Non aprire quel giornale
Dopo una settimana, torno a sfogliare un quotidiano, e mi assale una vecchia e ben conosciuta angoscia. Per dire, il sesto morto sulle strade da inizio anno...Nelle epoche passate, era uso cercare dei "segni" nei fatti che capitavano, o persino nel volo degli uccelli (gli "auspici" lo sapevano interpretare): senza andare tanto lontano nell'interpretazione, viene da mettersi le mani nei capelli, o di prendere a calci le automobili (io l'ho fatto, metaforicamente, con quelle che mi passavano accanto sulla neve, lanciando sguardi di brace agli automobilisti che sfioravano pericolosamente la mia famiglia, cane compreso). Viene voglia di disfare il mondo e ricominciare tutto da capo, prendere una pagina bianca e pensare ad un modo di vivere insieme totalmente diverso, più vicino alla biologia che alla fisica. Più vicino allo spirito che al corpo (come sono brutte le donne considerate belle, e gli uomini tutti lindi e pinti delle pubblicità). Più vicino all'essere che all'avere.
Non possiamo farlo? certo che possiamo, se iniziamo oggi stesso a fare un piccolo passo in un'altra direzione, tutti noi. E' iniziata la quaresima, potremmo proporci come "fioretto" di fare ogni giorno qualcosa per migliorare il mondo. Un'azione soltanto è sufficente per ingenerare la voglia di imitazione, la catena virtuosa degli eventi...proviamoci, e teniamo un diario con i nostri "fioretti", dai! Virtuosamente, vi saluto, claudia
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