tempo libero&cultura 

Poschiavo (GR): le antiche streghe

Testo: Franz Bamert Foto: Yannick Andrea
Stampare Inviare
«Orsina De Doric» nella Torre a Poschiavo. Fu una delle trecento donne processate per stregoneria dal XIV al XVIII secolo.
Tutto vero: il verbale di un processo alle streghe a Poschiavo.
La finestra della cella in cui erano rinchiuse le streghe.
Catena ai piedi: una misura di tortura e di controllo.
Il panorama mozzafiato della bellissima Valposchiavo.

Poschiavo presenta al pubblico un capitolo buio della sua storia, quella della caccia alle streghe, dal XIV al XVIII secolo.

Orsina, hanno preso Orsina! La notizia si diffonde nel paese in men che non si dica. Le mamme chiamano i loro bambini. Chiudono ben bene le porte e pregano affinché Dio li protegga dal destino a cui l’Orsina dovrà far fronte. Corre l’anno 1631, a Poschiavo Orsina De Doric viene arrestata dagli sgherri del Podestà, il sindaco del comune di Poschiavo, e portata nella Torre detta La Tor. Per ragioni di semplificazione del sistema giudiziario, il Podestà, oltre a rappresentare l’accusa, è anche il giudice. La giovane donna viene interrogata e messa alla gogna, subendo l’8 luglio la prima tortura. Sono già trascorsi un paio di secoli da quel giorno. Ma ancora oggi viene la pelle d’oca ogni volta che Karin Zanolari, la nostra guida, racconta questa storia ai visitatori. Sembra quasi che Orsina De Doric sia stata giustiziata ieri, tanto più se la storia viene raccontata o messa in scena nella stessa torre e nelle stesse stanze dove si svolsero il processo, l’interrogatorio e le torture della giovane Orsina, decapitata, bruciata e poi sotterrata in una borgata chiamata «Millemorti». E non fu la sola: dal XIV al XVIII secolo, a Poschiavo ci furono circa 300 processi per stregoneria. Si trattava principalmente di donne, spesso povere, quasi tutte in giovane età.

L'obiettivo, prima dell’Inquisizione romana, poi del ceto elevato locale, era di trovare un proprio tornaconto. La vittima veniva perquisita fin nelle parti intime, alla ricerca del bollo del demonio, messa alla gogna nuda per essere umiliata e torturata nel più crudele dei modi: il cavalletto era uno sgabello a tre gambe affilato sul quale venivano fatte sedere le donne. Sollevandoli, si provocava la slogatura delle braccia nelle articolazioni. Per evitare che la vista delle vittime ai processi facesse una cattiva impressione, le articolazioni venivano di nuovo messe a posto. Chi ha avuto almeno una volta le dita schiacciate dalla porta, può farsi una minima idea di cosa significhi schiacciare i pollici.

Ovviamente accusa e giudice (in un’unica persona), sgherri, torturatori e carnefici dovevano essere pur retribuiti in qualche modo. Quindi si confiscava quel poco che era in possesso delle streghe e delle loro famiglie. Se pensate che stiamo un po’ esagerando, vi sbagliate: ben 123 processi sono documentati in modo accurato e scrupoloso. Nei documenti si possono leggere anche le motivazioni delle loro accuse: chi aveva fatto ammalare animali e persone, chi aveva scatenato allagamenti e valanghe e chi aveva addirittura concluso un patto col diavolo. Ai vari incontri tra streghe il demonio appariva in forma di gatto, cane o caprone: le fantasie sessuali degli uomini non avevano limiti. Si dice che Orsina De Doric abbia dato perfino la vita a due mostri.

Durante le visite attraverso i tempi più bui della Valposchiavo, viene reinscenato il processo a Orsina de Doric, e i partecipanti sono persecutori e perseguitati allo stesso tempo. Vengono inoltre rappresentati gli scenari nei quali avvenivano tali mostruosità: povertà, ignoranza, fame, e i rapporti di forza avevano un ruolo importante. Oggi la meravigliosa valle è un paradiso per gli amanti della buona tavola, della cultura e della natura.

A nord della Valposchiavo si può ammirare il Bernina perennemente innevato, a sud godersi la brezza proveniente dal Mediterraneo. Nella piazza dove le streghe venivano messe alla gogna, oggi è tutto un allegro andirivieni. Solo di notte, percorrendo da soli i vicoli del posto, si rischia di ritrovarsi davanti alla Tor. E a un tratto si sente un brivido correre lungo la schiena.

Info
Caccia alle streghe

Il viaggio nel passato inizia con una visita guidata sulla Piazza di Poschiavo. Poi vengono inscenate nella torre in modo interattivo tutte le scene del XVII secolo, quindi sulla scena originale. È possibile vedere delle copie di alcuni atti del processo. La visita guidata dura un’ora e mezza, il prezzo è di 140 fr. per gruppo, inclusa la tisana delle streghe. Per ulteriori informazioni e iscrizioni: tel. 081 844 05 71.

Commenti dei lettori (1).

pietro cugliandro, 6. marzo 2011, 17:26 ore info fantastica l'iniziativa di far rivivere la storia con vere rappresentazioni....... E' possibile avere informazioni sulle date ed i costi per singoli e famiglie attraverso e-mail? grazie

Commenti dei lettori (1)

pietro cugliandro, 6. marzo 2011, 17:26 ore info fantastica l'iniziativa di far rivivere la storia con vere rappresentazioni....... E'[...] per saperne di più
Altri commenti
Scrivere un commento
* Campi obbligatori

Trasferite il codice nel campo:
Trasferite il codice nel campo
201035 newsletter quer Iscriviti alla newsletter gratuita di Cooperazione e ricevi ogni mercoledì un'email con i nuovi concorsi, le interviste, i reportage e tutti i contenuti del nostro settimanale.


 
© 2011 Cooperazione