Martini
Uno scrittore del quale non mi lascio sfuggire la produzione è Pietro Grossi, che recentemente ha pubblicato per Sellerio il racconto lungo "Martini": un racconto maschile, meno entusiasmante di "Pugni" e de "L'acchito", ma ciò non toglie la mia stima per l'autore fiorentino. Ho stima per molte persone alle quali penso dalla beata solitudine della nostra villeggiatura montana, avvoltolata nelle coperte a contemplare le nubi della sera come in un sanatorio per tisici d'antan. Ho lasciato tutte le preoccupazioni, ricordo vagamente chi io sia nella vita civile e mi perdo nei boschi, più di muschio e di aghi di pino che di carne, ma ugualmente mi giungono echi della vita del piano. Un altro amico che lascia la famiglia per una passione improvvisa, un'altra vittima delle emozioni e della società monogamica. Grande rispetto per i suoi turbamenti, ognuno di noi cerca di fare il meglio che può, e a volte quel meglio appare ben misera cosa agli occhi del mondo. Gioco a giochi di montagna, cammino, mi bagno nelle fredde acque del lago e mi nutro di mirtilli e di libri. Non voglio tornare al piano, non ricordo più come ci si muove in una città, le bambine si sono inselvatichite e così sono bellissime, rilassate e forti. Non voglio tornare a indossare tacchi alti e sorrisi non del tutto sinceri. Io me ne resto qui fino a che posso, a ricordare i miei ricordi e ad esprimere desideri alle stelle cadenti. Arrivederci, claudia








