La difesa personale
Sono tornata dopo tre settimane di montagna, e non vi tedierò con il mio animo che fatica ad adattarsi alla vita cittadina (sì, cittadina: ormai Mendrisio è una città a tutti gli effetti!). Invece, visto che questo è un blog sulla famiglia, vorrei riflettere con voi sulla difesa della propria abitazione e dei propri cari. Mi hanno proposto di iscrivermi ad un corso di tiro e di tenere un'arma in casa per difendere me e i miei cari da una possibile irruzione di malintenzionati. Vi confesso che per qualche ora ci ho pensato seriamente, sotto la pressione di un'emozione chiamata PAURA, ma che poi ho scartato l'idea: non voglio vivere in un modo simile, dimenticando lo stato civile, i principi della nostra civiltà, inoltrandomi nel regno del terrore e dello stato di diritto, dove vince la legge del più forte. Intanto, non potrei vivere pensando di aver ucciso un uomo (e se quell'uomo uccidesse me o un mio caro? fa parte dell'imponderabile che non posso prevedere, e con la cui paura devo imparare a convivere); inoltre se ogni famiglia si armasse, andremo incontro ad un'escalation di violenza: i ladri entrerebbero nelle case sapendo di trovare qualcuno armato, e quindi pronti al peggio. Adesso, possiamo sempre sperare in un aggressore non troppo violento, interessato solo ai beni materiali, com'è nella maggior parte delle irruzioni in case private. Inoltre, ho fiducia nella polizia, nel cane Tom, nella Provvidenza divina. Come già detto, cercherei di offrire quello che ho, e una dose massiccia di benedizioni per la redenzione della persona che si trova in una situazione talmente disperata da arrivare a rubare. E voi come vi armate? un caro saluto pacifista, claudia
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