Frank Dörner capo della sezione tedesca di Medici Senza Frontiere (MSF): «Il terremoto ha spinto oltre ogni limite anche i più esperti specialisti di MSF». |
A sei mesi dal sisma, i segni della devastazione ad Haiti sono ancora evidenti. Si intravedono però spiragli di luce, soprattutto sul versante medico.
È durato meno di un minuto il terremoto che si è scatenato il 12 gennaio ad Haiti. Eppure gli effetti che ha causato sono stati a dir poco devastanti: ad oggi il numero delle vittime stimato è di 300mila persone, altre centinaia di migliaia i feriti, 1,6 milioni i senza tetto. Le infrastrutture sono state quasi completamente distrutte, anche quelle mediche, come per esempio l’ospedale Trinité a Port-au-Prince di Medici Senza Frontiere (MSF). Per sopperire alla mancanza di adeguate strutture mediche, sono stati allestiti ospedali d’emergenza gonfiabili nelle cui sale operatorie i primi giorni i medici di MSF hanno effettuato fino a 130 interventi al giorno. Per questa infrastruttura ospedaliera, MSF ha beneficiato anche di aiuti finanzari dall’Assistenza internazionale Coop (vedi riquadro accanto). Dieci giorni dopo il terremoto, le sale operatorie in servizio erano già dieci, di cui sette a Port-au-Prince e tre nelle città di Leogane e di Jacmel.
A sei mesi abbondanti dal sisma, la situazione sul versante medico è leggermente più confortante. Le tende e gli ospedali gonfiabili sono stati progressivamente sostituiti da strutture più stabili, come ospedali container. E anche nei pazienti le dirette conseguenze del terremoto sono sempre meno evidenti. «Le persone che curiamo oggi vengono nei nostri ospedali per incidenti, gravidanze e per malattie», racconta Frank Dörner, capo della sezione tedesca di MSF.
Molti haitiani hanno avuto accesso all’assistenza medica solo dopo il sisma. «Prima del terremoto, solo il 25 percento della popolazione usufruiva di servizi medici» spiega Frank Dörner. «Va comunque sottolineato che l’assistenza medica dipende dalla presenza delle organizzazioni internazionali». Ad oggi, MSF gestisce ad Haiti 19 centri medici con oltre 1.000 letti e 16 sale operatorie. Per MSF la missione ad Haiti è stato il più grande intervento medico d’emergenza di tutti i tempi. Ci sono stati momenti durante i quali i collaboratori coinvolti erano più di 4.000. Nel periodo compreso tra il terremoto e il 31 maggio, MSF ha fornito assistenza medica a più di173mila terremotati. Oltre all’assistenza medica, l’organizzazione ha fornito sin dall’inizio anche supporto psicologico ad Haiti, del quale hanno usufruito sia la popolazione, sia le squadre di aiuto. Durante la missione in loco, una delle sensazioni più difficili da combattere è soprattutto il senso di impotenza, spiega il capo di MSF. Dörner: «Il terremoto che ha colpito Haiti ha spinto oltre ogni limite anche i più esperti tra gli specialisti di MSF. Prima di questa non c’è mai stata nessun’altra catastrofe di pari entità». MSF non è l’unica organizzazione che intende essere presente ad Haiti ancora per molti anni. I segni della devastazione, soprattutto nella regione in prossimità della capitale Port-au-Prince, sono ancora molto evidenti. Il processo di ricostruzione è rallentato da ostacoli di natura burocratica. Gli aiuti inviati arrivano a destinazione con pesanti ritardi e rapporti di proprietà poco chiari concorrono a rendere la ricostruzione ancora più complessa. Spesso non si capisce a chi appartenga il lotto di terreno sul quale sorgevano le case distrutte dal sisma.
Gli esperti calcolano che la ricostruzione di Haiti potrebbe durare ancora venti anni. A condizione che i fondi promessi arrivino a destinazione. Alla conferenza dell’ONU dei Paesi donatori, dopo il sisma sono stati infatti promessi quasi 10 miliardi di dollari di aiuti. Dörner commenta: «Vedremo quanti di questi soldi arriveranno di fatto ad Haiti».
Impegno per le vittime del terremoto di Haiti
Un milione di franchi: è la cifra che Coop ha donato per gli aiuti immediati. Denaro che è stato consegnato in mani sicure.
A livello internazionale il terremoto di Haiti ha innescato una gara di solidarietà. Molti privati e imprese hanno supportato le organizzazioni di aiuto che si sono occupate in loco delle vittime del sisma. Subito dopo il terremoto, Coop ha effettuato una donazione di un milione di franchi per aiuti immediati. «Volevamo fornire un aiuto rapido e senza lungaggini burocratiche. Per noi era anche importante potere garantire la tracciabilità dei fondi che abbiamo stanziato» spiega Béatrice Rohr, coordinatrice dell’Assistenza internazionale Coop. Del milione di franchi stanziato da Coop, 400mila sono stati devoluti a Medici senza Frontiere (MSF) e 200mila alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) che con il denaro ha acquistato beni di prima necessità. Altri 400mila franchi sono stati affidati alla Croce Rossa Svizzera (CRS). Béatrice Rohr: «Poiché la metropoli Port-au-Prince che ospita milioni di persone era ridotta in macerie, la CRS ha dovuto prima allestire un’infrastruttura logistica che consentisse l’accesso agli aiuti».
Ecco quel che fa Coop
Sostegno in patria e all’estero
L’Assistenza internazionale Coop offre aiuto spontaneo in caso di urgenze di grandi catastrofi all’estero. Nel 2009 per esempio, Coop ha sostenuto la Croce rossa svizzera tramite cosidetti Family Kits per le vittime delle inondazioni in Burkina Faso con un importo di 80mila franchi e nel 2006 ha stanziato mezzo milione di franchi per le vittime dello tsunami. Il motivo di questo impegno, oltre alla volontà di portare aiuto alle vittime, è la convinzione che ogni avvenimento ha delle ripercussioni anche in Svizzera. Coop s’impegna anche in Svizzera in numerosi progetti all’attenzione della società, come per esempio con il Tavolino Magico, Tavola Svizzera o con il partenariato Coop per le regioni di montagna. Trovate ulteriori informazioni sul sito web:








