L'umiliazione
Philip Roth attraversa una fase di intensa creatività, e tutti noi dietro a leggerlo (a ragione). Così ho letto l'ultimo (Einaudi,2009), "L'umiliazione": la storia di Simon Axler, un grande attore di teatro che si ritrova, in età matura, ad aver perso la capacità di recitare. La magia è finita, e lui crede di ritrovarla in un amore con una donna molto più giovane di lui. Ma questo tentativo fallirà, portandolo alla sua ultima e privatissima rappresentazione: il suicidio. Una metafora sulla vita, una narrazione scabra e spedita, da leggere tutta d'un fiato. Dire "bello" sarebbe crudele. Dire "autentico" sarebbe impreciso. Io non l'ho trovato né bello, né autentico, però vi consiglio ugualmente di leggerlo: perché fa riflettere sulla vita e sulla morte e perché, anche se possiamo arrivare a sensazioni e riflessioni molto lontane da quelle dell'autore, vale la pena farsi portare dalla sua potente capacità di scrittura.
E oggi, tutti fuori all'aria aperta: io ho appena terminato di decapitare il kiwi, e adesso nel giardino entra molta più luce (api e kiwi arrabbiati con me, ma se ne faranno una ragione!). Se siamo fortunati, avremo anche un bel temporale stasera o domani! buona fine di settimana, claudia
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