Con il prosciutto è un classico. Perfetto con il Porto. L’importante è saper scegliere: sodo quanto basta, buono più che si può.
Le varietà. Elegante e raffinato, ma anche allegro e solare, il melone è
il frutto-simbolo della bella stagione. Tre, essenzialmente, le
tipologie: il retato ha buccia beige chiaro retata e rugosa e una polpa
molto dolce e di color arancione. Della «famiglia» dei cantalupi
troviamo il melone Charentais, dalla buccia liscia, divisa a spicchi. La
sua polpa è molto zuccherina, profumo e colore sono intensi. Infine, i
gialletti, tipo melone Galia, dalla buccia gialla con polpa di colore
bianco verdastro e zuccherina.
Curve
perfette. Già nell’antico Egitto i meloni avevano conquistato gli
uomini. Il faraone Ramses II era un loro estimatore: «Con le loro curve
perfette, i loro colori caldi e la loro dolcezza irresistibile sono i
frutti più “sensuali” creati dagli dei».
Perché
fa bene. Il melone è ricco di acqua, contiene fibre, sali minerali, in
particolare il potassio, molto utile nel caso di forte sudorazione, e ha
poche calorie. Quindi, anche mangiando il melone più dolce del mondo,
non si deve avere paura dei chili di troppo. Di solito la percentuale
d’acqua di questi frutti è del 90% circa e proprio per questo ci sono
pochissime calorie.
Come sceglierlo. La
maturazione dei meloni è una sorta di scienza a sé: solo quelli che
maturano sui campi, riescono a pervadere l’atmosfera circostante della
loro inconfondibile dolce fragranza. Il profumo, quindi è un criterio
molto importante per la scelta. Contrariamente alle angurie,
picchiettare il melone con le nocche delle dita non sembra essere
decisivo. Inoltre, è preferibile scegliere quelli più pesanti, perché un
melone leggero è acquoso. Perfino questo attesta la loro maturazione.








