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Nuotare oltre la corsia

Testo: Patrick Mancini Foto: Sandro Mahler
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Da sinistra: Elena e Nils si allenano per la traversata del lago.
Info utili
Traversata del Ceresio

Domenica 22 agosto torna la traversata popolare del lago di Lugano. Ogni partecipante deve avere almeno 14 anni ed essere in buona salute. L’iscrizione, tramite formulario online o per posta, costa 20 franchi a testa. Per le iscrizioni sul posto, invece, si pagano 5 franchi in più.

Non saranno ammessi più di 500 partecipanti. Pertanto è consigliabile prenotarsi per posta, entro il 9 agosto, oppure via e-mail, entro il 16 agosto. Il ritrovo per gli iscritti è fissato per le 7.45 presso il lido di Lugano. Tutte le disposizioni e le informazioni necessarie sono reperibili su www.luganonuoto.ch.

martedì 3 agosto 2010


Domenica 22 agosto avrà luogo la traversata popolare del Lago di Lugano. I consigli della nuotatrice Elena Beltrami e del triathleta Nils Anderlind, i due vincitori dell’ anno scorso, e non solo.

L’appuntamento è per un caldo pomeriggio di fine luglio al lido di Lugano. Al nostro arrivo sono già lì, in costume, in riva al lago. Il loro lago, per così dire. Perché Nils Anderlind, 19 anni, di Viganello, ed Elena Beltrami, 28enne di Breganzona, il Ceresio se lo sono già divorato più di una volta. I due sono infatti i campioni in carica della traversata popolare del lago di Lugano, appuntamento annuale che si rinnova domenica 22 agosto. «La cosa che più ti colpisce di questa gara è l’ambiente. Ci si ritrova tutti al molo di buon mattino e poi si va in battello fino a Caprino, luogo in cui parte la gara», dice Elena. «È come un rito – aggiunge Nils – ogni anno ritrovi le stesse persone, a cui puntualmente se ne aggiungono di nuove. L’ultima volta eravamo circa in 500. Gente di tutte le età, che ha voglia di passare una giornata particolare».

Già, l’ultima volta. Quando lui ci ha impiegato trentadue minuti a percorrere la fatidica tratta di due chilometri e mezzo, che va da Caprino al lido di Lugano. Lei, invece, la prima in assoluto tra le donne e terza nella classifica generale, ci ha messo un minuto in più. Nils la traversata se l’è aggiudicata già due volte. Elena addirittura sei. Risultati tutt’altro che casuali visto che Nils è attivo nel Team Triathlon Capriasca, mentre Elena è uno dei punti forti della Lugano Nuoto. «La traversata comunque è dedicata a tutti, non solo a chi fa già sport agonistico – puntualizza Elena – ma è chiaro che se vuoi arrivare fino in fondo devi prepararti un pochino, allenandoti almeno tre volte a settimana nel periodo che precede la gara. Nel lago però, non in piscina. Perché nel lago non vedi il fondo ed è meglio essere pronti dal punto di vista psicologico. Gli attacchi di panico per i non esperti sono sempre dietro l’angolo. E poi occorre fare attenzione all’alimentazione nelle 24 ore prima della traversata. Niente cibi pesanti». Durante tutta la traversata, a cui solitamente è dedicata l’intera mattinata, i concorrenti sono seguiti a vista dai motoscafi dei sanitari, pronti a intervenire in caso di necessità. «Ogni atleta inoltre – riprende Nils – ha con sé una boa galleggiante a cui si può aggrappare se è stanco. Capita spesso di vedere gente che si ritira a metà percorso. Perché ha i crampi, perché non ha più fiato, oppure perché semplicemente si accontenta di quanto fatto fino a quel momento. Il bello di questo evento è che non ci sono pressioni». C’è assoluta libertà anche per quanto riguarda lo stile. La maggior parte dei concorrenti nuota a crawl. Ma c’è anche chi decide di prendersela più comoda e di farsi la traversata a rana. «Ad agosto di solito la temperatura dell’acqua è piuttosto alta. Non si patisce di certo il freddo» precisa Nils. «Nel corso dell’intera giornata – rivela Elena – si notano un sacco di dettagli curiosi. Ci sono anziani che si ricoprono di vaselina perché non vogliono nuotare con la muta e hanno paura di avere fastidi alla pelle. Sono simpaticissimi. All’arrivo, verso mezzogiorno, si beve il tè tutti assieme, si fa gruppo, si fanno nuove amicizie».

Per Nils ed Elena la traversata del Ceresio, oltre ad essere un’opportunità di svago, rappresenta un buon allenamento per i rispettivi impegni agonistici. Sia chi nuota regolarmente, sia gli amatori gareggiano insieme. Senza distinzioni di sorta. A Nils questo aspetto non piace troppo. «Perché alla fine – confida – vince sempre uno che il nuoto lo pratica già a livello agonistico. Io spero che in futuro gli organizzatori decidano di creare due categorie distinte. In modo che anche gli amatori abbiano la loro parte di gloria, come è giusto che sia in una gara popolare».

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