La stanza di Claudia

26 luglio 2010

Giardino e orto terapia

Categorie correlate: libri

 Vi consiglio un libricino breve ma illuminante, l'ultimo edito da Pia Pera per Salani: "Giardino & orto terapia". Racconta cose che già sappiamo, ma le racconta bene, con conoscenza della materia e condensando in poche frasi riflessioni che si intuiscono essere partite da lontano e ben lavorate, come la terra ben dissodata che diventa più leggera e pronta a ricevere i semi o dalla quale è più facile strappare le erbacce: così come da una mente "coltivata" risulta più facile estirpare i cattivi pensieri che, come si sa, visitano ogni mente e ogni animo umano.Una frase: "Non è più tempo di venerare le forze della natura immaginando siano divinità, o di sfruttarle biecamente calpestando e distruggendo la bellezza del creato. Il nostro tempo ci chiede altro: di sentirci parte del tutto, entrare nella corrente".Consiglia a sua volta un libro per gli amanti della vita all'aria aperta: "Venti giorni con Julian" in cui Nathaniel Hawthorne racconta le giornate estive trascorse con il figlioletto durante un'assenza della moglie, tra guerre tra cardi selvatici e tassi barbassi, vedendo il mondo da un pezzo di muschio e incantandosi di fronte alla rugiada versata dalle fate con le loro piccole brocche.

C'è bisogno di riflessioni di questo tipo perché il mondo diventi un giardino più bello. Vi abbraccio  e me ne parto qualche giorno sui monti, finalmente! claudia

Inserito alle 09:32 | Commenti (0) | Stampa

24 luglio 2010

Fallimento e opportunità

Categorie correlate: famiglia

Dietro ogni difficoltà, ogni debolezza, ogni lato oscuro, si cela sempre un'opportunità: di approfondimento, di vedere le cose sotto un'altra prospettiva, di cogliere una gioia sconosciuta. La grande esploratrice non ce la fa, in questo periodo di vita, a sopportare oltre la lontananza da casa, e domani la riporteremo con noi, a metà campo scout. Secondo i capi, sta meglio e partecipa alle attività. Secondo lei, finge e sta male. Dopo esserci ripromessi di insistere perchè terminasse il campo, è bastato che al telefono dicesse "mamma sto male, ho freddo!", perchè esclamassimo in coro: "veniamo a prenderti Lilin!". Cosa volete farci, non siamo il tipo di genitori che non cambiano mai idea! Una settimana e mezzo è comunque una bella esperienza, e sono curiosa di sentirne il racconto. E contenta di riaverla a casa, e fiduciosa che sia un momento di passaggio, e che ci saranno altri campi, altre esperienze, altre possibilità di vita. Gli esploratori mi piacciono, sono un ambiente con buone energie, anche se apparentemente un po' militareschi (del resto, la guerra e l'arte di metterla in scena fanno parte dell'essere umano, con buona pace dei figli dei fiori!).

Così, domani partenza alle cinque del mattino per andare nel Giura francese a riprendere un pezzetto di cuore! Vi saluto, godetevi il vento e il sole (giornata da laghi o da montagna, oggi!), claudia

allegato

Inserito alle 11:23 | Commenti (0) | Stampa

22 luglio 2010

Il conto delle minne

Categorie correlate: libri

Su Rete 2 ogni giorno c'è un bell'inserto: "I luoghi dell'anima" (che segue l'esperienza dell'anno passato di "365 libri da leggere prima di morire"): persone note e meno note raccontano i propri "luoghi dell'anima" in cinque minuti. Ecco, per me un luogo dell'anima è la terra di Sicilia, pur esendoci stata una volta soltanto e non avendo nessun antenato che venga dall'isola. Eppure, ogni volta che la ritrovo in film o libri, mi ci ritrovo, mi sento a casa. Mi piacciono i paesaggi, la parlata dolcissima e aspra, i cibi (cos'è un cannolo?delizia pura!!!) e gli usi della gente. Così, in queste serate di caldo, mi piace tantissimo sdraiarmi in giardino o sul letto con le finestre aperte e sentirmi a Palermo o nella campagna siciliana leggendo "Il conto delle minne" di Giuseppina Torregrossa (Mondadori, 2009). Le minne sono le cassatelle a forma di seni che vengono preparate in onore di Sant'Agata, e vanno sempre mangiate a due a due. Il romanzo, dal passo classico ed epico, delicato e ironico, ha il sapore intenso di questo dolce malizioso. L'autrice è ginecologa e madre di tre figli, e vi consiglio queste pagine, da assaporare insieme ad una bevanda fresca e a qualche cibo dolce (sul libro c'è anche la ricetta delle minne...potremmo provare a farle!). Un caro saluto da fimmina de panza, claudia

Inserito alle 10:46 | Commenti (0) | Stampa

20 luglio 2010

Sinestesia

Categorie correlate: film

Sabato sera sono stata a Monte (Castel San Pietro) ad assistere alla proiezione del film del regista ticinese Eric Bernasconi, Sinestesia, e quando ero immersa nella storia...è arrivato un bel temporale a mandarci tutti di corsa a casa. Così, questa sera andrò a vederne la fine al cinema al lago a Lugano, e non vedo l'ora di sapere come andrà: un bel film, girato molto bene, non banale, con dei paesaggi mozzafiato assolutamente locali e riconoscibili, che fanno pensare che davvero non abbiamo nulla da invidiare al resto del mondo! C'è qualcosa di più crudele che restare con una storia interrotta a metà? certo, è bello immaginare, lasciarsi portare dalla fantasia...ma guardando un film (o leggendo un libro) si diventa in qualche modo schiavi della fantasia dell'autore!

Per il resto: la piccola campeggiatrice into the wild sta meglio ma è ancora preda dei morsi della nostalgia, e tom cane soffre il caldo. Io soffro la vita, e me la godo. Non so se sia di più il piacere o il dolore, e tutto sommato evito di indagare troppo a fondo: non è stagione per scavi psicologici, ma per voli di insetti (le api sulla lavanda, le mie maestre). Vi abbraccio, claudia

allegato

Inserito alle 14:13 | Commenti (2) | Stampa

17 luglio 2010

La nostalgia di casa

Categorie correlate: famiglia

Ecco: ditemi voi come fa una a stare tranquilla e a pensare di incontrare Pan nei boschi...stamane ha chiamato la lupacchiotta in campeggio scout da due giorni: STA MALE, soffre la nostalgia. E' preda di un demone potente che prima o poi tocca incontrare: il senso di lontananza dai propri cari e dalla propria casa, l'estraneamento, il dolore. Si sta male per nostalgia, male davvero, e io lo so bene. Al responsabile del campo ho chiesto, con un gran senso di impotenza: e io cosa posso fare? Le abbiamo scritto di nuovo (corsa affannosa in vari uffici postali perchè possa ricevere entro lunedì le lettere piene di suggerimenti per far fronte alla nostalgia), sarei pronta ad andare a prenderla se non pensassi che la deve superare da sola, che crescere è anche un po' doloroso, ma che ne vale la pena. Com'è fragile la psiche, forte e fragile: è in un bel posto, con bella gente, eppure le manca la casa. E allora, i bambini a cui capitano davvero cose orribili?...

Frequentatori della Stanza, perdonatemi ma oggi sto male, male malissimo, mi manca la mia piccola figlia grande perchè so che soffre e che deve attraversare da sola questo malessere, e spero che trovi in sè le risorse per farcela. E' tremendo essere genitori, soprattutto genitori iper-emotivi (ma ne esistono di altre specie?). Vi saluto un po' devastata, claudia

 

Inserito alle 14:48 | Commenti (6) | Stampa

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