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Le capre: eccellenti paesaggiste

Testo: Renè Schulte
Stampare Inviare
I biologi Adrien Zeender e Stephan Durrer dirigono il progetto «Allegra Geissenpeter».
Pro Natura
Al servizio della natura

Pro Natura è l’organizzazione di tutela ambientale più importante della Svizzera. Fondata nel 1909 con il nome di Associazione svizzera per la tutela ambientale, Pro Natura annovera tra le sue attività l’istituzione del parco nazionale svizzero nel Canton Grigioni. All’insegna del motto «Agire per la natura, ovunque!», l’associazione si impegna per la promozione e la conservazione delle specie animali e vegetali autoctone. Assicura anche una rete di 600 aree naturali protette Pro Natura, adoperandosi sul piano politico con attività di informazione e di formazione. In qualità di associazione privata senza fini di lucro, Pro Natura vive dei contributi dei propri soci e delle donazioni. L’organizzazione conta più di 100mila membri ed è attiva in tutta la Svizzera.

Con il progetto «Allegra Geissenpeter», l'organizzazione per la tutela della natura Pro Natura vuole preservare l'habitat dei prati magri. Un primo bilancio.

Qui le capre non hanno nulla di che lamentarsi. A ben guardare, per queste capre lo scosceso versante meridionale del bosco di querce di Tamins (GR), nella Valle del Reno grigionese, è un paradiso incantato: una miriade di sassi sui quali saltellare, imponenti querce all’ombra delle quali proteggersi dal sole e cespugli naturali colmi di foglioline da brucare. Sembra un quadretto uscito da «Heidi» di Johanna Spyris. Ma quassù di pastorelli ce ne vivono due: Adrien Zeender, dell’organizzazione di tutela della natura Pro Na-tura, e Stephan Durrer, dell’Ufficio per l’ambiente di Basilea Oekoskop. I due portano avanti «Allegra Geissenpeter», un progetto di pascolazione nei Grigioni e nel Vallese che studia gli strumenti per impedire la scomparsa dei pochi pascoli secchi svizzeri rimasti, sfruttando le greggi di capre e di bestiame minuto.

Le praterie e i pascoli secchi sono habitat ad alta valenza ecologica» spiega Adrien Zeender. «Ospitano circa la metà di tutte le specie vegetali e animali autoctone della nostra zona. Tra queste molte orchidee, farfalle e cavallette». Tali aree verdi hanno la loro origine nell’agricoltura tradizionale e la loro cura richiede un’intervento umano. E qui sta il problema: «Dal momento che i prati secchi prediligono terreni poveri» spiega Zeender «la loro resa è per natura bassa e risultano difficili da coltivare». Per questo non c’è da stupirsi se negli ultimi 60 anni in Svizzera il 90 percento di questi biotopi ricchi di specie siano scomparsi. Sono stati concimati e immolati all’agricoltura intensiva, edificati o semplicemente abbandonati a se stessi come è accaduto soprattutto a quelli situati sull’arco alpino. E Tamins non fa eccezione: «Alcuni decenni fa le aree erbose della foresta di querce» racconta Stephan Durrer «sono state abbandonate dai contadini, dopo essere rimaste improduttive hanno iniziato a essere invase dai cespugli e a ricoprirsi di vegetazione». Se avessimo lasciato la natura fare il suo corso, molti animali e piante che dipendono dalla luce e dal calore del sole, avrebbero perso il loro habitat naturale.

Per poter mantenere intatta la biodiversità naturale e per promuoverla, la gestione dei prati secchi deve tornare ad essere red-ditizia per i contadini, trasformando ad esempio queste superfici in pascoli per il bestiame. «A Tamins applichiamo la pascolazione con capre» spiega Durrer. «Le capre amano cibarsi delle foglie verdi, si nutrono dei giovani germogli di arbusti e ne sgranocchiano la corteccia». L’azione di erosione delle capre porta nel medio termine alla scomparsa delle piante indesiderate, impedendone quindi la proliferazione. In questo modo le capre impediscono l’invasione della vegetazione sui campi, garantendo la luce necessaria e l’habitat ideale per molte specie animali e vegetali. «Il che le rende delle falciatrici naturali, economiche e rispettose dell’ambiente» commenta Durrer. «E persino delle eccellenti paesaggiste!».

Lanciato nel 2008, il progetto «Allegra Geissenpeter» ha dato i primi frutti: il numero di arbusti sui pascoli di foreste di quercie di Tamins è dimunito e la tipica vegetazione dei prati secchi sta iniziando a ripopolare queste aree. È aumentata anche la diversità di specie. «Abbiamo assodato la presenza di quaranta farfalle diurne e di venti varietà di cavallette» racconta Adrien Zeender. «Pari a circa un quinto di tutte le specie autoctone note». Il bello è che tra queste vi sono anche alcune specie di lepidotteri come il Pyrgus armoricanus o la Libelloides longicornis (libellula dalle antenne lunghe).

Migliaia di metri quadrati di prati secchi in salvo

L’ iniziativa per tutti «Fiori selvatici» di Coop si protrarrà per altre due settimane. Potreste vincere un anno di spesa gratis.

A fine aprile, Coop e Pro Natura hanno dato il via in tutta la Svizzera alla loro grande iniziativa «Fiori selvatici». Sono stati distribuiti gratuitamente oltre un milione di sacchettini di semi di 22 fiori selvatici ad alta valenza ecologica. Migliaia di persone hanno aderito all’iniziativa e salvato dalla scomparsa altrettanti metri quadrati di prati secchi effettuando la registrazione online. «Per questo desideriamo ringraziarli di tutto cuore» dice la responsabile del progetto Denise Stadler di Coop. «Cogliamo l’occasione per invitare tutti coloro che non lo abbiano ancora fatto, a registrarsi adesso. Con un clic potrete dare il vostro contributo per salvare un pezzo di natura svizzera». Come se non bastasse, potreste vincere «un anno di spesa gratis» del valore di 12mila franchi e 100 x 10mila superpunti. Concorso fotografico: se i fiori selvatici che avete piantato sono fioriti, provate a scattare una foto e a caricarla entro il 24 agosto sul sito www.coop.ch/partecipare. In palio ci sono altri 100 x 10mila superpunti.

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