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Napf (LU): il piccolo Klondike svizzero

Testo: Mirko Stoppa
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La ricerca dell’oro nei fiumi è davvero un gioco da ragazzi; imparare la tecnica, pure.
Alcune pagliuzze d’oro trovate nei fiumi, del peso di centesimi di grammo.
Un’altra tecnica per trovare l’oro consiste nel far scorrere su una scaletta la sabbia raccolta nel fiume.
Con la batea, la sabbia già trebbiata viene passata al setaccio in cerca delle pagliuzze d’oro.

La parola «oro» è magica. Richiama alla mente ricchezze, speranze, sogni. Una febbre dell’ oro svizzera non c’ è mai stata. Nella regione del Napf (LU) si cercano le pagliuzze per divertimento.

 

Parlare di ricerca dell’oro e non pensare all’omino interpretato da Charlie Chaplin ne «La febbre dell’oro», è quasi impossibile. Ebbene, chi oggi cerca il prezioso metallo in Svizzera, non ha proprio nulla da spartire con Chaplin; si cerca l’oro per divertimento, per trascorrere una giornata diversa, perché – siamo onesti – spalare, trebbiare, lavare la sabbia, faticare e sudare per ore per una pagliuzza d’oro del peso di 0,1 grammi, non è da tutti. Ricchi, in ogni caso, non si diventa. «Da trent’anni cerco l’oro e continuo a farlo per divertimento» afferma Stefan Grossenbacher, titolare della Goldprospector ed esperto ricercatore d’oro nei fiumi; «se ne avessi trovato molto, avrei smesso di lavorare da un pezzo…».


Così, con un nuovo gruppo
si avvicina ad alcune anse del fiume che attraversa la regione del Napf. Ci sono famiglie, gruppi di amici, ma anche professionisti che si concedono una giornata all’aperto, che vogliono mettersi alla prova e, per un momento, vivere come gli avventurieri del Klondike, la regione tra Canada e Alaska, dove nel 1896 si scatenò una vera corsa all’oro. «Dopo una breve introduzione sulle particolarità dell’oro nei fiumi, spiego come fare per lavare la sabbia, maneggiare la batea e fare in modo che le piccole pagliuzze rimangano sul fondo della “padella”. L’oro nella batea non si perde, a meno che la si rovesci…» continua Grossenbacher mentre infila gli stivali di gomma.
Questo oro arriva dal monte Rosa, ma durante il suo lungo percorso si consuma, si assottiglia, fino a diventare una sottile lamina. Per questo si deposita sul fondo della batea. Ma prima di arrivare nella batea, il materiale del fiume va spalato, trebbiato con tecniche che si imparano in meno di un quarto d’ora.
«Mentre muove la batea per separare i minerali leggeri da quelli pesanti, la gente ritrova una calma incredibile, entra in un’altra dimensione».

«La speranza è l’ultima a morire; qui si trova sempre un poco d’oro, certo non come lo scorso autunno, quando è emersa una pepita da 2,1 grammi, la più grossa che si sia trovata.
Ma è l’esperienza che conta più di tutto: con il tempo si sa dove l’oro potrebbe essersi depositato. La tecnica aiuta nel lavaggio del materiale fluviale e la fortuna è un bonus che purtroppo non posso garantire ogni volta che esco con un gruppo sul fiume» afferma sorridente Grossenbacher mentre mi mostra dodici grammi di pagliuzze racchiuse in una provetta di vetro.

Chi partecipa a queste giornate ha una forte motivazione, ma anche delle aspettative: trovare a tutti i costi dell’oro, sognare per un momento di fare fortuna e vivere da ricco.
Ma il valore e la quantità di questi ritrovamenti sono minimi (anche se l’oro trovato nei fiumi ha un valore maggiore rispetto a quello in barre). Ciò che dà sicuramente maggiori soddisfazioni è la scoperta di una piccola pagliuzza gialla tra i granelli di sabbia.

Informazioni

Per una pagliuzza d’oro

Da aprile ad ottobre è possibile trascorrere una giornata (dalle 9.15 alle 15.15) alla ricerca di pagliuzze d’oro nel fiume della regione del Napf. Il prezzo a persona è di 75 franchi (giovani dagli 8 ai 16 anni 45.–; scolaresche 25.–). Le date sono da concordare. Indispensabili gli stivali (si possono noleggiare a 5.–) e il pranzo al sacco o per la grigliata. Gli attrezzi di lavoro sono messi a disposizione. Le informazioni sono in lingua tedesca o inglese e non occorre una particolare formazione o allenamento.Informazioni e prenotazioni: Gold Prospector, Stefan Grossenbacher, Ridlistrasse 30, 6375 Beckenried, tel. 041 622 13 90.

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