La violinista luganese Maristella Patuzzi, 23 anni, ha vinto il premio «Francesco Geminiani».
È l’ultimo di una lunga serie il premio «Francesco Geminiani» vinto dalla violinista luganese Maristella Patuzzi (23). Un vero enfant prodige. «Da piccola vincevo ogni concorso: sembrava un gioco», afferma con candore. Nata in una famiglia di musicisti, a tre anni ha cominciato con il pianoforte, a quattro si è dedicata anche al violino. A otto si commuove ascoltando il violinista israeliano Itzhak Perlman e pensa che non riuscirà mai a suonare lo stesso brano alla medesima velocità. Si sbagliava. A 17 si diploma a pieni voti, lode e menzione speciale al Conservatorio di Milano.
Poi consegue il performer diploma e il master in violino all’Indiana University a Bloomington (USA). Ora sta studiando per il secondo master al Conservatorio della Svizzera italiana. Le piace insegnare pianoforte, nuotare, andare in bici e giocare a calcio. Maristella vuol diventare una grande concertista e incidere molti CD. Lo dice con semplicità. «L’ideale sarebbe poter dare due concerti a settimana: per me suonare è come fare una bella vacanza». Se volete viaggiare con lei sulle ali della musica, andate ad ascoltarla il 14 agosto (h. 20.45) alla chiesa di Sorengo.










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