La signora Raffaella Carta orgogliosa dei suoi nanetti da giardino. |
Nano a Londra. |
Erminia Stampanoni- Lepori. |
Nano a parigi. |
La signora Amsler con Biancaneve, i sette nani e la casetta dei nanetti. |
Un ameri...nano. |
Chi li ama, chi li odia, chi li protegge, chi li distrugge: i nanetti da giardino non raggiungono l’unanimità.
C’è chi li adora e chi vorrebbe vietarli, c’è chi li guarda con simpatia e chi li trova assolutamente kitsch. Infine, c’è chi vorrebbe liberarli dai giardini per riportarli nei boschi. Stiamo parlando di cappucci rossi, barbe bianche e sorrisi bonari: i nanetti da giardino. Piccole statuette rappresentanti degli gnomi dei boschi che danno un tocco in più al giardino. Ne abbiamo parlato con tre appassionati.
Nel gran terreno della signora Raffaella Carta, a Rodi Fiesso, si trovano moltissimi nanetti di tutti i tipi e misure. Una passione nata fin da giovane, quando a 15 anni riceve il suo primo nano, dando il via a tutti gli altri. «Ovviamente – ci confida la signora Raffaella Carta – queste decorazioni necessitano di “lavori di manutenzione” che ho affidato a un’amica; lei si occupa di riverniciarli e metterli a nuovo. E funziona. Sembrano tutti nuovi e felici. La passione per i nani è anche legata all’infanzia della signora Carta e alle tante storie che si raccontano sui nanetti. Una di queste narra che i nani vivano nei boschi leventinesi, più precisamente nei lariceti, e che abbiano proprio in questi maestosi alberi la loro casa. La loro dimora si nasconderebbe nei buchi dei tronchi d’albero. E nel caso ci fossero più buchi nello stesso tronco? Ci troveremmo di fronte a un vero e proprio «condominio di nani».
Da Rodi a Cugnasco: nel giardino della signora Gianna Mancini, troviamo, oltre ai nanetti, anche una piccola radura tutta per loro all’ombra di un bell’albero, proprio come nelle favole. Infatti, è proprio dalla fiaba di Biancaneve e i sette nani che nella signora Erica Amsler, una cara amica della signora Mancini, è nata la passione per le decorazioni da giardino. Non è un caso, dunque, che i nani che risiedono nell’angolo verde del giardino Mancini siano un regalo di Erica: lei non potendo più tenerli nella sua nuova abitazione, ha deciso di donarli all’amica, sicura che sarebbero finiti in buone mani e avrebbero trovato un’ottima sistemazione. E così è stato. La signora Amsler non potrebbe essere più contenta. Infatti, era affezionata a questi simpatici ometti di cui il marito si occupava sempre. Anche la casa è opera del marito; in mezzo a tutti questi nanetti sorridenti, accompagnati dall’immancabile Biancaneve, sembra di tornare nel mondo incantato delle fiabe.
Le prime statuette erano un regalo di Erica al marito; poi hanno continuato ad appassionarsi a questo magico mondo e a comprare sempre più nanetti da giardino, in forme e colori diversi. All’inizio erano molti di più, ma alcuni sono stati rubati. Tuttavia la passione era talmente forte, che i coniugi Amsler li hanno sistematicamente rimpiazzati con nuovi. Capitava anche di trovarli rotti e così il signor Amsler si occupava di aggiustarli e rimetterli a nuovo. Chi siano gli autori del gesto non è mai stato scoperto. Che sia stata opera del Movimento autonomo liberazione delle anime da giardino?
A Bigorio, la signora Erminia Stampanoni-Lepori possiede proprio i sette nani, accompagnati da Biancaneve. Erminia ci racconta che ne aveva molti di più, dato che era la passione del marito. Questa passione nasce quando la figlia porta in regalo al padre il primo nanetto da giardino. Da quel momento diventa un rito: la figlia continua a regalare al padre nuove statuette in gesso; lui, meticolosamente, trascorre intere giornate a toglierli e a rimetterli a posto, sempre in modo diverso. Ora è la signora Erminia che si occupa di loro, aiutata dalla pronipote Giulia. A quanto pare non vi sono mai stati furti di nanetti, favorito anche dal fatto che il giardino possiede un cancelletto. Tuttavia sono avvenuti dei «rapimenti» di statuette di animali che la signora Stampanoni–Lepori possedeva: un asinello e un riccio. Che il Movimento autonomo liberazione delle anime da giardino abbia cambiato bersaglio? Che dopo i nanetti, abbiano deciso di «liberare» tutte le anime, comprese quelle dei poveri animali? Un mistero, ma una cosa è certa: in tutti questi anni l’asinello e il riccio non sono stati più ritrovati e non sono mai ritornati sulle pendici del Bigorio.
Isole di Brissago
Con il nano entrate gratis
Il parco botanico delle isole di Brissago offre l’entrata a chi, domenica 15 agosto, si presenterà all’entrata con un nanetto da giardino. Dalle 10 alle 12 ai visitatori sarà offerto il concerto degli amici corno delle Alpi Ticino, mentre alle 11.30, al giardino delle piante magiche e simboliche, l’aperitivo dello Gnomo (Kir allo sciroppo di mirtillo rosso) e foto di gruppo.
www.isolebrissago.ch »
Germania
Il parco dei nanetti
In Germania, terra natia dei nanetti da giardino, si trova pure un parco dei divertimenti dedicato a loro. Costruito nella Trusertal, in Turingia, propone un vero e proprio paese dei nanetti, dove tutto è alla loro misura. Si va dai nanetti scalatori all’albero dei nanetti, con appesi una moltitudine di nani. Nel 2006 si è tenuto un congresso di esperti di nani durante il quale si è discusso attorno al tema… dei nanetti. Anche il parco non è immune ai ladri e ai vandali, che si introducono periodicamente oltre i recinti.
www.zwergen-park.de »
Figure di gesso amate e odiate
Nel mondo dei nanetti da giardino esiste l’Organizzazione internazionale, come pure il Movimento autonomo per la loro liberazione. Il professore Fritz Friedmann di Basilea possedere un dottorato in «nanologia» e nel 1980 è stato il fondatore dell’Organizzazione internazionale per la protezione e la promozione dei nanetti da giardino. Grazie al film di Jean Pierre Jeunet «Il meraviglioso mondo di Amelie Poulain», i nani da giardino hanno conosciuto un nuovo periodo di celebrità, diventando viaggiatori: nella pellicola francese, il nanetto «partiva» e inviava cartoline dai luoghi che aveva visitato… Ma c’è chi ha proibito la presenza dei nanetti: è successo a Furore, paese sulla costa amalfitana, dove il sindaco ha emanato un’ordinanza per la rimozione di queste statue che causerebbero «l’alterazione dell’ambiente naturale». Infine c’è chi crede che i nanetti abbiano un’anima e che occorre liberarla nei boschi. È quanto fa il Movimento autonomo liberazione delle anime da giardino (Malag). Sono veri e propri movimenti, nati in Francia, ma che si sono diffusi e formati in Italia e in Svizzera.








