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Capelli: ritorno al futuro

Testo: Pablo Davila Foto: Christian Lanz
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Dall'Oriente arrivano le ispirazioni per le acconciature del 2011: i Cinesi osano fare di tutto, e per uno stilista, questo è appassionante.

Colpi di basso elettrico al Palacongressi di Zurigo. La sala, strapiena, è immersa nell’oscurità. Fra intenditori, curiosi, parrucchieri, in tutto si arriva a quasi millecinquecento persone. Se non sapessimo che si tratta della decima edizione dell’Avant garde Hair & Fashion show, organizzato da Valentino, 49 anni (Erlenbach, ZH), si potrebbe credere di essere a un concerto di musica techno. Le modelle, sistemate e imbellettate dal fior fiore degli stilisti mondiali, cominciano a sfilare secondo schemi ben coreografati sotto il crepitio dei flash. Il movimento ritmato delle loro lunghe gambe, riprodotto e amplificato dagli schermi giganti, basterebbe a farci dimenticare le opere d’arte che sono state realizzate con le loro acconciature. Riconosco alcune delle modelle incontrate la mattina mentre esploravo il brulicante dietro le quinte. Adorno di un pallido sorriso, il volto delle modelle si è metamorfizzato. Tra poco, le agili mani degli stilisti lavoreranno sui loro capelli su una pedana girevole, come giocolieri in un turbinio di forbici scintillanti.

Il successo dell’Avantgarde Hair&Fashion show, creato da Valentino per Goldwell e KMS vent’anni fa in Svizzera, è più che giustificato. E porta bene il suo nome: è in questo crogiolo di luci abbaglianti organizzato ogni due anni che i parrucchieri professionisti svizzeri si incontrano per trovare ispirazione e informarsi sulle ultime tecniche. «L’Avantgarde è la più grande vetrina svizzera per stilisti parrucchieri» conferma Oliver Bachmann, addetto stampa per Mondo Valentino. Non si tratta di un seminario per industriali intenti a stabilire delle direttive, ma di uno show destinato allo scambio delle nuove tecniche di lavoro: ogni stilista parrucchiere ha un messaggio da divulgare, anche se la tendenza attuale è di adottare un taglio che si adatti alle specificità del singolo.

L’Avantgarde di Valentino e altri eventi presenti sulla scena internazionale stanno al mondo dell’acconciatura come la Formula 1 all’automobile: «I professionisti lavorano facendo uso della tecnica e dei colori dando libero sfogo alla creatività. I nostri colleghi, ovunque nel mondo, si lasciano ispirare e influenzare dalla vita quotidiana» afferma Peter Schwittay, istruttore presso Goldwell. Ma da dove vengono queste acconciature futuristiche, a volte al limite del surreale e dell’irrealizzabile? «Da Goldwell, le nostre collezioni si sviluppano sulla base di studi condotti da agenzie di analisi della moda» rivela Peter. «Queste agenzie analizzano tutto ciò che influenza il tessuto sociale: alimentazione, abbigliamento, cinema, musica e pure l’evoluzione dei sistemi politici. Tutti questi elementi insieme ci indicano la direzione».

Alcuni centri urbani contagiano la moda mondiale più di altri, come Shangai, ritenuta da numerosi specialisti come la città che emerge in modo più vertiginoso. Lo zurighese Terry Grau, capo dello staff «i.d. Hair», ne sa qualcosa, poiché è espatriato in Cina due anni fa con la moglie e i figli: «Sono arrivato armato del mio stile zurighese e mi sono preso una bella batosta. Improvvisamente, là, non ero più niente. Ho dovuto rimettere completamente in discussione il mio stile e la mia tecnica: da un punto di vista dell’acconciatura, i Cinesi osano fare di tutto, e per uno stilista, questo è appassionante». La tendenza secondo cui «è proibito proibire» ci è confermata da Richard Mannah, direttore artistico di «Toni & Guy», di ritorno da Shanghai, da un paese, c’è da stupirsene, comunista. «Tutto influenza tutto», afferma quest’ultimo.

E la stagione 2010-2011? Richard il visionario sorride. «Il volume crescerà di nuovo, profetizza. Bei colori, dolci come una leggera brezza, rosa pallido, albicocca, tonalità argentate e blu ghiaccio, specialmente con i capelli biondi». In poche parole, non ci resta che osare.

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