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La seconda giovinezza di Bud Spencer

Testo: Thomas Carta Foto: Gianni Caramanico/mad
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Un fermo-immagine da un episodio della serie «I delitti del cuoco», in onda su Canale 5.
«Altrimenti mi arrabbio», l’autobiografia di Bud Spencer.

L'ottantenne e mitico Bud Spencer ci racconta la sua vita, i suoi progetti cinematografici, editoriali, musicali e... delle patate arrostite svizzere.

Squilla il telefono. Le 11 e un quarto sono passate da poco. È Bud Spencer. O Carlo Pedersoli, come lui preferisce essere chiamato. «Mi scusi, ero bloccato nel traffico di Roma», spiega. «So che ci saremmo dovuti sentire alle 11. E pur essendo napoletano, io alla puntualità ci tengo. In questo, mi sento molto svizzero». L’unicità del «Grande Gigante Gentile» (da un titolo di un libro di Roald Dahl) sta proprio qui, nell’umiltà che lo ha reso celebre. 118 film, di cui 112 da protagonista o coprotagonista. E molti progetti ancora da realizzare. Alla faccia degli ottant’anni festeggiati lo scorso ottobre.

Cooperazione: Al di là degli stereotipi, lei conosce piuttosto bene il nostro Paese, e il Ticino in particolare. Non è vero?
Bud Spencer: Per decenni ho pilotato aerei ed elicotteri. L’esame che mi consentiva di volare in Svizzera l’ho sostenuto proprio a Locarno. Ma ero autorizzato ad atterrare anche a Lugano, sebbene la fase d’avvicinamento sia piuttosto complessa.

Ora non vola più?
Solo di fianco ad altri piloti. La visita medica l’ho superata. Comunque, sa com’è: in strada, guidando, se non ci si sente bene si accosta. Con l’aereo è un po’ più difficile.

A Locarno è pure stato ospite del Festival del film, nel 2004. Piazza Grande applaudì fragorosamente «Cantando dietro i paraventi»…
Be’, questa di Ermanno Olmi è stata una delle poche opere in cui sono stato un attore e non un personaggio.

Intende dire che la popolare immagine di Bud Spencer le va stretta?
Il successo di Bud Spencer non è ascrivibile a me, bensì al pubblico. Nella mia autobiografia uscita alcuni giorni fa (Altrimenti mi arrabbio, Aliberti editore, ndr). Carlo Pedersoli e Bud Spencer litigano in continuazione. Perché uno è reale. L’altro no, e in una notte potrei decidere di distruggerlo.

Al momento le piace ancora?
Certo. E sa perché? Quando la gente mi ferma per un autografo o un saluto, inizia sempre con queste parole: «Mi scusi se la disturbo». Allora io rispondo: «Quando voi non mi “disturberete” più, significherà che sono finito».

È una scaramanzia per mantenersi giovane?
No. È per restare con i piedi per terra. Noi non siamo nessuno. E chi tenta di essere qualcuno, rischia di pagare pegno. L’abbiamo appena rivista in TV con la fiction «I delitti del cuoco». Ha pubblicato un libro. E in autunno uscirà un suo album musicale intitolato «Futtetenne».

Di cosa si tratta?
«Futtetenne», in napoletano, significa «fregatene». È la mia filosofia di vita. Questi brani, da me scritti, musicati e cantati, cercano di spiegarla. Nella canzone che dà il titolo all’opera, a un certo punto osservo: «Se ti guardi allo specchio e ti accorgi che la vecchiaia è arrivata, falle una gran pernacchia, ridi, ridi, ridi e futtetenne».

Lei è credente?
Sì, credo in Dio. Tutti noi crediamo in qualcosa. Non possiamo farne a meno.

Sembrerà banale, ma come riesce a conservarsi così in forma?
Grazie all’attività fisica. Carlo Pedersoli ha partecipato a due Olimpiadi, nel 1952 e nel 1956, e ha praticato gli sport più disparati. Sarà antico, ma non vecchio: il corpo talvolta urla il suo rifiuto, eppure il cervello da 28enne ha la meglio. Mi permetta però di aggiungere una cosa.

Prego…
Non ho mai voluto inviare messaggi al pubblico. Ma non trascurate mai la dignità e la decenza di non credere di poter fare tutto.

Per concludere: la Svizzera secondo Bud Spencer. O Carlo Pedersoli, faccia lei.
Siete il fiore all’occhiello dell’Europa. Da preservare. Da voi i migliori sono in grado di andare avanti. In Italia, ahimè, no. Eppoi… Poi? Da buongustaio, devo ammetterlo. Le Bratkartoffeln (patate arrostite, ndr) elvetiche sono insuperabili.


Concorso
Aliberti editore mette in palio 3 copie di
«Altrimenti mi arrabbio», l’autobiografia di Bud Spencer »

Commenti dei lettori (3).

Dino (da Malta), 12. luglio 2010, 21:02 ore Sei un mito Ho fatto un 'search' sul google con le parole 'bud spencer fregatene' e ho visto questo aricolo. Sapevo che fregatene e il suo motto. Se stai legendo, sei un ispirazione e hai contribuito molto nella scena del cinema. Ti guardo da una vita e complimenti. Grazie.
Ado Bader, 30. giugno 2010, 15:36 ore I mitici anni '70: la gloria del cinema italiano di genere! Bellissima intervista, per un attore che ha incarnato un personaggio mitico in un momento di gloria del cinema italiano di genere al box-office (gli anni '70). Oggi il cinema tricolore ci propina inutili commedie giovanilistiche e di bassa lega (peraltro volgari). Ai tempi di Bud Spencer e Terence Hill, si respirava la leggerezza del cinema di intrattenimento puro e mai cinico. Complimenti a Cooperazione per l'interessante intervista!
Romy, 29. giugno 2010, 23:19 ore vai Bud! MI TI CO!!!

Commenti dei lettori (3)

Dino (da Malta), 12. luglio 2010, 21:02 ore Sei un mito Ho fatto un 'search' sul google con le parole 'bud spencer fregatene' e ho visto questo[...] per saperne di più
Ado Bader, 30. giugno 2010, 15:36 ore I mitici anni '70: la gloria del cinema italiano di genere! Bellissima intervista, per un attore che ha incarnato un personaggio mitico in un momento[...] per saperne di più
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