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Beachtennis Test il 29 agosto Si dice che il beachtennis sia una valida alternativa per tutti quei tennisti che decidono di abbandonare la terra rossa. In realtà è uno sport per tutti. Senza distinzioni di sorta. Domenica 29 agosto presso i quattro campi in sabbia della sede del Lugano Beach Tennis Club si terrà un torneo promozionale aperto ad appassionati, neofiti e curiosi. Inoltre, tutti i lunedì, martedì e giovedì sera, dalle 18.30, sempre nello stesso luogo è possibile cimentarsi gratuitamente con questa disciplina. Tutto il materiale tecnico è messo a disposizione dal club. |
Laura Galli, 35esima in classifica mondiale donne. |
Yves Fornasier, 88esimo in classifica mondiale uomini. |
martedì 24 agosto 2010
Nato lungo la riviera romagnola, il beachtennis sta cercando consensi in Svizzera, grazie anche all’impegno di Yves Fornasier e Laura Galli, che a settembre guideranno la nazionale rossocrociata agli Europei in Turchia.
Nato a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta sulle spiagge dell’Emilia Romagna, è stato esportato un po’ in tutto il mondo. Ora il beachtennis sta facendo capolino anche in Svizzera. Spettacolare, divertente e di tendenza, è già stato etichettato come lo sport estivo per eccellenza, in cui c’è sì una valida componente agonistica, ma anche una dimensione ludica e di aggregazione che oggi raramente si trova in altre discipline. «In Svizzera esistono solo due club ufficiali» spiegano Laura Galli (28) e Yves Fornasier (39), fondatori del neonato Lugano Beach Tennis Club. «Uno è il nostro, a Lugano. L’altro è a Coira. Il movimento, tuttavia, è destinato a crescere».
Incontriamo Laura e Yves a Pregassona, presso la sede ufficiale del club. È qui che il 29 agosto si svolgerà un torneo promozionale aperto a tutti. Uno dei primi in Ticino. «Così la gente avrà la possibilità di conoscere e provare questo sport – sottolinea Laura – poichè è difficile spiegare il beachtennis senza dare una dimostrazione pratica. In Ticino, oltre al nostro campo, c’è solo quello del centro sportivo di Tenero. Molti all’inizio sono scettici. Lo vedono come una cosa strana. Poi si appassionano. Anche perché se uno sbaglia ci si ride sopra». L’aria che si respira non è quella dell’Adriatico, ma l’atmosfera c’è. Il campo da gioco, messo a disposizione dal Dicastero sport della città di Lugano, è lo stesso usato per il beachvolley. A Pregassona come a Rimini. L’unica variabile è la rete. Posta a un’altezza più bassa, circa un metro e settanta, e con le maglie più fitte. «Di solito – dice Yves – si gioca in due contro due. Più raramente in uno contro uno. Funziona a grandi linee come nel tennis. Anche se si ha un solo servizio a disposizione e non esiste, ad esempio, il “vantaggio”».
Laura e Yves ci danno dimostrazione. Il beach tennis si basa soprattutto sulla capacità di anticipare i movimenti dell’avversario. Sui riflessi. Si gioca a piedi nudi. Con racchette senza corda e una pallina da tennis a pressione ridotta che non deve mai toccare terra. «È uno sport che abbatte le barriere – puntualizza Laura – senza età. Anche chi non è allenato può provare a praticarlo. Non serve essere particolarmente talentuosi. Ovvio, l’ideale sarebbe avere la tecnica del tennista e il senso della posizione del pallavolista. Ma è tutto relativo. Questione di concentrazione e di spirito positivo».
Laura e Yves rappresentano i punti di riferimento per il beach tennis in Svizzera. Lui è 82esimo nella classifica mondiale maschile. Lei, invece, 35esima tra le donne. Due funamboli da spiaggia, che in collaborazione con Swiss Tennis stanno cercando di diffondere questo sport anche in Svizzera tedesca e in Romandia. «L’obiettivo – conferma Yves – è arrivare a creare un vero e proprio campionato nazionale, come quello che c’è in Italia, il Paese più all’avanguardia per risultati e livello di gioco. Per adesso ci si accontenta di tornei, per lo più dimostrativi. Da maggio a luglio si è tenuto lo Swiss Beach Tennis Tour, una promozione itinerante in tutta la Svizzera che ha fatto tappa anche a Tenero. I responsabili hanno constatato che di interesse ce n’è parecchio». «E a settembre – conclude Laura – io e Yves guideremo la nazionale rossocrociata di beach tennis, nata di recente, ai campionati europei che si svolgeranno in Turchia. Un risultato positivo da parte nostra contribuirebbe senza dubbio a dare maggiore popolarità a questa disciplina in Svizzera».
L'opinione
Più difficile di quanto sembra
di
Armando Ceroni
Giornalista sportivo RSI
Nasce come tamburello. Si trasforma in gioco dei racchettoni. Spinge per
entrare nel grande mondo dello sport olimpico come beachtennis.
Giocarci pare facile. Chi non ha mai contato gli scambi fatti con un
compagno di racchettoni su una spiaggia del Mediterraneo? Arrivi a
dieci. Cento. Sempre più credi di essere un supereroe e di non fermarti
mai. Di superare i mille eandare avanti all’infinito. Tecnicamente
potresti anche farcela. Ma non ci arrivi. C’è sempre chi molla per
sfinimento o voglia di tuffarsi in acqua. C’è chi invece va oltre. Tira
su una rete di 1.70 m. Delimita lo spazio di gioco e, al posto dei
palleggi, conta i punti più o meno come si fa a Wimbledon. È il tennisda
spiaggia, che tra piadine, discoteche, ombrelloni e tutto quanto fa
divertimento, si impone lungo la riviera romagnola una trentina di anni
fa. Ciò che pensavi fosse facile, diventa più complicato. La parte
agonistica prende il sopravvento su quella ludica, ma soprattutto
servono doti per nulla necessarie con i tradizionali racchettoni. È
sostanzialmente la stessa differenza che emerge anche tra ping-pong e
tennis. Il primo lo pratichi anche se sei una pippa. Il secondo no,
perchè se non hai una base tecnica sufficiente, la pallina non arriva
dall’altra parte del campo.









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