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Coop: prezzi bassi grazie all’euro debole

Testo: cam Foto: Fotolia
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Da gennaio l'euro ha paerso il 10% del suo valore.

A seguito dell’ euro debole, i prodotti provenienti dall’ Europa sono più convenienti. Ne consegue che Coop trasmette il cambio favorevole ai clienti.

Cooperazione: Coop riduce i prezzi di più di 150 articoli in media del 10 percento. Perché Coop lo può fare?
Christian Guggisberg:
Dall’inizio dell’anno l’euro è sceso fino al 10 percento. Per questo i prezzi dei prodotti che acquistiamo dalla zona euro sono più vantaggiosi. Trasmettiamo i margini di questo cambio favorevole ai nostri clienti come abbiamo sempre promesso. Gli adeguamenti dei prezzi avvengono ora perché nel caso di prodotti a lunga conservazione c’è sempre un certo ritardo. Vi sono stock di magazzino acquistati a un prezzo più alto e che devono prima essere smaltiti. Inoltre, seguiamo l’evoluzione del cambio su un periodo più lungo. La stessa cosa vale per l’aumento dei prezzi: anche in questo caso la conversione avviene con un certo ritardo.

E nel caso di frutta e verdura? Qui non si tratta di merciimmagazzinate.
Ogni settimana compriamo all’estero frutta e verdura fresche. Per questi prodotti trasferiamo immediatamente il cambio favorevole ai nostri clienti. Questo ha portato a una diminuzione dei prezzi, in parte significativa, già a partire dalllo scorso gennaio. Attualmente questo fenomeno interessa la frutta estiva come i meloni, le pesche, e le albicocche che importiamo da Italia, Spagna e Francia.

Quali sono i prodotti che godono di questi ribassi?
Riduciamo essenzialmente i prezzi di tutti quegli articoli che acquistiamo noi stessi in Europa e che paghiamo in euro. Si tratta di oltre 150 articoli alimentari come per esempio la baguette, la mozzarella, la pasta, le pizze surgelate, il pesce surgelato e numerosi prodotti non alimentari. Ma compriamo anche numerosi prodotti dalla zona euro presso importatori svizzeri, pagandoli in franchi svizzeri.

E questi articoli non diventeranno più convenienti?
Dipende. Ci sono fornitori che trasmettono il loro guadagno sul corso di cambio. Altri fornitori fanno invece valere, oltre alle materie prime, anche gli stock di magazzino, soprattutto per quanto riguarda i prodotti a lunga conservazione. Nel caso delle conserve, ciò riguarda anche i nostri magazzini. Gli imballaggi e alcune materie prime di produzione agricola quali latte, caffè e cacao sono effettivamente rincarati. Riteniamo tuttavia che queste motivazioni siano giustificabili solo in parte, per cui proseguiamo le trattative con i fornitori.

Quali fattori, oltre alle oscillazioni dei cambi, determinano la formazione dei prezzi?
In primo luogo l’offerta e la domanda e in seguito la situazione del raccolto. Per i prodotti freschi, questo fattore è assai più decisivo delle oscillazioni dei cambi. L’anno scorso, per esempio, abbiamo avuto raccolti eccellenti nella maggior parte delle aziende agricole, per cui i prezzi erano bassissimi. Nel 2010 i prezzi nella zona euro sono di nuovo aumentati.

Le aziende esportatrici sperano che l’euro riprenda quota. Cosa succederà con i prezzi se ciò avvenisse?
Per il momento presumiamo che l’euro rimanga basso. Se il cambio dovesse ricominciare a salire, dovremmo aumentare in parte anche i prezzi – ma comunque con un certo ritardo.

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