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Il panino del 1° agosto

Testo: Franz Bamert Foto: Heiner H. Schmitt
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La casara Ursula Jörger.
Con il panino del primo agosto potete vincere.

Le capre di Vals (GR) sono forti per natura. Tuttavia per partire hanno bisogno di un aiuto iniziale. Sosteniamole acquistando il panino del 1° agosto.

Nel fondovalle molte persone spendono un occhio della testa per acquistare sui banchi di droghieri e fioristi il cibo di cui vanno ghiotte le 2000 capre di razza Naz o striata grigionese della Valle di Peil: orchidee, alchemilla alpina, stella alpina, timo e una miriade di erbe aromatiche e fiori che crescono nella Valle di Vals ad un’altitudine compresa tra i 1.500 e i 2.500 metri. A volte anche gli abitanti della pianura salgono fino quassù per ammirare lo splendido scenario sul fondovalle. E alla vista dei caprai e delle loro greggi che si muovono come acrobati tra i ripidi pendii rocciosi vengono le vertigini. Le capre hanno tutta l’aria di apprezzare lo spettacolo ma non si trovano certo lassù per il solo il gaudio dei turisti. O forse sì: perché questi animali forniscono la materia prima per la produzione di alcune punte di diamante della produzione casearia. Difficile trovare un modo migliore per descrivere i latticini che Ursula Jörger, una casara del posto, produce durante i quattro mesi di permanenza nell’alpe: un repertorio incredibile di formaggi che spazia dai caci più delicati a quelli più speziati e che, come gioielli, brillano in mezzo al mare magnum della produzione industriale dal gusto anonimo e standardizzato.

Ursula Jörger e i suoi due aiutanti devono affrontare ogni giorno nuove sfide. Esigenze pratiche e normative li costringono a procurarsi una nuova stazione di mungitura e un nuovo impianto di aspirazione del latte. In più anche la cantina non è abbastanza fredda. Coriacei, gli abitanti di Vals non sono rimasti a guardare e hanno deciso di bussare alle porte di Béatrice Rohr, presidente del Padrinato Coop per le regioni di montagna. La loro richiesta non è rimasta inascoltata. «Ci siamo resi conto assieme all’Ufficio per l’agricoltura del Canton Grigioni che il progetto era spalleggiato dagli abitanti di Vals e che poteva avere un futuro», spiega Rohr. «Per questo abbiamo deciso di devolvere il ricavato della vendita di panini del 1º agosto all’alpe di Peil, alla vicina alpe di Grava e all’alpe Rischuna».

Oltre a fornire latte per la caseificazione, le capre di Vals sono anche l’animale più adatto per arginare la crescita dell’erba sui pendii più scoscesi di queste montagne che sono impraticabili per le vacche. A sostenerlo non è un contadino ma il fiduciario Othmar Berni, presidente della cooperativa di allevatori caprini di Vals. «Fino alla metà del secolo scorso a Vals c’erano più di 1000 capre», spiega Othmar Berni, originario della zona. I greggi vennero in seguito sostituiti dalle vacche. Oggi però stiamo in parte assistendo ad un’inversione di tendenza. Non vogliamo riprenderci il terreno adibito alle vacche. Non sarebbe sensato perché il formaggio bio di latte vaccino di montagna e dell’alpe di Vals resta un prodotto rinomato di questa valle. Ma le capre e i prodotti da loro derivati devono poter godere dello spazio che si meritano. «È importante – dice Berni – che la trasformazione del latte avvenga nella valle e che la creazione di valore non si disperda altrove». Il fatto che anche personaggi come Berni, che non sono agricoltori, si impegnino ad assicurare il ritorno delle capre, dimostra l’importanza che gli abitanti di Vals riservano a questo tema. Anche i contadini hanno dato prova di impegno: ogni mese ognuno di loro si reca sullaalpe per mungere le capre. Il forte senso di coesione tra contadini (e non) e la volontà di gestire in maniera sostenibile l’economia della valle hanno convinto anche le autorità cantonali: «Gli specialisti che operano nelle regioni di montagna hanno una straordinaria possibilità di mercato. Per questo crediamo nel futuro di alpi ben tenute sulle quali possano pascolare greggi di capre», afferma Aurelio Casanova, direttore dell’Ufficio per l’agricoltura dei Grigioni. Il nuovo inizio richiede grandi investimenti, perciò sia lui che gli abitanti di Vals apprezzano l’impegno del Padrinato Coop per le regioni di montagna.

Il panino del 1° agosto: Coop raddoppia l’aiuto

A partire dal 20 luglio i panini del 1º agosto in qualità bio sono in vendita in tutti i negozi Coop. Per ogni panino venduto da 80 o da 400 g, 20 o 60 centesimi saranno devoluti al padrinato Coop per le regioni di montagna. Coop raddoppierà l’importo, che sarà utilizzato per la ristrutturazione delle alpi «Suscht-Peil» di Vals, per l’alpe «Grava» e per l’alpe «Rischuna» di St. Martin.

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