fino in Svizzera – provoca l’emissione di soli 228 grammi di CO2 per chilo di asparagi. Per via aerea, le loro emissioni erano superiori a 17 chilogrammi di CO2: una differenza netta, che si spiega con un sistema di trasporto navale a basso consumo. Una moderna nave container emette soltanto circa 7 grammi di CO2 per chilometro e tonnellata di merce trasportata (tonnellata-chilometro), un aereo circa 40 volte di più e un autocarro di ultima generazione circa 50 grammi di CO2.
Oltre a giovare all’ambiente, gli asparagi peruviani sulle nostre tavole hanno anche un’importante finalità sociale, spiega Siggi Wiehl: «Per il Perù gli asparagi sono un prodotto esclusivamente di esportazione, vista l’assenza di consumo interno». In sintesi, rappresentano una sorta di investimento agroindustriale. «In Perù non esistevano gli asparagi», continua Wiehl, «sono stati introdotti perché qui le condizioni climatiche sono ottimali e i costi convenienti».
Gli asparagi sono coltivati nelle aride zone desertiche del nord del Paese e la loro coltivazione e lavorazione ha creato negli ultimi 5 anni circa 80mila posti di lavoro, una cifra ancora più impressionante se si pensa che questa regione è priva di industrie. L’industria degli asparagi garantisce il sostentamento di circa un milione di persone: «Gli asparagi hanno portato il lavoro in un Paese che ne era assolutamente privo, e ben il 60% dei dipendenti sono donne», afferma Siggi Wiehl. Tutto ciò è una vittoria contro la fuga dalle campagne, in quanto ha creato microeconomie e piccoli commerci.
Novità: asparagi verdi anche dal Marocco
Coop intende ridurre il trasporto aereo. Gli asparagi verdi novelli saranno coltivati in Marocco invece che in Perù.
Cooperazione: Perché Coop non trasporta anche gli asparagi verdi, come i bianchi, via nave?
Christoph Widmer: Gli asparagi verdi sono più delicati, dopo un lungo viaggio in nave sarebbero immangiabili.
Conosciamo
bene le esigenze dei nostri clienti ed è per questo che, per avere
asparagi a febbraio e marzo, Coop ha avviato una nuova produzione di
asparagi verdi in Marocco. Quest’anno verrà venduto il primo raccolto.
Poi, di regola, a partire da metà marzo, sono disponibili gli asparagi
verdi provenienti dalla Spagna.
Questo segna la fine dell’importazione attraverso i mezzi aerei di asparagi?
Molti consumatori amano gli asparagi verdi, ma evitano però di acquistarli, proprio perché vengono trasportati per via aerea…
È
il nostro obiettivo. Il raccolto della coltivazione in Marocco, ancora
insufficiente, non ci permette di evitare del tutto le importazioni per
via aerea. Coop rinuncia alle azioni su questi prodotti, riducendo così
le importazioni per via aerea di asparagi verdi del 30%, solo
nell’ultimo anno. Ciò equivale a una riduzione di 7.200 tonnellate di
CO2. I prodotti importati per via aerea sono contrassegnati dal marchio
«by air» e le loro emissioni di CO2 sono compensate.
Riduzione del CO2: le garanzie del logo «by air»
Come primo grande distributore svizzero, Coop ha introdotto la dichiarazione per i prodotti trasportati per via aerea. Quest’ultimi – prevalentemente frutti esotici, verdura e carne proveniente da oltreoceano – sono infatti contraddistinti con un logo che raffigura il simbolo di un aereo e che riporta la scritta «by air». Ciò garantisce che il CO2 del trasporto aereo sia compensato attraverso il Wwf, il tutto all’insegna della trasparenza.








