La stanza di Claudia

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20 gennaio 2010

La strada tra prede e predoni

Categorie correlate: società

 Ogni volta che capita un incidente della circolazione, si torna a parlare di sicurezza stradale: un'utopia (leggete il bel libro di Cormac McCarthy con questo titolo), perché la strada è pericolosa per definizione, in quanto luogo altro dalla casa (ecologia deriva etimologicamente da "discorso sulla casa"...). Un tempo vi si trovavano i predoni; altrove i bisonti...alle nostre latitudini, i suv, brutta ferraglia con un buon gettito finanziario.

Il trasporto privato è un concetto insensato che ha reso peggiore le nostre vite illudendoci che fosse un lusso ed una necessità: un tempo le piazze servivano per incontrarsi, ora per posteggiare i nostri mezzi (avete visto Baaría, il film di Tornatore?). Andando a piedi, si potrebbe vivere la realtà circostante invece di cancellarla in una schizofrenica ricerca di un luogo diverso, sempre più lontano, sempre più irraggiungibile (esistono ancora luoghi isolati?). Ci muoviamo in fretta, conosciamo le strade di luoghi lontanissimi geograficamente (c'è ancora chi crede di desiderare una vacanza su una spiaggia tropicale!) ma non il viottolo dietro casa. E, a volte, veniamo travolti da qualcuno che come noi si muove insensatamente, correndo verso qualcosa di inessenziale, scegliendo di lavorare lontano dal luogo in cui si abita e trasformando in deserto tutto ciò che sta in mezzo: ci muoviamo tra non-luoghi, incespichiamo in non-sensi. Moriamo inutilmente per un po' di fretta, lasciando altre vittime sulla strada: i nostri familiari, e chi ci ha travolto e non potrà dimenticare, vivendo con un senso di colpa di nessuna utilità.

In una città slow, andiamo a trenta all'ora ovunque, e appena possiamo lasciamo l'auto in garage e ci spostiamo a piedi, dimenticando le palestre e parlando con chi incontriamo. Così viviamo a Mendrisio, o almeno così dovremmo vivere. E' un miracolo ogni giorno che sia ancora viva: ogni giorno, come voi, attraverso la strada! cari saluti, claudia

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Inserito alle 11:27 | Commenti (6) | Stampa

Commenti
OK incollato......!che orrore quei suv....dei carri armati in miniatura e per me, che amo la natura e trovo interesse per ciò che mi circonda ed è vicino, la mia vecchia Golf va benissimo ed andrà fino a che ce la farà ad accompagnarmi..Vivo anch'io con estremo disagio il traffico, i rumori ad esso legato,le strade pericolose, le metropolitane delle grandi città..Ma forse la crisi diminuirà un po' l' "esigenza" di avere grossi "bidoni"che succhiano benzina come spugne?Cosa aspettiamo a mettere in commercio auto più economiche e meno inquinanti? La risposta è facile...prima bisogna consumare ogni goccia di petrolio.....Un abbraccio
Inserito da simonetta alle 20.01.2010 18:53

ottima interpretazione! e chissà che tornino quelle vecchie auto come la tua di plastica di un tempo...magari modernizzate ad energia solare o di altro tipo, e che vadano PIANISSIMO: che il vero lusso sia la lentezza, il potersi permettere di andare piano, altro che la velocità!
Inserito da claudia alle 20.01.2010 18:56

Buon giorno Claudia,

leggo i suoi articoli e posso rispondere con una frase oggi:

SOLO UNA MADRE STERILE NON SI ACCORGE DI QUELLO CHE HA GIA'!!

Condivido pienamente il senso che ha attribuito al senso di colpa. E condivido il senso della schizofrenica che si situa nella megalomania. Un esterno senza confini, da 3° Mondo!! Comunque, grazie per il suo contributo. Solo chi sa ascoltare con il cuore e nel cuore può comprendere la necessità di chi vuole stare in vacanza e al lavoro in casa propria. Cordiali saluti. Angela
Inserito da Angela alle 21.01.2010 10:29

Grazie per il suo contributo, Angela. Quando ci fermiamo, ci rendiamo conto dell'assurdità di tanto movimento, è vero! un caro saluto, claudia
Inserito da claudia alle 21.01.2010 10:31

sono di ritorno da una splendida passeggiata con le racchette (o ciaspole se preferite - più dotto) e vorrei testimoniare che i luoghi incantevolmente solitari esistono ancora, non lontano da casa.
Io affronto la mia giornata di lavoro in bicicletta, vi assicuro che ho paura tanto del ghiaccio quanto dei suv, però quando carico i miei figli in auto con qualche amico per portarli ai vari allenamenti... beh, sto anch'io alla guida di un macchinone!
E' vero, cerco di limitare le mie uscite motorizzate a 2 alla sett.... Chissà se potessimo ottimizzare il nostro andare sempre... sarebbe bello, sarebbe un "di più", ci sapremmo gustare il deserto che attraversiamo perché avremmo gli occhi che ci ha donato la passeggiata!
un caro saluto a tutte
Inserito da raffaella alle 21.01.2010 18:08

cara raffaella, sono uno straccio stamane: ieri ho saputo della bambina di undici anni travolta a Malvaglia sulle strisce pedonali, e ho avuto una notte orribile. Non la conoscevo, ma penso ai suoi genitori e sto malissimo.
muoversi con le ciaspole (che bel termine!) sarebbe molto meglio...
un abbraccio, claudia
Inserito da Claudia Crivelli alle 22.01.2010 08:19
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