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Auto elettriche: un mercato in tensione

Testo: René Schulte Foto: Getty Images, Christian Lanz, Mad
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Lino Guzzella è professore di termotronica al politecnico di Zurigo.
Autocarro Coop a combustibile bio.

Almeno per i prossimi anni, un vettore energetico come la batteria non ha nessuna chance contro i propulsori a benzina o diesel.

Lino Guzzella è una persona pragmatica, abituata ad analizzare i fatti scientificamente. Docente al Politecnico di Zurigo, Guzzella crede ai numeri e alle leggi della fisica. Ma se gli chiedete un parere sulla campagna per la promozione delle auto elettriche, potrebbe rispondervi per le rime. «No. Nei prossimi vent’anni la batteria non riuscirà mai a soppiantare i motori a combustione. È pura fantasia». Il motore elettrico è nato prima di quello a benzina e del diesel. Ma non è mai riuscito a imporsi. Sarebbe ora di chiedersi il perché. Incuranti delle critiche, i grandi Gruppi automobilistici si sono sfidati in una lotta all’ultimo sangue. Il riscaldamento climatico, le riserve di petrolio in via di esaurimento e la maggiore attenzione del consumatore per le problematiche ambientali hanno spinto le grandi Case a cercare soluzioni alternative. General Motors, BMW o Smart (Mercedes) hanno sviluppato e sperimentato veicoli completamente elettrici. I primi modelli in serie realizzati da Mitsubishi, Peugeot e Nissan saranno presto lanciati sul mercato. Ogni indizio lascia presagire che l’automobile elettrica sarà la protagonista del futuro.

Guzzella non è sorpreso. «Sono un ingegnere non un profeta». Nel prossimo futuro un vettore energetico come la batteria non ha nessuna chance contro la benzina o il diesel. Tira fuori un foglio di carta e fa quattro calcoli: «In un chilo di diesel c’è un’energia meccanica 25 volte superiore a quella disponibile in un chilo della migliore e più moderna batteria agli ioni di litio». Per raggiungere la stessa autonomia di 50 litri di diesel, servirebbe una batteria di una tonnellata e da 50mila franchi. Per non parlare del lungo tempo di carica. «Questo è e rimarrà l’elemento più penalizzante» prosegue Guzzella «e impedirà all’auto elettrica di conquistare il mondo». Alla luce di tutto questo per lo scienziato resta ancora inspiegabile la ragione per la quale l’Unione Europea ha deciso di stanziare sovvenzioni statali ai veicoli elettrici, incentivandone così l’acquisto. «Si tratta di investimenti sbagliati» conclude Guzzella. Anche i vantaggi ambientali derivanti dalle «zero emissioni» di una vettura elettrica lasciano il tempo che trovano. Da qualche parte la corrente con la quale si carica la vettura dovrà pur arrivare. «Se la si ottiene da energia idrica, solare o atomica» spiega Guzzella «il prodotto sarà a tutti gli effetti climaneutrale». Ma se l’energia deriva da una centrale a carbone, le emissioni possono raggiungere più di 250 grammi di CO2 per chilometro percorso. Tanto per fare un paragone: la flotta auto in Svizzera presenta oggi emissioni medie pari a circa. 170 grammi. Va comunque ricordato che, rispetto ad altri Paesi come Cina, Russia o USA, in Svizzera il mix di corrente presenta ancora tassi di CO2 relativamente bassi. Occorre però pensare in modo globale se si vuole diffondere l’idea dell’auto elettrica come rimedio ai mali del pianeta.

Di una cosa Guzzella è convinto: nel prossimo futuro a calcare la scena del mercato automobilistico non saranno bolidi, bensì piccoli propulsori a benzina e diesel – a basso consumo – o motori ibridi di nuova generazione: sebbene dotati di un motore elettrico, in questi modelli il propulsore a combustione funge da motore principale. Aumenta anche l’impiego e la ricerca di carburanti alternativi – come il metano – o di carburanti biogeni. Prima o poi le riserve di petrolio si esauriranno. Speriamo che prima che questo avvenga disporremo di altre tecnologie. «Nel frattempo bisognerà cambiare il nostro modo di pensare» dice Guzzella. «Anziché cercare nuove fonti di energia, dovremmo risparmiare energia». Se tutti gli automobilisti della Svizzera adottassero uno stile di guida ecologico (vedi riquadro a destra), potremmo risparmiare ogni anno 100 milioni di litri di carburante. Senza troppi sforzi.

Trasporti su strada più ecologici grazie ai rifiuti bio

Coop amplierà la propria flotta di autocarri a carburanti bio, ottenuti da rifiuti organici.

Coop punterà sempre più su veicoli efficienti, a basse emissioni e a combustibili bio, derivati da prodotti di scarto. Questa strategia a parte della «Vision CO2»: entro il 2023 Coop vuole diventare CO2-neutrale. Ogni anno Coop trasforma 8.000 t di scarti vegetali in biogas. «Con il biogas alimentiamo anche i nostri nuovi autocarri a gas» spiega Georg Weinhofer, responsabile del Servizio specializzato Energia/CO2 Coop. «In un progetto simile, in Svizzera romanda, sperimentiamo l’uso di olio commestibile e di frittura, riciclandoli per l’alimentazione delle vetture». Coop ha scelto di rinunciare all’impiego di carburanti bio, ricavati da piante utilizzate nell’industria alimentare, come mais, frumento o soia. Oltre a presentare un bilancio di CO2 non ottimale, il loro impiego aggraverebbe le problematiche inerenti la fame nel mondo. Sui restanti autocarri Coop, azionati da motori diesel tradizionali, sarà adottata una miscela composta per almeno il 30 percento da biodiesel privo di CO2. «Stiamo trasformando alcune stazioni di rifornimento in centri di distribuzione» spiega Weinhofer. «Sono previsti altri investimenti per la riduzione di CO2».

Eco-Drive: guida intelligente a bassi consumi

Esistono auto che consumano solo quattro litri ogni 100 km. «Se tutte le auto nuove acquistate in Svizzera corrispondessero ai migliori modelli disponibili sul mercato» spiega l’esperto di motori Lino Guzzella del Politecnico di Zurigo, «i consumi totali si ridurrebbero di oltre il 30 percento». L’alternativa all’acquisto di un’auto nuova è l’Eco-Drive: una guida rispettosa dell’ambiente che si sintetizza così: accelerare senza esitazioni, passare rapidamente alla marcia successiva (al massimo 2.500 giri/min) e aspettare quanto più possibile a scalare le marce; innestare la marcia più alta possibile e guidare in maniera fluida e previdente, evitando frenate e cambi marcia. Secondo i responsabili dell’Eco-Drive, è così possibile risparmiare circa il 10 percento di carburante. Anche gli autisti Coop seguono un corso Eco-Drive.

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