Il ritratto Moritz Suter Originario di Basilea, è un pioniere dell’aviazione svizzera. Nel 1975 fondò la Business Flyers Basel AG (BFB) che poi divenne Croissair. Nel 2001, dopo il fallimento di Swissair, divenne responsabile della nuova Swiss Airline, ma dopo breve tempo venne deposto. Nel febbraio 2004 fondò la compagnia aerea Hello. Nel 2008 il tribunale penale di Bellinzona ha assolto Suter dall’accusa di corresponsabilità per lo schianto di un velivolo della compagnia Crossair avvenuto nel 2001 a Bassersdorf (ZH). Suter vola oggi privatamente con un piccolo Piper del 1943. |
L’aeroporto di Lugano, dalla fine di Crossair, sta attraversando un periodo difficile. |
Cooperazione: Quest’anno si festeggiano i 100 anni dell’aviazione svizzera. Si tratta per lei di un evento particolare…
Moritz Suter: Sicuramente, perché l’aviazione svizzera, ma anche quella europea, sono la mia vita. All’inizio della mia carriera ho lavorato come pilota presso Luxair in Lussemburgo, poi 17 anni da Swissair, prima quale co-pilota e poi capitano di volo sui DC-9. Dal 1982 la mia vita è stata poi profondamente legata alla compagnia Croissar, che ho fondato.
Perché è diventato pilota?
Avevo 16 anni e durante le lezioni di francese abbiamo letto Vol de nuit di Saint-Exupéry. Questo testo mi ha entusiasmato. Da allora il fascino del volo inteso come avventura non mi ha più abbandonato. Non sono diventato pilota come molti altri miei colleghi perché appassionato di tecnica, ma per il sentimento di avventura e libertà che ho scoperto nel volare. Per me volare significa andare lontano.
Capisce le persone che hanno paura di volare?
Certo, ma penso che volare sia pericoloso come tutto ciò che facciamo. Il principio della guida di un aereo in realtà è semplice. Quando si tira la leva verso di sé l’aereo sale, quando si preme verso il basso l’aereo scende. La maggior parte degli incidenti sono causati da errori umani. Problemi tecnici non giocano quasi mai un ruolo.
Volare un tempo era un lusso, ora invece l’aereo è diventato un mezzo comune di trasporto. Un’evoluzione positiva?
Complessivamente direi di sì. Ricordo uno scambio d’opinioni nel 1987 con l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl, durante un pranzo ad Ascona. Chiesi al cancelliere se ritenesse possibile liberalizzare il traffico aereo in Europa come già avveniva negli Stati Uniti. Fino ad allora gli europei avevano grandi perplessità in merito, poiché desideravano tutelare le compagnie aeree nazionali. Kohl rispose che se desideravamo costruire un’Europa unita dovevamo creare le condizioni affinché le persone potessero entrare in contatto più facilmente. I costi dei voli dovevano diminuire, la rete aerea doveva essere ampliata per facilitare spostamenti, scambi e conoscenza reciproca.
L’aumento dei voli a basso costo è dunque un bene?
Sì, tuttavia bisogna mantenere uno spirito critico per impedire sviluppi negativi. Credo altresì che, in un processo di liberalizzazione, debbano essere definite le regole del gioco. Oggi le strutture tariffarie mancano spesso di trasparenza e sono fonte di confusione.
Lei ha fondato la Crossair, la compagnia regionale più grande d’Europa negli anni ’80 fino al suo declino. Le pesa questo crollo?
Non utilizzerei tale termine. La Croissair vive tutt’ora ma sotto un altro nome, oggi si chiama Swiss International Airlines. Nel maggio 2002 l’assemblea generale di Crossair ha dato alla compagnia questo nuovo nome.
La Swiss è però di proprietà della compagnia Lufthansa…
Sono estremamente rattristato che il crollo della Swissair abbia portato al crollo dell’intera aviazione civile svizzera. Crossair fu obbligata a riprendere la compagnia Swissair, purtroppo non si riuscì ad unificare le due culture aziendali. Nel processo di fusione vennero persi parecchi miliardi e questo permise a Lufthansa di acquistare per 62 milioni la compagnia Swiss. Il miglior affare nella sua storia.
Dall’aviazione svizzera a quella ticinese. Vi sono potenzialità nella nostra regione?
Sì. C’è sempre un potenziale. Ricordo che nel periodo di maggior espansione avevamo sette voli giornalieri Lugano-Zurigo, c’erano collegamenti con Basilea, Berna e Ginevra. A Lugano la sola Croissair trasportava annualmente 500mila passeggeri. È stato un beneficio per il Ticino. Il fatto che il Canton Ticino fosse il primo azionista pubblico della Crossair era un fatto estremamente importante per noi. Mi auguro ora che Darwin-Airlines, l’unica compagnia rimasta in Ticino, possa continuare con successo il suo operato e che pure il piccolo aeroporto di Ascona venga riaperto.









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